Antifurto delle auto: quante balle ci raccontano
Pubblicato da Alessandro Merolla alle 00:18 in Economia
Questo post sugli antifurto delle auto darà un sacco di delusioni. Ho chiesto a un mio amico meccanico, di Napoli, di simulare l’attività di un ladro: ha disattivato gli antifurto con una facilità sconfortante. Altro che antifurto imbattibili, come ce li descrivono i produttori.
Ci sono tre tipi di antifurto.
1) Antifurto elettronici
a) I volumetrici/perimetrici (antifurto a sirena). Un set di sensori (sugli sportelli della vettura, o all’interno) che rilevano la presenza di persone. Ovviamente non distinguono i ladri dagli onesti, dunque si attivano alla minima sollecitazione. Purtroppo, non fanno altro che attivare una sirena come segnalatore acustico. Per il disagio sonoro che causano, non sono ben visti nei centri abitati quando iniziano a trillare di notte. Inoltre, siccome la sirena viene zittita con semplice schiuma da barba schizzata nel vano motore (in pochissimi secondi), hanno scarso valore ai fini della prevenzione del furto.
b) Gli immobilizer. Sono semplici interruzioni al circuito elettrico, di solito posti sul circuito di accensione. Senza la chiave, il dispositivo interrompe l’alimentazione necessaria alla messa in moto del veicolo. Alcune volte interrompono un circuito in più punti. Ci sono diversi modi per sorpassare uno di questi dispositivi. Primo. Cavettare i fili elettrici e ripristinare il circuito che è stato bypassato tramite l’immobilizer. Questa operazione normalmente prende solo qualche minuto, tanto più se il ladro è esperto e conosce il dispositivo. Secondo. A volte, per evitare gli immobilizer che utilizzano la chiave codificata come accesso alla vettura, vengono usate “centraline vergini”, che consentono l’avviamento della vettura anche senza la chiave codificata, ovvero con una chiave qualsiasi. La centralina è riutilizzabile per più vetture. Terzo. Questo è legato a una direttiva europea di sicurezza per gli immobilizer. La direttiva prevede che qualsiasi immobilizer deve disattivarsi prima che l’auto raggiunga i 35 km/h. Obiettivo: evitare che l’avaria di un circuito elettronico provochi il taglio dell’alimentazione della vettura, quando è in movimento (per esempio a 130 km/h sull’autostrada). Il risvolto per i ladri è che se spingono una vettura in discesa o la trainano minimamente, superati i 35 km/h (non certo un’impresa) la macchina parte non appena si fa fare contatto ai fili del sottoquadro, senza alcuna necessità della chiave codificata. Gli immobilizer (sotto forma di antifurti a chiave elettronica) equipaggiano oggi quasi la totalità delle auto, anche le utilitarie. Ma i ladri continuano rubarle senza alcuna difficoltà. Una riprova: poche Assicurazioni concedono sconti sostanziali a chi installa questi dispositivi. Le Compagnie sono gli enti più “accreditati” per giudicare la bontà di un antifurto: sanno quante macchine vengono rubate e quale dispositivo le equipaggia…
2) Antifurto satellitari
Esattamente, non sono antifurto, bensì impianti di localizzazione. Alcuni fra gli ultimi modelli prevedono una funzione di immobilizer comandata a distanza (ovviamente a veicolo fermo). Funzionano in questo modo. Non appena viene rilevata (dai sensori) una situazione di rischio (un tentativo di furto in corso), la centralina satellitare rileva la posizione del veicolo interfacciandosi con il satellite, quindi via Gps. Questa posizione della macchina viene poi trasmessa, affinché siano avviate le operazioni di recupero, via Gsm (con il telefonino, spesso via Sms). E se non c’è segnale? In questo caso, il satellitare è inutile. Ovviamente, una situazione di assenza di campo non può durare in eterno, e presto o tardi l’auto tornerebbe a trasmettere, a meno che non sia provocata. Esistono – accanto alle numerose aree dove l’antenna Gsm va in ricerca rete (non trova segnale) – apparecchi dal costo di circa 600 euro (a 20 euro si trovano su Internet le istruzioni per assemblarli a casa) , denominati “mobile jammers” o “generatori di rumore bianco”, che annullano totalmente il segnale Gsm intorno a loro, nel raggio di circa 30 metri (in tutte le direzioni) o circa 100 metri direzionalmente. Il ladro si avvicina alla vettura con il jammer acceso (con una batteria da 12 volts il dispositivo ha un’autonomia di oltre 12 ore). Entra, quindi la mette in moto. In tutto questo tempo, sebbene i sensori abbiano rilevato il fatto e il satellite sia stato interpellato per le coordinate della vettura, il tentativo di furto non può essere trasmesso né alla centrale né al proprietario perché il segnale Gsm è assente. Il ladro guida la macchina fino al parcheggio “convenzionato” (con lui) più vicino, dove smonta la trasmittente del satellitare e la cestina. La vettura non sarà mai più rintracciata. Conseguenze: la macchina è andata persa.
Sottoscrivendo molte delle polizze assicurative furto/incendio oggi in commercio legate ai satellitari, si rischia di non ricevere l’indennizzo del furto o di riceverlo solo in minima parte (con scoperto minimo del 20%). Perché? Spesso le Assicurazioni, i migliori giudici dell’efficacia di un antifurto, si sono protette contro l’eventualità che il satellitare non trasmetta per via di una condizione naturale, tipo l’assenza di segnale. Oppure a causa di una volontaria manomissione da parte del cliente per ricevere l’indennizzo di un’auto che si svaluta molto in fretta. Ecco come le Compagnie si tutelano: una clausola della polizza furto/incendio prevede sia data prova documentale del corretto funzionamento dell’apparato satellitare, ovvero che lo stesso trasmetta nel caso di un tentativo di furto o di rapina.
Oltre ai jammer, esistono altri metodi di schermatura dei satellitari, come le coperture di piombo, l’imballaggio della centralina satellitare nella carta “plastificata”, l’utilizzo di ripetitori di chiamata che tengono continuamente occupato il telefono Gsm facente parte del sistema satellitare (ovviamente in questo caso bisogna conoscerne il numero), e altri ancora. Oggi, acquistare un generatore di rumore bianco è facilissimo ed economico, soprattutto tramite Internet (vedi i siti che escono digitando la parola “jammer” in un qualsiasi motore di ricerca). Oltretutto, l’uso di questi apparecchi è perfettamente legale e non nocivo: vengono impiegati dal settore “difesa” (impediscono che siano detonati ordigni a distanza durante le visite ufficiali di presidenti, re, ministri, ecc.) fino alla “tutela del silenzio” (nelle chiese perché non squillino i cellulari disturbando le cerimonie).
3) Antifurto meccanici
Alcuni di questi dispositivi offrono il più alto livello di protezione del veicolo, perché creano un impedimento fisico al furto. Contrariamente agli elettronici e ai satellitari, non richiedono alcuna tecnologia per essere sorpassati, ma "soltanto" abilità manuale. Alcuni di questi, però, richiedono una risorsa che per i ladri è estremamente scarsa: il tempo. Vediamone alcuni.
a) Blocca pedali, blocca sterzo a forma di mazza da baseball, coperchi metallici che coprono il volante o strumenti simili: tempo di disattivazione di pochi secondi mediante l’uso di opportuni attrezzi di leva (etere liquido e martello).
b) Perno blocca-sterzo. La canna dello sterzo viene bloccata impedendo l’uso (ovvero la rotazione) del volante. La vettura è resa inguidabile. Sorpassare il dispositivo smantellandolo richiede molto tempo, e i ladri non ne hanno. Il suo punto debole è la serratura, che può essere sempre fatta girare… E poi, ci si può dimenticare di inserirlo. Tra l’altro, alcune società produttrici di veicoli sostengono che la foratura della canna dello sterzo necessaria all’installazione potrebbe produrre un indebolimento della stessa, tale da comprometterne la sicurezza in marcia.
c) Blocco del sistema idraulico (freni/frizione). Ad antifurto inserito, la valvola ospitata nell’antifurto diviene unidirezionale. Montata sull’impianto idraulico, consente il passaggio del liquido verso il ripetitore della frizione o i pistoncini dei freni, impedendone il reflusso. Il risultato è che la macchina o non ha trazione, oppure è bloccata (in entrambi i casi non si può muovere). Il limite di questi due antifurti è l’obsolescenza del progetto. I dispositivi vengono inseriti/disinseriti tramite una chiave meccanica, e sappiamo che una serratura con un po’ di tempo e le giuste attrezzature può essere forzata. Inoltre, anche quest’antifurto va inserito: bisogna ricordarsene (altrimenti, sono guai ai fini dell’indennizzo assicurativo).
d) Immobilizer con sirena più blocco del sistema idraulico. Rappresenta un’evoluzione tecnica dei due antifurto di cui sopra, con i quali condivide il principio di funzionamento (il blocco idraulico). Questa volta, però, la valvola che costituisce il cuore del sistema è mossa da un motoriduttore. Il disinserimento avviene per mezzo di una chiave elettronica antiscanner e irriproducibile. L’inserimento avviene addirittura automaticamente, circa un minuto dopo lo spegnimento del quadro (non bisogna cioè ricordarsene, neanche ai fini assicurativi). Quest’antifurto unisce l’efficacia meccanica nella protezione del veicolo alla semplicità di funzionamento degli antifurto elettronici. Inoltre, risponde a una serie di procedure di sicurezza, tra cui la non inseribilità del dispositivo a motore/quadro acceso e la funzione di ricircolo per liberare il circuito da un’eventuale pressione accumulatasi (per non rovinare le guarnizioni del circuito stesso).
E chi monta più antifurto contemporaneamente? A parte la spesa che deve sopportare, non si illuda. Ho preso i tempi del mio amico meccanico napoletano all’opera. Per scassinare una porta e disattivare un antifurto elettronico; estrarre il blocco di avviamento e rompere il bloccasterzo; disattivare un dispositivo meccanico aggiuntivo; schermare l’antifurto satellitare, occorrono circa quattro minuti.
Soltanto se c’è un bloccasterzo supplementare o, meglio ancora, un blocco del sistema idraulico, occorre molto più tempo. A meno che il ladro non disponga di un carro attrezzi che porta via l’auto. Ma il costo è di 60.000 euro: si tratta di furti su commissione, davvero pochissimi rispetto alla totalità e solitamente limitati a vetture di altissimo valore e prestigio. Poi il ladro li disattiva con calma, lavorando dall’esterno dell’auto.
Un piccolo suggerimento finale. Il vero “guardiano” del nostro veicolo sono le
Assicurazioni: meglio scegliere sempre un antifurto legato a una polizza chiara e senza clausole sfavorevoli.
Nota a margine. Se ami le auto, leggi anche questi 3 blog:







1. Giovy, Mercoledì 19 Aprile 2006 ore 08:48
Immobilizer: un amico meccanico mi ha detto che è possibile bypassare l'immobilizer utilizzando una precisa sequenza data da una combinazione dei pedali e della chiave d'accensione, che ogni tecnico meccanico di ogni concessionaria autorizzata conosce.
Questo per avere la possibilità di accendere la macchina anche con la centralina in tilt, cosa che può succedere facilmente.
E se questa sequenza la conoscono loro, la conoscono anche i ladri. ;)
2. Alessandro Merolla, Mercoledì 19 Aprile 2006 ore 08:53
Sì, Giovy, grazie per il tuo contributo: basta conoscere la sequenza.
3. Alessandro, Giovedì 20 Aprile 2006 ore 17:33
Bell'articolo,
ma ti sei dimenticato i sistemi di marchiatura della proprietà. Forse sono la soluzione più 'banale' ma anche quella più efficace. Oggigiorno utilizzano la più avanzata tecnologia RFID, microfilm e soluzioni DNA.
Al ladro o all'eventuale compratore non piacerà proprio l'idea di girare o vendere/comprare merce riconducibile al legittimo proprietario. Poi un conto è ribattere un solo numero di telaio, un conto è trovarne decine (centinaia se si parla dei microfilm!) e rimuoverli tutti senza rovinare il mezzo per non farlo svalutare!
Per qualche informazione in più: http://www.fminsurance.it/testi/280306MI.htm
oppure
http://www.vehicle-documents.it/articoli/articoli2/articolo6vei.htm
In ogni caso puoi visitare il sito dell'unica Azienda che ad oggi offre al mercato italiano un sistema di identificazione della proprietà:
http://www.datatag.it
Oltre alle moto e scooter è in arrivo il Kit Auto.
Per quanto riguarda i migliori giudici dell’efficacia di un antifurto, diverse Assicurazioni offrono convenzioni ottime per chi marchia il proprio mezzo.
Va da sè che più infastidiamo l'eventuale ladro, più il nostro mezzo sarà al sicuro.
Io propongo antifurto meccanico, elettronico e di identificazione!
4. Andrea, Giovedì 20 Aprile 2006 ore 19:00
RDIF: La tecnologia RFID continua a non convincere alcuni specialisti in sicurezza.I test indicherebbero che queste soluzioni sono inaffidabili e facilmente craccabili con tecnologie a basso costo.Non si tratta di un limite tecnico della tecnologia RFID ma semplicemente di una scelta costruttiva. Le aziende produttrici pur di far scendere il prezzo di ogni singolo tag sotto i 5 centesimi di dollaro - come richiesto dalle esigenze dei clienti - avrebbero cioè deciso di eliminare la maggior parte delle funzioni di sicurezza. Insomma, per agevolare la penetrazione nel segmento, i produttori sembrerebbero aver fatto affidamento su una strategia commerciale quanto mai aggressiva, e poco incline a scendere a compromessi con standard di sicurezza adeguati. Conclusione: anche gli RFID non sono affidabili.
5. Alessandro Merolla, Venerdì 21 Aprile 2006 ore 01:11
@Alessandro. Sono d'accordo sulla soluzione finale. Usare tutti i sistemi per scoraggiare il ladro il più possibile. Quanto al datatag, non è un antifurto ma una semplice marchiatura, invisibile all'occhio umano (quindi diversa dalla semplice marchiatura dei vetri, assolutamente inutile). Purtroppo però sia le moto (le uniche oggi tutelate da datatag, infatti il kit auto non è ancora in commercio), sia le macchine vengono rubate per i pezzi di ricambio. Le microparticelle identificative vengono collocate su vernice e telaio, più sulle parti (esterne) del motore. Morale, posso utilizzare tutte le parti che non sono marchiate e rivenderle come pezzi di ricambio (che è pure molto più proficuo). Poi non è detto che le forze dell'ordine controllino, e per rilevare le microperle nella vernice sono necessari apparecchi studiati apposta. In conclusione, sebbene il datatag sia un ottimo sistema, è impensabile affidarsi solo a quello, ma bisogna sempre affiancarlo a un sistema primario che impedisca o quantomeno ostacoli il furto, non che ostacoli solo la rivendibilità della refurtiva (in modo parziale, peraltro). Invece, è pensabile utilizzare solo un antifurto, senza il sistema di marchiatura. Tanto, in ultima battuta, l'importante per stare sereni è sempre e comunque una buona tutela assicurativa. Nel post, ho parlato solo di sistemi per auto e il datatag ancora non si applica sulle automobili. Però hai ragione sulle moto, in pieno: gli elettronici fanno poco, imeccanici sono rappresentati solo dalla catena (ma è sempre difficoltoso legare la moto ad un palo). In assenza di catena al palo, qualsiasi moto può essere sollevata di peso e caricata su un piccolo fiorino (niente carro attrezzi da migliaia di euro!).
6. Alessandro Merolla, Venerdì 21 Aprile 2006 ore 01:16
@Andrea. Sono d'accordo, la tecnologia RFID non ha una totale inaffidabilità e per ora interessa solo il mercato motoveicoli. I veicoli a quattro ruote hanno molte più componenti coperte e difficili da marchiare. La maggior parte dei furti che li riguarda è rivolta ad una ricommercializzazione dei pezzi. Ci sono circa 70.000 componenti diversi in una autovettura... Vogliamo marchiarli tutti? Concordo allora che bisogna, prima di tutto, ostacolare il furto, con un buon sistema antifurto, preferibilmente meccanico (sono gli unici che non possono essere sorpassati da alcuna tecnologia, ma necessitano per la loro disattivazione solo tanto, troppo tempo). Molto utile il meccanico con immobilizer e sirena di cui parlo nel post, provvisto di autoinserimento, anche perché toglie il problema assicurativo della dimostrabilità dell'attivazione del sistema. Poi, se vogliamo ulteriormente scoraggiare il ladro con un buon sistema di marchiatura che renda invendibili alcune componenti, ben venga... Non esiste un veicolo non rubabile, esiste solo un ladro a cui viene reso il lavoro troppo difficile e allora tenta sulla vettura davanti o dietro la nostra.
7. Andrea, Mercoledì 10 Maggio 2006 ore 11:30
Ho seguito con interesse l'articolo e posso confermare che la via migliore è la d) cioè quella dell'immobilizer con sirena più blocco del sistema idraulico. Ho fatto installare sull'auto il Blokkauto della Controlcar e mi trovo molto bene perchè il blocco idraulico si inserisce da solo dopo qualche secondo.
8. Alessandro Merolla, Mercoledì 10 Maggio 2006 ore 11:34
Sì, la d) è sempre la soluzione migliore.
9. Secret Jammer, Martedì 23 Maggio 2006 ore 22:57
Ho letto una frase imprecisa relativa alla legalità dei Jammer. Devo deludervi ma i Jammer sono ILLEGALI, ovvero il loro utilizzo è ILLEGALE in Italia, e può essere utilizzato esclusivamente dalle Autorità. Quindi chi ne viene trovato in possesso è punibile dalla legge nonche segnalato. Fate molta attenzione a scrivere frasi inesatte. Grazie
10. Alessandro Merolla, Martedì 23 Maggio 2006 ore 23:13
Grazie. Verifico e, se è il caso, correggo.
11. matteo, Domenica 13 Agosto 2006 ore 17:39
possiedo una mercedes 220 cdi del 2001, qualcuno mi spiega bene come hanno fatto ad aprirla e sgraffignarmi tutto senza scasso !?! e poi visto che sono stati così bravi avrebbero potuto portarsela via ? grazie ciao matteo
12. lorenzo, Domenica 5 Novembre 2006 ore 09:54
sei sicuro che la vettura oltre i 35 km/ora si possa mettere in moto ?
forse per quanto riguarda l'immobilizer sarebbe meglio dire che i ponticelli non servono a nulla e che possono esistere delle centraline si vergini ma che vogliono la chiave con transponder lo stesso .
sono comunque d'accordo che la protezione con antifurti satellitari o no serve a poco ...
forse a volte guardare meglio i libretti di istruzione delle vetture che indicano come effettuare avviamneti di emergenza (caso delle affermazioni che un gioco di pedale e spia si mette in moto) o oltre forse si aiuterebbe la sicurezza e un antifurto meccanico aiuta di più ...
grazie e buon lavoro
13. Luca, Mercoledì 8 Novembre 2006 ore 11:46
Bell'articolo, complimenti! Ma... i costi?
Quanto costa farsi istallare, ad es., il Blokkauto Controlcar o analogo (accettati suggerimenti)?
Buon Lavoro
14. mans, Lunedì 13 Novembre 2006 ore 20:48
Io posso solo dirvi che aprire una smart è un gioco da ragazzi; mettono in contatto due fili (diabolicamente lasciati esposti dal produttore), si attiva l'apertura centralizzata e svuotano la macchina.
15. Duke, Domenica 4 Febbraio 2007 ore 08:42
Complimenti sinceri per la profondità e la competenza!
Tuttavia, cosa ne pensate
1- della compatibilità dei sistemi antifurto con blocco idraulico con i nuovi sistemi ABS e con l'elettronica di controllo assai complessa delle auto di ultima generazione? Molti elettrauto sono restii all'installazione, se non assolutamente contrari (addirittura, alla concessionaria x della mia zona mi hanno assolutamente assicurato l'incompatibilità del x con la mia nuova x!!!)
2- un nuovo antifurto meccanico (Bloccacambio Mul-T-Lock della ASI - www.asimtl.com, ca 300€ montato), che consiste in barra di acciaio che blocca la leva del cambio in retro, montaggio effettuato NEL canotto della vettura.
3-antifurto e antirapina, tipo il BoomeranG
CIAO!
16. Alfonso, Lunedì 5 Febbraio 2007 ore 17:51
Ciao a tutti,sto per comprare una panda nuova.Coem antifurto sono indeciso tra il block shaft e un'antirapina.Avevo visto questo:
http://metasystem.it/index.php/msy_ita_it/msyit/auto/after_market/immobilizzatori/m43
Come prezzo più o menmo si equivalgono.Pensavo all'antirapina più per mia mamma, magari alle prese col bloch shaft potrebbe avere difficoltà :D
Che mi dite circa la facilità di disattivarlo?(Mi riferisco alla funzione di antifurto,oltre che all'antirapina) E' facile sbarazzarsene come quelli a sirena?
Grazie a tutti.
17. Piero GRASSI, Venerdì 16 Febbraio 2007 ore 10:03
DSEGUITO ALCUNI ARTICOLI
Gli antifurto per automobile
Una rassegna dei principali modelli,
sia meccanici che elettronici
e i metodi usati dai ladri per aggirarli
Il contrabbando di automobili rubate
Nel 2004, in Italia, è stata rubata un’autovettura ogni sei minuti e i dati che si riferiscono al primo semestre di quest’anno, non lasciano sperare in un miglioramento della situazione.
La maggior parte di queste automobili vanno a rifornire il florido mercato clandestino delle parti di ricambio, come ha dimostrato il sequestro effettuato dalla Squadra Mobile in un capannone dove erano immagazzinate, ed ordinatamente catalogate, parti di ricambio rubate per un valore di oltre un 500.000 euro.
Un numero minore di automobili, le più nuove o i modelli più prestigiosi, varcano i confini della nostra penisola per essere rivendute nei paesi arabi o nelle nazioni dell’est europeo, non prima di essere state sottoposte ad un accurato “remake” dei numeri di matricola e dei documenti di circolazione.
L’abilità dei falsari in questo campo è tale che soltanto un occhio molto esperto riesce ad avere qualche sospetto.
Recentemente i reparti della Polizia Stradale sono stati forniti di uno speciale kit di reagenti chimici i quali, versati sulla parte della carrozzeria che riporta il numero di matricola del telaio, riescono ad evidenziare eventuali tracce di contraffazione.
Dobbiamo però considerare che quando una vettura così “truccata” ha superato i confini Italici per essere venduta in certi paesi in via di sviluppo, a quei pochi che possono permettersene l’acquisto, la speranza che le polizie locali, spesso equipaggiate in maniera decisamente spartana, siano in grado, durante un controllo, di accorgersi che qualcosa non va nella punzonatura dei numeri di matricola, è abbastanza remota.
In un paese dell’est europeo molto vicino all’Italia, fino a qualche anno fa c’era una forte richiesta di automobili, soprattutto con motore diesel, a fronte di un’offerta del tutto insufficiente.
Molti commercianti pugliesi acquistavano in Italia vetture diesel usate che, qui da noi, a causa della pesante pressione fiscale applicata o delle normative antinquinamento, non avendo più mercato, avevano una quotazione economica estremamente bassa.
Dopo averle sommariamente revisionate le esportavano, con procedure doganali regolari, in Albania o in altri paesi dell’est europeo, dove era facile rivenderle con un lauto margine di guadagno.
Queste vetture Italiane, tutte di grossa cilindrata, rappresentavano in tali paesi lo “status simbol” di una nazione vicina che, vista nei nostri programmi televisivi che in talune nazioni sono perfettamente ricevibili, era ricca, prosperosa e consumista.
Ovviamente anche la malavita locale, fiutando l’affare, si era messa nel ramo di tali esportazioni, con la differenza che le automobili venivano spedite senza il consenso dei legittimi proprietari.
La Polizia Italiana, infatti, poneva la massima attenzione nel controllare le vetture imbarcate sui traghetti in partenza dai porti dell’Italia meridionale ma, quasi sempre, gli automezzi venivano spediti poche ore dopo il furto, ancora il proprietario non aveva ancora potuto fare la denuncia alle autorità.
Una volta giunte a destinazione, la collaborazione con le organizzazioni criminali ed un vasto giro di corruzione degli organi di controllo facilitavano la “legalizzazione” dell’automobile esportata.
La contraffazione dei numeri di matricola
Un metodo usato per “taroccare” le autovetture, così si dice, nel gergo della malavita, per indicare questo tipo di contraffazione, consiste semplicemente nel sostituire in toto le parti di carrozzeria dove sono punzonati i numeri di matricola, usando quelle di un’altra, ovviamente della stessa marca e modello, che sia rimasta coinvolta in un incidente stradale di tale entità da averne causato la semidistruzione.
Gente senza scrupoli si offrirà di acquistare il relitto ad un prezzo stracciato, per ricavarne la parte di carrozzeria di cui sopra che verrà poi “trapiantata” su una vettura rubata, questa volta su commissione.
Naturalmente questa operazione ha dei costi decisamente elevati, essendo necessario estrarre completamente il motore dal cofano per effettuare i tagli e le saldature necessarie e per riverniciare le parti con la tinta originale, per questo le automobili “interessanti” dal punto di vista dei contraffattori, sono solamente quelle di fascia alta, con un valore che si aggira, e a volte supera, i cinquantamila euro.
Alcune fabbriche automobilistiche cercano di contrastare l’opera dei “taroccatori” inserendo i numeri di matricola in più punti fra cui, ad esempio, i montanti della carrozzeria che fungono da supporto motore.
Sostituire queste parti è impresa quasi impossibile, pertanto in questi punti è giocoforza la ribattitura dei numeri con risultati che, per quanto perfetti, sono comunque individuabili.
Gli agenti della Polstrada seguono appositi corsi interni per conoscere tutti i trucchi dei trafficanti d’auto rubate e spesso basta un disallineamento micrometrico dei numeri di matricola per metterli in sospetto ed indurli a spedire la vettura presso uno dei centri specialistici della Polizia dove, sotto il controllo di strumenti sofisticati ed occhi espertissimi, nessuna contraffazione supera l’esame.
Purtroppo la disinvoltura di alcuni commercianti disonesti, ha consentito la vendita di autovetture rubate cui erano state applicate le targhe e le matricole falsificate di altre vetture regolari, con il risultato che vi sono in circolazione due vetture diverse ma con targhe identiche.
Questo spiega come siano giunte delle contravvenzioni a cittadini ignari, a seguito di infrazioni commesse magari in città diverse da quella di residenza abituale e delle quali l’interessato non sapeva nulla.
Le assicurazioni contro il furto: un punto dolente
Una buona polizza assicurativa ci metterà nelle condizioni, nel malaugurato caso avessimo subito il furto della nostra vettura, di essere risarciti, almeno parzialmente.
Le compagnie assicurative, infatti, al momento di erogare il risarcimento all’assicurato, decurtano, oltre al valore dell’i.v.a. una percentuale in base alla vetustà dell’automobile.
Alcune polizze, inoltre, prevedono una franchigia che, in caso di furto anche parziale, verrà automaticamente detratta dal risarcimento.
Per alcuni modelli di vetture che, in base alle statistiche elaborate dalle assicurazioni, sono particolarmente prese di mira dai ladri, tale franchigia è spesso obbligatoria e di importo tutt’altro che modesto.
Tassa di possesso, spese per l’intestazione o il passaggio di proprietà, denari spesi per la manutenzione meccanica o di carrozzeria, eventuali effetti personali, magari di valore notevole, lasciati a bordo della nostra automobile, tutto questo non verrà riconosciuto dalla nostra assicurazione ed andrà perduto.
Se a tutto questo aggiungiamo che per la liquidazione della somma risarcitoria occorre presentare alla propria compagnia assicurativa il “certificato di chiusa inchiesta” che i tribunali rilasciano non prima di alcuni mesi dalla denuncia del furto, dobbiamo concludere che è assai meglio prendere le precauzioni necessarie per evitare di essere vittime dei ladri d’auto prevenendo così, fra l’altro, il disagio conseguente all’improvvisa scomparsa della macchina, soprattutto per coloro i quali la usano per ragioni di lavoro.
Fra l’altro, molte compagnie iniziano a praticare degli sconti, sia pure modesti, sul premio assicurativo contro il furto, a quegli automobilisti che abbiano fatto installare uno o più dispositivi antifurto alla propria vettura, soprattutto se del tipo “satellitare”, del quale parlerò più avanti.
Ma veniamo ora al punto centrale del discorso, esaminando i principali mezzi di difesa a nostra disposizione: i sistemi antifurto meccanici e quelli elettronici, non dimenticando di considerare i metodi con i quali i ladri d’auto riescono ad aggirarli, a volte con incredibile facilità e rapidità.
Gli antifurto elettronici
Questi dispositivi sono costituiti da una centralina, che spesso incorpora anche la sirena elettronica, a volte dotati di accumulatore autonomo, allo scopo di prevenire un eventuale distacco della batteria della macchina.
Certo, il fatto che l’avvisatore acustico sia incorporato alla centralina, non contribuisce sicuramente all’inattaccabilità del dispositivo.
Infatti, nel 90% dei casi, questi antifurto vengono installati nel vano motore ed in tal modo un eventuale ladro non avrà troppe difficoltà, una volta aperto il cofano, ad assestare un deciso colpo di martello sulla centralina, zittendola senza complimenti.
Naturalmente questa azione non ripristina il collegamento del sistema di accensione della macchina, anch’esso controllato dall’antifurto.
Purtroppo però tale collegamento non rappresenta un ostacolo insormontabile per un ladro d’auto esperto, infatti, gli installatori di antifurto effettuano questa parte del cablaggio senza troppa fantasia, né d’altronde ci sarebbe margine per troppe variazioni sul tema.
I sistemi di accensione, o di iniezione elettronica, sono tutti molto simili fra loro, come potete vedere dallo schema che segue per cui è fin troppo facile effettuare un ponticello di filo elettrico e far avviare in tal modo la macchina.
In molti schemi di antifurto si può notare il suggerimento di tagliare il collegamento elettrico fra la chiave di avviamento e la bobina di accensione, sottoponendola al controllo dell’antifurto. Anche se nelle auto moderne è preferibile interrompere l’alimentazione alla centralina di iniezione, il problema di fondo rimane: basta inserire un filo elettrico di bypass per avviare il motore. Nello stesso schema, infatti, si suggerisce di sottoporre al controllo dell’antifurto anche la pompa elettrica del carburante o di inserire lungo la tubazione del carburante un’elettrovalvola, ottenendo una maggiore sicurezza.
Una valida soluzione è far installare un’elettrovalvola a solenoide lungo la tubazione di alimentazione del carburante, naturalmente posta in posizione poco accessibile, o un relè di blocco della pompa carburante, comandati dalla stessa centralina antifurto.
Nessun elettrauto provvederà mai all’installazione di un simile dispositivo “sua sponte”, a causa del tempo che tale lavoro farebbe perdere, per cui l’unica soluzione rimane quella di chiedergli espressamente di eseguirlo, diciamo così “extra”, contrattando l’onere pecuniario aggiuntivo.
Attenzione poi a quegli antifurto elettronici, ormai estremamente diffusi, dotati di un radiocomando per l’inserimento, che funge anche da portachiavi!
Sono dispositivi estremamente pratici giacché permettono, sulle vetture dotate di sistemi apriporte automatici, di inserire l’allarme e di chiudere la vettura con la semplice pressione di un tasto.
Purtroppo i vecchi modelli e quelli più economici o di marche sconosciute, possiedono un sistema di codifica del trasmettitore che è possibile aggirare tramite appositi decodificatori reperibili nel giro della malavita.
A questo punto voglio descrivervi, molto dettagliatamente, la tecnica usata dai ladri d’auto per clonare un telecomando, compresi quelli per apricancello, anche dell’ultima generazione.
Non troverete nulla del genere su nessun altro sito web; quello che leggerete di seguito è qualcosa di assolutamente inedito.
Tuttavia, benché le informazioni che fornisco siano sostanzialmente esatte e particolareggiate, non aggiungo indicazioni sulla reperibilità dei dispositivi descritti, onde prevenirne usi illeciti.
Scopo di queste monografie è, infatti, mettere le persone nella condizione di difendersi efficacemente dai furti, attraverso la conoscenza delle tecniche usate dalla malavita e non un invito o un incoraggiamento a mettere in pratica quanto descritto.
Come clonare un telecomando
La quasi totalità degli attuali radiocomandi, in accordo con le Normative Europee EN 300 200 ed ETS 300 683, funziona su frequenze ben determinate e note. Devono, infatti, essere dotati di certificato di omologazione secondo la direttiva 99/5/CE. Le frequenze stabilite dal Ministero delle Comunicazioni per impianti di allarme e per i radiocomandi relativi vanno da 433.050 a 433.790 MHz.
Inoltre, nel quadro nazionale della riorganizzazione delle trasmissioni via radio il legislatore ha già individuato una nuova banda di frequenza a 868 MHz che già viene utilizzata nei nuovi prodotti.
Qualsiasi trasmettitore che non utilizzi le frequenze indicate dal piano nazionale di ripartizione delle frequenze per applicazione di sistemi radio d'allarme senza filo è fuori legge, anche se possiamo trovare in funzione alcuni vecchi modelli sui 30.155 MHz
Non svelo pertanto nessun segreto indicando le frequenze di cui sopra. Chiunque può prenderne visione sulla Gazzetta Ufficiale.
Questo risolve il primo problema per chi volesse clonare un telecomando; la ricerca della frequenza giusta. Rimane da scoprire il codice. Come fare?
Il dispositivo riprodotto è un decodificatore, completo di modulo ricevente ibrido AUREL a 433 MHz. E’ dotato di quattro canali indipendenti funzionanti in modo impulsivo o bistabile. Un apposito microprocessore, autoapprende i codici del telecomando nel momento in cui l’ignaro automobilista preso di mira chiude la propria auto. Ovviamente l’apparecchio, e il birbaccione che lo manovra, devono trovarsi nel raggio di una decina di metri, per esempio in una macchina parcheggiata nei pressi. In questo modo i codici vengono registrati in una memoria EEPROM. Il dispositivo è perfettamente in grado di decodificare i treni di impulsi generati dai codificatori della serie MM53200, UM3750, UM86409, ecc. ossia praticamente tutti i sistemi di codifica in commercio. A questo punto non resta che trasferire i codici ad un trasmettitore a due o quattro canali come quello visibile nella foto seguente:
NOTA: la procedura di trasferimento dei suddetti codici, non è descritta nemmeno nei “data sheets” dell’azienda che assembla i dispositivi di cui sopra, tuttavia è possibile mediante una procedura tanto semplice quanto geniale. Mi sono rotto la testa per giorni cercando di intuirla, l’avevo sotto gli occhi e non la vedevo!
Il dispositivo riprodotto trasmette con 1 watt di potenza, in modo da saturare il ricevitore posto nell’antifurto della vettura impegnandolo anche se la frequenza di trasmissione non fosse assolutamente precisa. Tanto per dare un’idea di cosa significhi 1 watt irradiato a due/tre metri di distanza, sappiate che i comuni trasmettitori per radiocomando antifurto hanno potenze da cento a mille volte inferiori.
In tal modo non solo viene disattivato l’antifurto, ma vengono anche aperte le portiere, cosicché il ladro può agire sul bloccasterzo, forzandolo, per poi collegare opportunamente i fili posti sotto al quadro ed avviare il motore.
I dispositivi elettronici appena descritti, il cui costo si aggira sul centinaio di euro, sono tranquillamente reperibili in Italia, così come quelli che seguono, nel catalogo di una nota azienda che li assembla per ben altri scopi.
Ovviamente, per ragioni di sicurezza, ne tacerò il nome.
Una clonazione facile facile
E’ possibile clonare il vostro telecomando anche in modo estremamente semplice e, per così dire, alla portata di tutti, senza ricorrere ai sofisticati dispositivi appena descritti, purché ricorrano certe condizioni. Seguitemi: Basta procurarsi un telecomando con autoapprendimento simile quello della foto seguente, spendendo meno di trenta euro. Ne esistono di varie marche e modelli, tutti sostanzialmente equivalenti.
Poi si prende il vostro telecomando (quello che lasciate abitualmente nel primo cassetto della scrivania, in ufficio o sul tavolo in negozio) si avvicina al dispositivo di cui sopra e, semplicemente, si copia il codice, frequenza compresa, in una manciata di secondi.
Troppo banale? Neanche immaginate quante automobili sono state rubate in modo così stupido, sfruttando la distrazione del proprietario. Ma questo non è il vostro caso… ora che sapete come difendervi.
I nuovi modelli “Roller Code”
Per contrastare la scannerizzazione dei codici, ormai da alcuni anni sono in commercio modelli di antifurto per auto più sofisticati (e purtroppo anche più costosi), progettati in modo da usare più di un codice in sequenza, su due frequenze distinte o, meglio ancora, generando un codice diverso ogni volta che viene usato il relativo telecomando.
In tal modo il codice di chiusura delle portiere e di attivazione dell’antifurto sarà diverso da quello successivo di apertura ed ancora differente da quello generato la prossima volta.
Ovviamente il ricevitore di questi dispositivi è progettato in modo da prevedere l’evolversi dei codici trasmessi, secondo una logica predeterminata da un apposito algoritmo.
Il sistema sembrava inviolabile finché, all’inizio del 2005, quindi recentemente, qualche genietto malvagio ha trovato il modo di utilizzare un decodificatore commerciale, adattandolo per i propri scopi. L’apparecchio in questione è un completo decodificatore per radiocomandi a rolling-code basati sull’algoritmo di codifica KeeLoq Microchip. Quasi tutti usano questo algoritmo in virtù della sua stabilità e sicurezza.
Sulla scheda in vetronite è implementato un microprocessore PIC12C509 funzionante come decoder e programmato con un opportuno software. Una memoria EEPROM 24C08 (1Kx8 bit) si occupa di registrare i codici fissi (parte di 28 bit) appresi di volta in volta dai singoli radiocomandi da clonare. Il dispositivo deve essere abbinato a ibridi riceventi Aurel sulla frequenza opportuna.
Vediamo il connettore Cannon per l’interfacciamento, tramite porta seriale RS232-C, con un computer. Sullo schermo del PC verrà visualizzata l’impostazione dei bit di codifica e quindi il codice dei trasmettitori standard basati sull’integrato MM53200 della National Semiconductors e MC1450xx Motorola operanti a 433,92 MHz. Il tutto gira sotto un semplice programma in QBasic fornito su dischetto insieme al dispositivo.
(Nel caso dei nuovi dispositivi, funzionanti a 868 MHz, basta cambiare l’ibrido ricevente Aurel inserendone uno della frequenza opportuna).
Quando l’ignaro automobilista inserisce l’antifurto con il suo telecomando, il malandrino, parcheggiato a pochi metri di distanza, registrerà il codice variabile.
A questo punto interfaccerà il dispositivo con un radiocomando a rolling-code, trasferendo i codici “et voilà”. La prossima apertura delle portiere e disattivazione dell’antifurto avverrà col nuovo codice appositamente generato. All’insaputa del proprietario che tornerà a casa con i mezzi pubblici!
Certo, rimane il problema della chiave di avviamento che contiene il codice dell’immobilizzatore. Ma, come dice il saggio: fuorché alla morte, a tutto c’è rimedio!
Ne parliamo più avanti…
Apro ora una parentesi che darà un’ulteriore colpo alla vostra tranquillità: ho scritto più sopra che il ricevitore usato per clonare i codici deve trovarsi ad una decina di metri dal vostro telecomando nel momento in cui aprite le portiere. In effetti, l’antenna ricevente del dispositivo è costituita, in genere, da un semplice pezzo di filo elettrico lungo una decina di centimetri. Un sistema non certo efficiente!
Mi chiedevo come sarebbero andate le cose collegando un’antenna migliore, per esempio quella dell’autoradio.
A prove fatte, la distanza di rilevazione dei codici è aumentata solo di pochi metri.
Allora ho usato un’antenna direttiva Yagi ad alto guadagno, di quelle usate dai radioamatori per la gamma dei 70 cm. simili a quelle della TV per il secondo canale, ma più piccole, e l’ho collegata al ricevitore con un opportuno adattatore di impedenza autocostruito.
Poi, dal terrazzo di casa, ho puntato la mia macchina parcheggiata ad una cinquantina di metri di distanza clonandone il telecomando nel momento in cui mia moglie apriva le portiere. Lo stesso ho fatto con l’apricancello dei box condominiali. Solo che ero a non meno di cento metri di distanza! Non male, considerando che era il primo tentativo dell’apprendista stregone!
Dall’alto avrei potuto clonare gli antifurto di tutte le macchine che venivano parcheggiate nei dintorni ed aprirle senza neanche avvicinarmi!
Spaventati? ne avete tutte le ragioni! forse sarebbe meglio comandare questi dispositivi di sicurezza con una chiave elettronica posta nell’abitacolo. Meno pratica, certo, ma anche meno clonabile.
La sirena: una difesa poco efficace
Torniamo ad esaminare ancora il circuito tramite il quale gli antifurto bloccano l’avviamento del motore. Non molto è cambiato rispetto ai modelli precedenti anche se, ad onor del vero, molti schemi elettrici di montaggio consigliano di collegarsi contemporaneamente a diversi punti dell’impianto di accensione come, per esempio, la centralina dell’iniezione elettronica, la pompa elettrica del carburante eccetera, onde raggiungere una maggiore sicurezza antiladro. (Si osservi nuovamente lo schema pubblicato più sopra).
Anche nel caso degli antifurto, più recenti, rimane validissimo il consiglio che ho dato poc’anzi circa l’installazione dell’elettrovalvola sul condotto del carburante, un dispositivo poco costoso e di difficilissima neutralizzazione.
A questo punto è opportuna un’altra considerazione: gli antifurto installati sulle auto sono ormai numerosissimi e, proporzionalmente, sono numerosi i falsi allarmi, in parte dovuti ad una taratura frettolosa dei sensori di urto.
Ne deriva che nelle nostre città è tutta una sinfonia di sirene e, conseguentemente, è andata perduta la loro funzione principale: allertare qualcuno, assumendo invece quella di disturbo della quiete pubblica.
In conseguenza di ciò, parecchi comuni si stanno orientando verso la proibizione dell’uso di tali segnali acustici, sanzionando pesantemente i trasgressori.
Il sindaco di Torino, tanto per fare un esempio, ha emesso, anni fa, un’ordinanza che impone di disattivare il funzionamento delle sirene di allarme delle autovetture fra le ore 22.00 e le 06.00 del mattino, pena una multa salata.
In conclusione, un dispositivo che si limiti ad evitare il furto totale dell’auto bloccandone i circuiti di avviamento in modo abbastanza sofisticato, è già una buona soluzione, a mio parere.
Infatti, il vero e solo sistema antifurto per la nostra autoradio, così come per altri oggetti di valore, consiste semplicemente nel non lasciarli nella macchina, anche in considerazione del fatto che ormai tutti i modelli sono dotati di frontalino estraibile e, pertanto, assai pratici da portare con sé.
Un ladro, dopo aver rotto il cristallo laterale di un’autovettura, può smontare un’autoradio lasciata imprudentemente inserita, in un minuto o poco più.
Anche meno occorre per guardare sotto i sedili, luogo nel quale taluni, ritenendo di aver avuto un’idea incomparabilmente originale, nascondono il frontalino.
In una così breve manciata di secondi è utopico pensare di acciuffare il ladro, ma neanche affacciarsi alla finestra dopo essere stati allertati dal suono della sirena, ammesso di poter riconoscere l’allarme della nostra macchina fra tutti gli altri.
Se a questo aggiungiamo che, a causa della scarsità di parcheggi, problema endemico delle grandi città, potremmo aver posteggiato l’auto a notevole distanza dalla nostra casa o posto di lavoro, si capisce come l’ululato del nostro allarme sia solo un disturbo dell’altrui pace e non un deterrente contro il furto.
Comunque, se proprio non volete rinunciare alla classica sirena, vi consiglio di affiancarla ad un minitrasmettitore, in grado di lanciare un radiosegnale ricevibile nel raggio di un paio di chilometri, tramite un dispositivo simile per forma e dimensioni, ad un cercapersone.
Un’insistente “bip-bip” proveniente dal ricevitorino ci avviserà del tentativo di furto in atto, cosicché potremo intervenire per controllare cosa è accaduto ed eventualmente disattivare l’allarme, salvaguardando anche i timpani dei vicini.
Il costo di questo accessorio non è affatto elevato, superando di poco i settanta euro, tuttavia, a suo svantaggio, comporta l’installazione di un’antenna trasmittente non piccolissima se si vuole raggiungere la portata ottimale del segnale radio.
Un sistema usato per disattivare gli antifurto
A questo punto voglio farvi conoscere uno degli ultimi sistemi adottati dai ladri d’auto per disattivare le sirene degli antifurto; spiace ammetterlo ma è un’idea semplice e geniale: prima di attaccare la vettura il ladro smonta una delle frecce laterali, quelle che lampeggiano contemporaneamente al suono della sirena. Poi ne mette in cortocircuito i fili e forza lo sportello della macchina. L’allarme entra in funzione ma, appena fornisce tensione alle frecce, va in cortocircuito con conseguente bruciatura dei suoi fusibili. La sirena non inizia nemmeno a suonare; a questo punto basta ripristinare il circuito antiavviamento, come abbiamo visto più sopra, per andarsene con la vostra automobile.
La difesa, fortunatamente, c’è e nemmeno troppo costosa: basta far installare due fusibili di basso amperaggio in serie al morsetto dell’antifurto per il comando delle frecce. In caso di tentativo di furto con il metodo suddescritto, allo scatto dell’allarme salteranno i fusibili delle frecce mentre la sirena potrà suonare egualmente.
Un accessorio non consigliabile
Parliamo ora di un altro accessorio, applicabile ad un antifurto già esistente che, in caso di allarme, agendo su una pompa elettrica, manda in pressione il circuito idraulico dei freni dell’autovettura, bloccandola così inamovibilmente.
Questo dispositivo è stato ideato per evitare il furto dell’automobile mediante un carro-attrezzi. E’, infatti, con questo mezzo che ladri superattrezzati hanno asportato automobili di alto valore, in barba agli antifurto installati.
A prima vista il bloccaggio dei freni può sembrare l’uovo di Colombo, tuttavia non mi sento di consigliare l’adozione di questo accessorio: non dimentichiamo, infatti, che le norme di omologazione delle autovetture non consentono l’installazione di un simile dispositivo quindi, alla prima revisione, che ora ha cadenza biennale, vi verrà imposto di smontarlo.
Sicuramente questo dispositivo incorpora sistemi di sicurezza che non ne consentono l’attivazione accidentale quando il motore è acceso, ciò nonostante, a conferma di quanto dice la “legge di Murphy”, se c’è una probabilità infinitesima che il malfunzionamento di un dispositivo si possa verificare, questo si verificherà immancabilmente nel momento in cui può causare il maggiore danno possibile!
Pertanto non posso che sconsigliare decisamente l’installazione di questo dispositivo invitandovi, semmai, ad integrare l’antifurto elettronico con uno di tipo meccanico, come vediamo qui di seguito.
Gli antifurto meccanici:
I vari antifurto di tipo meccanico presentano il vantaggio di essere immediatamente visibili, cosa che non sempre avviene con quelli elettronici. In tal modo il loro effetto deterrente evita il forzamento della serratura dello sportello o lo sfondamento di un deflettore o di un cristallo laterale, da parte di un ladro non abbastanza determinato.
D’altra parte la loro resistenza allo scasso è il più delle volte insufficiente e limitata a pochi minuti; sono quindi adatti a contrastare il tentativo di furto di un balordo occasionale e solo se abbinati ad un antifurto di tipo elettronico che impedisce l’avviamento del motore, possono offrire una sufficiente sicurezza anche contro un ladro capace ed attrezzato.
Passiamone in rassegna alcuni fra i più diffusi, facendo riferimento, per una migliore comprensione, alle foto allegate che seguono: Iniziamo dalla classica e popolare catena, e relativo lucchetto, applicata fra il volante ed il telaio dei sedili della vettura.
Questo semplice sistema funziona allo stesso modo dell’”ombrello” ossia quell’asta di acciaio dotata di serratura di sicurezza che si applica fra la pedaliera ed il volante e che, collegandoli strettamente, impedisce non solo di sterzare, ma anche di abbassare la frizione.
Peccato che il punto debole del sistema sia proprio il volante della macchina!
Infatti nessun furfante penserebbe mai di segare la catena od il lucchetto, poiché avremo avuto cura di acquistarne un modello di adeguata resistenza, né tantomeno proverà a tagliare l’”ombrello”, che è costituito da un grosso tondino di acciaio temperato.
Il volante invece, a dispetto della sua sezione, contiene soltanto un tondino di acciaio di modesto spessore, pertanto un ladro potrà tagliarlo con un comune seghetto per metalli nel giro di meno di un minuto. Poi farà uscire la catena o l’ombrello, superando così l’ostacolo.
Con la stessa tecnica si può eliminare quella lunga asta d’acciaio che si mette di traverso al volante, bloccandola con l’apposita serratura di cui è dotata, ed il cui scopo è di rendere impossibile girare lo sterzo poiché interferisce con le gambe del pilota o con il parabrezza.
Nella foto a sinistra, la classica catena al volante, eliminabile con il metodo descritto nell’articolo. A destra un’asta bloccavolante. Anche per quest’ultimo antifurto vale quanto detto per la catena.
Ovviamente, una volta segato il volante in uno o due punti, non sarà molto agevole guidare la macchina ma, una volta che il ladro si sarà allontanato di qualche chilometro, messosi al sicuro, potrà eventualmente sostituire il volante con un’altro che avrà avuto cura di portare con sé. Questa operazione è abbastanza rapida poiché quasi tutti i volanti delle autovetture sono tenuti al loro posto da un solo grande bullone.
Un’altro sistema antifurto è costituito dal comune “bloccapedali”, un dispositivo costruito da vari fabbricanti, spesso artigianalmente. Somiglia, grosso modo, ad una morsa che, applicata fra il pedale del freno e quello della frizione, ne impedisce l’uso.
Essendo costituito da barre di acciaio decisamente massicce, non è pensabile tagliarlo con un seghetto né tantomeno è attaccabile il relativo lucchetto, a causa del poco spazio disponibile ed anche per il fatto che la sua posizione, sotto al cruscotto e fra i pedali, è assolutamente disagevole.
Da questo punto di vista sembra decisamente un dispositivo sicuro, peccato però che qualche ladro riesca a rubare l’auto cambiando le marce “ad orecchio”, cioè portando il motore ad un preciso numero di giri e frenando con il freno a mano. Certamente una manovra riservata a chi è veramente un esperto pilota e, comunque, per brevi tratti di strada.
Rimanendo ancora all’interno dell’abitacolo, un altro dispositivo antifurto è costituito dal “bloccacambio”. Si tratta di una barra di acciaio che, inserita sulla leva del cambio, la collega con il freno a mano.
Una volta chiusa la serratura, della quale il “bloccacambio” è, ovviamente, dotato, non è più possibile inserire le marce né togliere il freno di stazionamento.
Come al solito, se osservate la foto relativa a questo dispositivo, il suo funzionamento sarà subito chiaro.
Attenzione però, la sezione del metallo che costituisce questo dispositivo è, a mio parere, troppo modesta per renderlo inattaccabile. Quindi costituisce un deterrente per il balordo di passaggio, non per un ladro attrezzato e determinato.
Esiste poi un’altro modello di “bloccacambio”, assai più sofisticato e sicuro di quello appena descritto ma, contrariamente al precedente che è facilmente adattabile a tutte le autovetture ad eccezione di quelle dotate di cambio automatico, bisogna chiederne la versione specifica per la propria automobile.
Inoltre deve essere montato al di sotto del tunnel che, all’interno della vettura, funge da supporto alla leva del cambio. Deve quindi necessariamente essere installato da un meccanico. L’unica parte visibile del dispositivo sarà il blocchetto della serratura con la quale s’inserisce. Osservate la foto seguente.
Se proprio vogliamo evidenziare un suo difetto, oltre al costo elevato, diciamo che, qualora si venda l’automobile, non potrà più essere smontato e quindi dovrà essere ceduto al nuovo proprietario.
In compenso la sua sicurezza è veramente elevata, essendo necessario smontare tutto il tunnel interno della macchina per raggiungerlo e, comunque, l’acciaio di cui è costituito, unitamente al suo spessore, lo rendono praticamente inattaccabile.
Un’altro vantaggio dei due antifurto bloccacambio appena descritti, consiste nel fatto che si può attivarli lasciando inserita la retromarcia. Sfido qualunque ladro d’auto, per quanto abile pilota, a rubare una vettura così protetta ed a fuggire a marcia indietro!
Vi sarà capitato di vedere delle automobili parcheggiate con applicata, ai bulloni di fissaggio di una ruota, una robusta asta d’acciaio della lunghezza di circa un metro.
Applicando questo dispositivo antifurto, tramite un’apposita chiave, ad una delle ruote, si rende impossibile la marcia del veicolo. La robustezza del tubo metallico e la discreta sicurezza della chiave di comando, rendono questo sistema abbastanza affidabile.
Attenzione però: ho avuto modo di vederne un modello che sporgeva alquanto dal bordo della macchina. Essendo troppo lungo e troppo inclinato verso l’esterno un tale dispositivo costituirebbe un serio pericolo per uno scooter che transitasse molto vicino alla macchina.
Non dimentichiamo che, qualora ciò causasse un incidente, ne saremmo direttamente responsabili anche sul piano penale. Pertanto, se volessimo orientarci su un dispositivo antifurto di questo tipo, controlliamo che non sporga in modo eccessivo dalla ruota.
Il furto con il “carro attrezzi”
In conclusione, si potrebbe pensare che, facendo installare sulla propria automobile un valido antifurto elettronico e, stante il loro costo non elevato, un paio di antifurto meccanici, si possa poi dormire fra due guanciali.
Ciò è vero nel caso la vostra auto non sia più nuovissima e non abbia un valore di mercato troppo alto.
Nel caso invece di una macchina nuova fiammante, relativamente costosa e di un modello ambito, parcheggiata in strada, avrete ragione di temerne il furto mediante un sistema assai temibile: il carro attrezzi.
Purtroppo qualche disonesto proprietario di questi mezzi, oltre al lavoro per così dire “normale”, fa un po' di “straordinari”, non disdegnando di trasportare qualche automobile senza che il legittimo proprietario ne sia informato.
Anche se l’allarme della macchina così prelevata suona a distesa mentre viene rimorchiata, tutti penseranno che si tratta di una vettura rimossa da un divieto di sosta, dove intralciava la circolazione stradale.
In questi casi non c’è bloccasterzo, bloccapedali od altro che funzioni, un’automobile può essere agganciata e rubata nel giro di due o tre di minuti.
L’antifurto “satellitare”
Alcune aziende commercializzano la medicina adatta per simili casi: si tratta dell’antifurto “satellitare”, connubio fra telefono cellulare e sistema per il rilevamento della posizione G.P.S. ossia Global Positioning Sistem.
Un’autovettura dotata di un simile dispositivo, al momento del furto, anche mediante sollevamento con il carro attrezzi, invia un segnale radio ad un centro di controllo, attraverso il quale può essere determinata la sua posizione, in qualunque parte del pianeta, con un’approssimazione inferiore ai dieci metri. Questo dispositivo, degno di James Bond, aveva un prezzo di acquisto adeguato alle sue caratteristiche, ma ora alcuni produttori lo offrono in comodato d’uso, una soluzione sicuramente conveniente anche se occorre abbonarsi al centro di controllo con un contratto di due o tre anni.
L’installazione, che necessita di mano d’opera competente, si aggira sui cinquecento euro. Se consideriamo che certi modelli della Mercedes, BMW, Alfa Romeo eccetera, possono costare un bel sacchetto di dobloni, allora è giustificabile la spesa per far installare un dispositivo di tale sofisticazione.
Anche le compagnie assicuratrici non sono rimaste insensibili all’avanzata tecnologica, offrendo consistenti sconti sulla polizza furto a chi abbia optato per tale dispositivo che, sempre più spesso, viene installato a bordo dei “TIR” che trasportano merci per migliaia di euro con funzioni, oltre che di antifurto, anche di antirapina. E’ successo, infatti, che alcuni autisti di questi bisonti della strada siano stati assaliti, durante una sosta, da malviventi armati che, sotto minaccia, li hanno costretti a scendere e, dopo averli legati ed imbavagliati, si sono dileguati con il pesante mezzo e con il relativo prezioso carico.
Fin qui le buone notizie, passiamo ora alle cattive: Durante un normale controllo notturno, i Carabinieri hanno fermato un camion con a bordo due noti malfattori. Visti i precedenti dei due, hanno aperto il vano di carico del mezzo trovandovi all’interno una BMW immacolata, caricata a bordo tramite un argano elettrico ed appositi binari d’acciaio.
Nello stesso momento il centro di controllo dell’antifurto satellitare ha visto riapparire i dati di localizzazione dell’auto che erano improvvisamente spariti.
Cosa era successo: il vano di carico, in vetroresina, era rivestito, internamente, con una comune rete elettrosaldata per recinzioni, collegata elettricamente alla massa del camion.
Si trattava, in definitiva, di un dispositivo elettromagnetico noto fin dai tempi in cui Berta filava! La gabbia di Faraday.
Inventata dall’omonimo fisico e chimico vissuto nel Regno Unito nel secolo scorso, si comporta come un grande schermo che impedisce l’ingresso e l’uscita delle onde radio. Anche di quelle necessarie all’antifurto per autolocalizzarsi usando la rete satellitare GPS e trasmettere l’allarme alla centrale operativa tramite le celle GSM.
Ovviamente questo è un caso estremo, organizzato da una banda di malfattori super organizzata. La scoperta del supermarket di pezzi di ricambio rubati, di cui ho parlato all’inizio articolo, è stata la diretta conseguenza delle indagini successive all’arresto dei due malviventi di cui sopra.
Tutto sommato, l’antifurto satellitare offre buone garanzie di sicurezza.
Di nuovo però, alcuni ladri hanno aggirato il problema dimostrando “creatività” e “spirito d’iniziativa”: entravano nottetempo nelle autorimesse pubbliche e pregavano il custode di fornire le chiavi delle auto più interessanti. Mostrandogli la canna di una pistola onde prevenire antipatici dinieghi.
Il bloccasterzo di serie: una difesa insufficiente
Come avrete notato, fra i dispositivi meccanici antifurto, volutamente non ho citato il bloccasterzo in dotazione di serie, proprio perché quest’ultimo non presenta caratteristiche di sicurezza sufficienti. Nella gran parte dei casi viene superato semplicemente mediante un’abile manipolazione della serratura a mezzo di appositi grimaldelli la cui reperibilità è tutt’altro che difficile.
Molte chiavi di avviamento per automobile, soprattutto le meno costose, sono del tipo a dentelli con soli cinque cilindretti di codifica. Una serratura di tal genere può essere forzata anche da un modesto ladruncolo nel giro di un minuto.
E’ vero che molte case automobilistiche sono corse ai ripari dotando i loro modelli, soprattutto della fascia più alta, di serrature particolari non manipolabili ma, in questi casi, il ladro smonterà totalmente il bloccasterzo usando un trapano a batterie per far saltare i bulloni “a frattura determinata” che bloccano questo dispositivo di serie. Dopodiché collegherà in maniera opportuna i fili elettrici sotto al cruscotto e prenderà il volo.
Il box privato o l’autorimessa condominiale: ecco un luogo dove il ladro, contrariamente a quanto comunemente si crede, può lavorare indisturbato, anche per un’oretta, senza il pericolo che una volante della polizia o dei carabinieri di passaggio, possano scoprirlo.
Infatti, nel caso di un’automobile parcheggiata in strada, il ladro tenta il furto solo se ciò richiede pochi minuti di lavoro. Oltre questo tempo il rischio di essere scoperto diviene eccessivo e conviene tentare con un’altra vettura meno protetta.
L’immobilizer
Un dispositivo introdotto da circa un decennio dalle case automobilistiche, è il cosiddetto “immobilizer”. Si tratta di un circuito elettronico totalmente integrato nella centralina di iniezione del carburante, in grado di riconoscere un codice digitale senza il quale l’accensione della vettura non può avvenire.
All’interno dell’impugnatura della chiave di avviamento viene inserito un “microchip” contenente il codice in questione. Nel momento in cui la chiave viene inserita nella serratura del bloccasterzo, un’apposita bobina, coassiale con la suddetta serratura, raccoglie per induzione la “parola d’ordine” scritta elettronicamente all’interno dell’impugnatura.
Fino a poco tempo fa si riteneva impossibile duplicare fraudolentemente la chiave della vettura poiché la semplice riproduzione meccanica della stessa sarebbe sì sufficiente a liberare il bloccasterzo ed a far girare il motorino di avviamento, ma non darebbe il consenso alla centralina di iniezione, con la conseguenza che il carburante non verrebbe polverizzato nei cilindri e la macchina non si metterebbe in moto.
Per avere una copia “funzionante” della chiave, oltre quelle in dotazione di serie, occorre richiederla alla casa costruttrice dimostrandone il legittimo diritto con la presentazione di un tesserino plastificato simile ad una comune carta di credito, che viene rilasciato al momento dell’acquisto della vettura o, per alcune marche automobilistiche, esibendo il libretto di circolazione intestato al richiedente.
Rubare un’automobile dotata di immobilizer sembrava possibile solamente con l’ausilio di un carro attrezzi o, in alternativa, procurandosi una centralina di iniezione per quel certo modello di vettura, completa delle chiavi codificate e del bloccasterzo relativo. Quindi procedendo alla sostituzione delle parti, a patto di avere la competenza tecnica, gli attrezzi ed il tempo necessari. Infatti, dopo l’adozione di questo dispositivo, i furti d’auto erano calati drasticamente. (Grazie all’immobilizer, nel ’95 i furti scesero a 277.000, 13.000 meno che nel ’94 Fonte Touring Club Italia). Un altro metodo consiste nel manomettere la centralina con l’attivazione del programma di funzionamento d’emergenza. Si tratta di una procedura software prevista per escludere l’intervento dell’immobilizer in caso di malfunzionamento del trasponder inserito nella chiave di avviamento. (Infatti, nel ’96 ci fu un’impennata: 305.000. I ladri stavano imparando a superare il nuovo dispositivo. Fonte Touring Club Italia).
A partire dal 1997 però, le case automobilistiche iniziarono ad introdurre immobilizer molto più sofisticati, ponendo molti ladri nelle ambasce: era forse giunto il momento di dedicarsi ad un lavoro onesto? L’angoscioso dilemma è stato superato nei primi mesi del 2004. Come? Ma studiando il modo per clonare i codici dei trasponder nelle chiavi, ovvio! Altrimenti l’università del furto che ci sta a fare? Seguitemi e non finite di stupirvi.
L’immobilizer, l’ho già detto, è un dispositivo integrato nella centralina di iniezione, in grado di riconoscere il codice posto nella chiave di avviamento. La scheda elettronica visibile qui sopra, reperibile in Italia nel catalogo di una nota azienda che li assembla per ben altri scopi, è dotata di una bobina (l’oggetto circolare posto sulla destra) in grado di generare il campo elettromagnetico necessario per attivare i trasponder delle chiavi.
Si predispone l’apparecchio alla lettura attraverso un’apposita procedura di programmazione poi, avvicinando una chiave ad una decina di centimetri, se ne copia il codice nella memoria EEPROM incorporata. Il microcontrollore della scheda è programmato per svolgere automaticamente le operazioni necessarie.
IMMOBILIZER
Abbiamo riscontrato che gli antifurti
immobilizer sono alquanto inutili:
- per avere la tranquilità di operare con
calma, abbiamo messo in pratica la tecnica
del trascinamento sottraendo il veicolo del
test in pochi secondi, rompendo il
bloccasterzo di serie per poterci allontanare.
Con calma abbiamo sostituito la centralina
con un'altra originale acquistata
come ricambio e siamo riusciti
a mettere in moto.
Successivamente si trasferisce il codice in un comune trasponder “Sokymat”, come quello della foto sopra. Basterà avvicinarlo al blocchetto di accensione per ottenere il via libera dalla centralina di iniezione.
Resta da manipolare la serratura del bloccasterzo, ma questo non è un gran problema per un ladro esperto.
Qualcuno obietterà che, per avvicinare la chiave originale alla bobina bisogna averla fisicamente in mano, anche se per pochi secondi e voi, che avete letto più sopra il paragrafo “Una clonazione facile facile” sapete che non dovete lasciarla alla portata di nessuno.
Eppure, i trasponder vengono clonati lo stesso! Mi chiedevo come fosse possibile, così ho fatto un esperimento: innanzitutto ho acquistato i dispositivi necessari (spendendo meno di una cena al ristorante) poi ho verificato la frequenza di risonanza della piccola bobina, 125 KHz. A questo punto ne ho costruita un’altra, quadrata, di venti cm di lato, più grande ma ancora mimetizzabile sotto una giacca. E ho raggiunto una portata di tre-quattro metri! clonando il trasponder della mia macchina posto all’altro capo del tavolo.
Facciamo ora un’ipotesi: il signor XY va al lavoro con la sua Mercedes nuova fiammante. Mica entra in città, perbacco! troppo traffico, pochi parcheggi, centro storico chiuso ai non residenti ecc. Il signor XY lascia la macchina in un comodo parcheggio di scambio, scende e va a prendere la metro. Non si accorge di quel giovanotto distinto che lo segue. E come potrebbe! Quello mica lo guarda né gli rivolge la parola. Prende solo la metro come lui, VICINO A LUI. Mette una mano in tasca, preme un bottoncino e…torna indietro, al parcheggio di scambio. Poco dopo si avvia a bordo di una Mercedes nuova fiammante. Il signor XY, al contrario, stasera tornerà a casa in autobus. Non prima di essere passato alla locale caserma dell’Arma per denunciare la scomparsa della sua Mercedes.
Era nuova fiammante.
Claudio Ballicu
Autofurti
Nonostante tutto qualcosa si muove
L'analisi di un esperto investigatore
di Raffaele Chianca *
I dati parlano chiaro, i furti dei veicoli nel nostro paese sono in calo costante, dal 1991 ad oggi la flessione netta è del 44,5%, c'è così tanta euforia che qualcuno inizia a preoccuparsi, non è che con l'aria che tira, ed il fenomeno ormai debellato, sopprimono le squadre di polizia giudiziaria della Stradale e ci mandano tutti allo stadio in ordine pubblico.
Certo che se analizziamo i dati con superficialità ci sarebbe poco da dire, anzi potremmo sfruttare l'occasione per dire quanto siamo stati bravi ed efficienti ma siccome qualche dubbio c'è venuto vorremmo invece cercare di capire perché, nonostante continuiamo da anni a dire che questo particolare fenomeno criminale è sottovalutato o comunque non sufficientemente affrontato, si registra un calo così considerevole e costante.
Qualcosa sarà pur successo, quali sono le condizioni che hanno determinato tale favorevole situazione, per questo vogliamo fare alcune brevi riflessioni e lo facciamo non solo guardando in casa nostra ma più in generale nei Paesi della Comunità europea, consapevoli che solo così si ha un quadro reale della situazione. Guardando attentamente i dati italiani, non una, come diceva il buon Lubrano, ma almeno due domande nascono spontanee:
• Quale particolare piano strategico è stato attuato nel nostro Paese per combattere il fenomeno e determinare un calo così consistente
• Quali strumenti e quante risorse umane sono state utilizzate
E se ci fosse sfuggito qualcosa:
• Perché nonostante il costante e considerevole calo dei furti non assistiamo anche percentualmente ad un incremento analogo dei veicoli rinvenuti;
• Perché il calo riguarda solo alcune categorie di veicoli mentre per alcune la tendenza è opposta e in aumento.
• Perché il calo riguarda più o meno tutti i paesi della Comunità europea e di buona parte del mondo.
Già queste poche e semplici considerazioni mi portano a pensare che il calo costante dei furti dei veicoli nel nostro Paese, nonostante l'indiscutibile impegno delle forze di polizia, sia imputabile più a fattori esterni o comunque in parte indipendenti dalle nostre strategie di contrasto sia interne che internazionali.
In effetti, analizzando gli ultimi dieci anni, iniziative importanti ci sono state e possono essere così sintetizzate:
Targhe modificate da AW093 PP a AW093 PR
Retro della targa dove si nota la gamba aggiunta alla P trasformata in R, e "lo studio di fattibilità" sulla P per trasformarla in B
• 1995
il Consiglio dell'Unione Europea adotta un'azione comune che prevede di estendere il mandato di Edu ed Europol, anche al traffico illecito di autovetture ed alle operazioni connesse quali il riciclaggio, considerandole di notevole allarme sociale al pari del traffico di droga o del materiale nucleare.
• 1997
- nasce in Italia la divisione SIRENE l'ufficio che assicura il collegamento con gli omologhi uffici dei Paesi aderenti all'Accordo di Schengen;
- veniva riconosciuta alla Polizia Stradale la competenza specifica in materia di traffico illecito di veicoli;
• 1998
- viene ridisegnata la nuova struttura organizzativa della Polizia Giudiziaria nella Polizia Stradale;
- viene istituita la Divisione III^ di Polizia Giudiziaria nell'ambito del Servizio Polizia Stradale.
• 2001
- ci allacciamo a Eucaris (European Car and Driving Licence Information System ) è un sistema che dal 1994 interconnette le banche dati di diversi Paesi relative ai veicoli immatricolati e alle patenti di guida e quelle dei veicoli e documenti da ricercare, in modo da consentire la verifica sulla corrispondenza dei dati effettivi al momento della nazionalizzazione dei veicoli e la loro lecita provenienza. In Italia la direzione generale della Motorizzazione Civile è autorizzata ad accedere al C.E.D. interforze.
- viene distribuito il primo CD di EuVID. La prima edizione è sostanzialmente divisa in due sezioni in una sono riportate le carte di circolazione di 37 stati, nell'altra viene descritto il controllo dei dati di identificazione di 12 marche di autovetture.
• 2002
- Europol, allo scopo di contrastare i traffici illeciti d'autovetture immatricolate in uno stato straniero mediante l'utilizzazione di documentazione di circolazione falsificata con stampati rubati in bianco, realizza il BLANCO DOC DATABASE, contenente le serie alfanumeriche dei documenti di circolazione trafugati in bianco trasmessi ufficialmente ad EUROPOL da Belgio, Estonia, Germania, Francia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo e Ungheria.
- viene distribuito il CD di EuVID in italiano.
Francamente bisogna dire che si tratta di ottime ed importanti iniziative, che avevano lo scopo principale di:
1. Organizzare i servizi investigativi e dotarli di uomini e mezzi;-
2. Coordinare l'azione di contrasto nazionale ed internazionale;-
3. Dotare le forze di polizia impegnate nel fenomeno di nuovi strumenti didattici e di conoscenza.
Ma siamo certi che le cose siano andate tutte in quel verso e che quindi siano state queste a determinare l'attuale situazione?
Se non ci fermiamo alla sola enunciazione dei vari progetti si può dire che le cose non sempre sono andate come avrebbero dovuto, ossia i presupposti per affrontare seriamente il fenomeno c'erano, ma come sempre, in alcuni casi, ci siamo persi per strada, un caso per tutti la circolare del Capo della Polizia datata 12.04.97, che disponeva, tra l'altro, che la Direzione Centrale del personale provvedesse ai necessari potenziamenti dell'organico, da realizzare con precipuo riguardo a sei compartimenti, mentre alla Direzione tecnico logistica era chiesto di curare "l'adeguato incremento delle dotazioni informatiche", invece nulla, così l'intera struttura, nonostante gli sforzi della Divisione III^ di Polizia Giudiziaria del Servizio Polizia Stradale che si fa in quattro, è in perenne emergenza impossibilitata a trattare il fenomeno come si dovrebbe.
Come se non bastasse mi sembra di registrare un'insufficiente attenzione al fenomeno, se si ha la pazienza e la voglia di dare uno sguardo ai rapporti Interpol ed Eurogol 2002 ne viene fuori un impressione sconfortante, il fenomeno del furto e riciclaggio dei veicoli è liquidato in poche righe, poche le idee e soprattutto le proposte ed iniziative per affrontare il tema furti auto che, nel rapporto Europol addirittura viene definito "problema limitato ma serio".
In effetti non so a chi è venuto in mente di dare un simile giudizio ma ciò mi preoccupa: Come si può definire limitato un fenomeno di così vaste proporzioni.
Un altro segnale negativo arriva dal rapporto sullo stato della sicurezza e sul fenomeno della criminalità organizzata in Italia presentato lo scorso 14 agosto dal Ministero dell'Interno.
Dal rapporto emerge che in Italia interagiscono diversi piani criminali: criminalità diffusa, organizzata e di stampo mafioso; inoltre lo scenario è reso ancora più complesso dalla sempre più forte presenza della criminalità straniera che opera con iniziative autonome integrandosi con i gruppi delinquenziali nazionali. A contendersi il primato tra le organizzazioni criminali internazionali più forti nel nostro Paese sono gli albanesi e maghrebini, ma si consolidano sempre di più anche i gruppi cinesi, nigeriani, russi e colombiani. Ognuno predomina in settori specifici: prostituzione, tratta di esseri umani, traffico di droga e così via.
Come è facile rilevare, rispetto a quelli che sono indicati come i gruppi più forti non si fa alcun accenno al loro coinvolgimento nel particolare fenomeno criminale del furto e riciclaggio di veicoli, mentre secondo lo stesso rapporto, per quanto riguarda il traffico illecito di veicoli i più agguerriti risulterebbero i rumeni. Sempre secondo lo stesso rapporto questo tipo di criminalità risulta collegata a gruppi criminali operanti a livello internazionale.
Addirittura nel descrivere il fenomeno dei furti nelle ville si dice: "Diminuisce del 2.8 per cento il fenomeno della rapine in villa, un reato attribuibile per lo più a cittadini stranieri, in prevalenza albanesi. Nel 2002 sono state infatti arrestate per questo tipo di rapine 119 persone di cui 93 cittadini extracomunitari.", senza fare nessun cenno alle decine di autovetture di grossa cilindrata sottratte nel corso di tali furti, vero obbiettivo di molte di queste bande, veicoli che con molta probabilità sono stati piazzati nel mercato dell'Est Europa. Quindi è dato pochissimo spazio al fenomeno che ci interessa, né si ritiene che i gruppi di criminalità straniera più agguerriti siano coinvolti nel fenomeno; francamente non sembra che questo sia lo specchio della realtà, sicuramente anche questo è un segnale di scarsa considerazione del furto di veicoli quale segmento di elevato profilo criminale.
Forzatura della serratura
Per quanto riguarda i gruppi italiani, unico altro riferimento è accennato su gli insediamenti 'ndranghetisti piemontesi e lombardi, che orientando la politica criminale mafiosa calabrese nel nord Italia, hanno proiettato i propri interessi anche in questa regione (Valle d'Aosta), ove sono risultati presenti elementi collegati con le cosche Iamonte (Melito Porto Salvo), Nirta (S. Luca), Facchineri (Cittanova), Libri (Reggio Calabria) e Torcasio (Lamezia Terme) attivi, soprattutto, nel narcotraffico, nelle rapine, nelle estorsioni, nelle truffe, nella ricettazione di auto rubate ed in tentativi di infiltrazione nell'economia locale.
Anche questo mi sembra un po' poco per descrivere un fenomeno come quello in questione o è un caso che le regioni più interessate al fenomeno sono quelle a più alto tasso di infiltrazione mafiosa. E' francamente impensabile che organizzazioni criminali come la camorra siano al di fuori di un business così lucroso, o che non si siano interessate alle 42.958 auto rubare solo sul territorio campano lo scorso anno. Nonostante questa poca considerazione, sembra invece che in Europa, anche a fronte del calo degli ultimi anni, il fenomeno rimanga tutto nella sua drammaticità, ed oggi c'è il rischio, dato gli ottimi risultati e i toni che si leggono nei rapporti ufficiali, che venga ulteriormente sottovalutato.
Ma vediamo invece cosa realmente succede. Nell'Unione europea si registrano attualmente circa 1,3 milioni di furti di veicoli l'anno, approssimativamente il cinquanta, sessanta per cento dei quali è ritrovato, in sostanza si tratta di circa 400.000 / 500.000 veicoli che scompaiono, oltre a quelli che rimangono in circolazione nei rispettivi stati di origine, gli altri si ritiene siano esportati principalmente nei Paesi dell'est, ma anche nel nord Africa. Francamente tutto questo non sembra un "problema limitato ma serio" ma qualcosa di più. Gli Stati più colpiti sono quelli produttori di veicoli come il Regno Unito, la Germania, la Francia e l'Italia. Non a caso sei Paesi europei sono tra i primi dieci nel mondo.
1 - L'Australia: 7,12 per 1000 abitanti
2 - La Danimarca: 6,00 per 1000 abitanti
3 - Regno Unito: 5,67 per 1000 abitanti
4 - La Nuova Zelanda: 5,63 per 1000 abitanti
5 - La Norvegia: 5,16 per 1000 abitanti
6 - La Francia: 5,05 per 1000 abitanti
7 - Il Canada: 5,02 per 1000 abitanti
8 - L'Italia: 4,23 per 1000 abitanti
9 - Gli Stati Uniti: 4,09 per 1000 abitanti
10 - L'Irlanda: 3,82 per 1000 abitanti
Certamente a favorire questo particolare crimine ha contribuito l'abbattimento delle frontiere interne che ha agevolato lo spostamento dei veicoli rubati da uno stato all'altro senza particolari controlli. Un altro fattore favorevole alle organizzazioni criminali è la facilità nei collegamenti, il sistema di infrastrutture europee li ha migliorati sensibilmente. Oggi in poche ore si riescono a coprire tratti di strada che fino a qualche hanno fa richiedevano giorni, si pensi ai collegamenti frequenti e veloci via mare tra Italia e Balcani o nell'attraversamento della Manica o nella facilità di collegamento tra le Repubbliche del Baltico.
Una forzatura nella parte alta dello sportello
Spesso prima che la vittima si sia accorta del furto del proprio veicolo questo ha gia attraversato più di una nazione europea arrivando magari a destinazione senza alcun controllo e quindi senza alcuna possibilità di rintraccio e recupero. Senza parlare dei collegamenti transcontinentali, ad esempio i veicoli rubati nel Regno Unito che sono stati ritrovati in Pakistan, o di quelli rubati in Giappone riciclati in Inghilterra. A maggio del prossimo anno cadranno altre 10 frontiere (Polonia, Rep. Ceca, Slovacchia, Ungheria, Slovenia, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta e Cipro), di cui ben 8 nell'est. La domanda è legittima, si apriranno nuovi e lucrosi mercati, si pensi ai tre stati del baltico (Estonia, Lettonia, Lituania) ove la richiesta di auto di lusso è notevole e dove già operano organizzazioni criminali collegate con l'Italia, l'abbattimento di quelle frontiere non ci deve preoccupare? Esistono e quali sono le strategie di contrasto a questi nuovi scenari?
I gruppi malavitosi italiani sapranno approfittare velocemente di questa nuova opportunità, sicuramente aumenteranno i loro collegamenti con i nuovi gruppi criminali del continente dalla Russia, l'Estonia e la Polonia. Gia ora arrivano segnali inquietanti sulla mafia russa ed ucraina la quale sembra orientata su questo particolare fenomeno criminale. E noi cosa stiamo facendo?
Già ora, nonostante i controlli di frontiera organizzazioni malavitose sono dedite a traffici di veicoli rubati in Europa occidentale e trasportati in Polonia e da lì in Russia ed altri mercati come l'Ungheria e la Romania - usando i collegamenti fra le organizzazioni criminali italiane, tedesche, polacche e bulgare.
Attualmente il problema più preoccupante sembra essere quello del mercato russo dove i commercianti richiedono veicoli di recente costruzione ma usati, quindi già immatricolati all'estero. Dove non si arriva con il lecito si utilizzano veicoli riciclati provenienti da tutti i Paesi dell'Europa dell'ovest.
I veicoli sono rubati attraverso le reti criminali iugoslave, albanesi, russe, polacche, nei paesi dove è più facile trovare la vasta gamma di veicoli richiesti dal mercato illecito, cioè Germania, Inghilterra, l'Italia, Paesi Bassi e Finlandia considerati un vero e proprio supermercato ove reperire le vetture e far fronte all'enorme domanda proveniente dai Paesi della ex Unione Sovietica, ma come già detto anche da alcuni stati dell'Asia e del nord africa.
Dalla Polonia o altri stati come l'Albania, che fanno da intermediari, i veicoli raggiungono le repubbliche baltiche, l'Ucraina, la Russia, la regione del Caucaso o Kazakhstan. Destinazioni che gia oggi sono a rischio per questo tipo di traffici, cosa accadrà da maggio del prossimo anno?
Quanto saranno disposte a collaborare le nuove polizie, come sono organizzate e quali strumenti adottano per combattere questo particolare crimine. C'è poi da affrontare il fenomeno inverso, ossia, ci preoccupiamo esclusivamente dei veicoli che ogni anno sono rubati nel nostro Paese, e formiamo le nostre valutazioni su quanti di questi sono stati rinvenuti e restituiti ai legittimi proprietari, mentre non sento spendere una parola su quanti veicoli rubati all'estero sono riciclati nel nostro Paese attraverso l'acquisto da parte di più o meno ignari nostri connazionali.
Non conosciamo se esistono le statistiche europee, nessuno è un grado di valutare e studiare i flussi, quanti veicoli rubati in Italia sono stati ritrovati all'estero e in quali nazioni e viceversa quanti veicoli ad esempio rubati in Germania sono stati rinvenuti in Italia e in quale altre nazioni d'Europa, come si fa in questa situazione a determinare in modo chiaro il fenomeno e affrontare ed attuare le strategie di contrasto. Ci si rende conto che è pura utopia, ma possibile che nell'ambito delle strutture soprannazionali europee non si possa mettere in cantiere un monitoraggio costante di questo particolare crimine, o qualcuno pensa che non serva. Si è solo sognatori se si considera che non riesca a sapere nemmeno quello che succede nella propria provincia mentre si pensa a quello che succede in Europa e nel mondo. Quindi va bene la soddisfazione per i risultati acquisiti ma sicuramente c'è ancora molto da fare sotto il profilo del coordinamento interno e esterno, dello scambio di informazioni e soprattutto sul potenziamento delle strutture investigative sia per quanto riguarda gli uomini che i mezzi, questione quest'ultima che andrà affrontata seriamente. Le squadre di Polizia Giudiziaria della Stradale, non possono più operare in perenne emergenza, in questa situazione non è possibile programmare alcun tipo di attività investigativa, tutto l'enorme lavoro che viene svolto è solo grazie alla passione e allo spirito di abnegazione del personale al quale si continua a chiedere sacrifici per altro scarsamente o per nulla remunerati. Non aiuta la sfavorevole congiuntura economica, le poche risorse sono state ulteriormente ridimensionate, oggi l'ordine perentorio è risparmiare, così ci troviamo a combattere una guerra senza gli adeguati strumenti ed investimenti.
E' per tutte queste ragioni che in questo particolare scenario si può affermare che il calo dei furti può essere attribuito senza alcun dubbio anche ai progressi compiuti dalla Polizia nella lotta a tale forma di crimine, (bontà loro), ma soprattutto, io penso, a migliori misure di sicurezza e protettive adottate sui veicoli, ad una maggiore attenzione e consapevolezza da parte dell'utenza, dalle modifiche apportate alle polizze assicurative, oppure anche da una certa saturazione del mercato. Per questioni di spazio, non potendo affrontarli tutti, mi soffermerò sul fattore che mi sembra abbia più inciso nel determinare il calo di questo fenomeno ed è l'utilizzo di migliori misure di sicurezza e protettive sui veicoli.
Nell'Unione europea sono stati varati disposti giuridici in base ai quali i costruttori automobilistici sono obbligati a dotare tutti i nuovi veicoli di dispositivi di bloccaggio.
Tale disposto è entrato in vigore in Germania dal gennaio 1995 e nel resto dell'Unione europea nell'ottobre 1998.
E' proprio con l'introduzione di questi sistemi, ma anche di altri come, satellitari, dissuasori ed identificatori elettronici della proprietà, che si ha la svolta. Attualmente il nostro interesse è rivolto ai sistemi di identificazione, un sistema particolarissimo che può essere classificato tra i sistemi dissuasori, ossia quei sistemi che più che impedire il furto lo scoraggiano, ma la cosa per noi più interessante è che i sistemi consentono inoltre l'esatta identificazione del veicolo nonostante a questi siano stati sostituiti i dati di identificazione. Da anni le forze di polizia di tutto il mondo auspicano maggiore collaborazione da parte delle case costruttrici alle quali viene chiesto di installare sul veicolo diversi sistemi che consentano in fase di controllo l'identificazione veloce e certa. Ora la tecnologia esiste ed è efficiente. Si tratta di installarla sul numero maggiore di veicoli. Vedremo quanto saranno disponibili le case costruttrici, se capiranno ed adotteranno il sistema, che ha costi contenuti, oppure continueranno ad essere poco interessate a contrastare il fenomeno, tanto, come dice qualche maligno, se è vero che ci sarà chi acquista un veicolo illecito, sottraendo risorse al mercato legale, è pur vero che ci sarà un derubato che sarà costretto a ricomprarlo, magari nuovo. Come esempio prenderò in considerazione il prodotto della ditta DATATAG, in quanto si tratta della ditta che ha fornito gratuitamente alle forze dell'ordine in Italia gli scanner che consentono di "leggere" il sistema. In sostanza si tratta di diverse marchiature sia di carattere dissuasivo che identificativo. Il cuore del sistema è costituito dai TRASPONDER, in sostanza si tratta di piccoli microchip, che possono essere letti da speciali scanner forniti alle forze dell'ordine di tutta Italia. Il codice di ogni singolo trasponder viene registrato sul computer centrale della ditta, unitamente ad altri dati utilissimi per l'identificazione del veicolo in caso di furto:
• Cognome Del Cliente
• Numero di telefono
• Targa
• Numero della Chiave di Accensione
• Motore, Telaio
• VIN o numero di serie
• Numeri del Risponditore
• Numero Chimico Incisione
• Numero di Datadot (microdot)
I dati sono a disposizione delle forze dell'ordine che controllano il veicolo 24 ore su 24.
I trasponder vengono istallati in posti difficilmente accessibili e in caso di rimozione danneggerebbero le parti protette rendendole prive di valore. Proprio in questi giorni sta per essere messo in commercio un kit per autoveicoli, con l'utilizzo di nuove tecnologie.
Pensate alla facilità di rintracciare un veicolo rubato che montasse questo sistema e se questo sistema fosse utilizzato di serie su tutti i veicoli sarebbe un'ulteriore rivoluzione come l'utilizzo dell'immobilizzer che già tanti risultati ha dato.
Questi sono gli strumenti che rendono più semplice ed efficace la nostra attività se a questo si aggiungesse una maggiore consapevolezza ed impegno e qualche risorsa in più, dove potremmo arrivare! Allora si che ci dovremmo veramente preoccupare, come dicevamo all'inizio.
* Ispettore Capo
Polizia Stradale, Rimini
18. CARMINE, Sabato 31 Marzo 2007 ore 20:04
vORREI SAPERE CQUANTO è SICURO AVERE UN BLOCK SHAFT E BLOCCA PEDALIERA,E INOLTRE QUALI SONO LE AUTO PIù RICHIESTE GRAZIE
19. Fabio, Lunedì 2 Aprile 2007 ore 00:44
Salve, sapete dirmi perche quando si parcheggia la SMARTina "E Utile" inserire la RETROMARCIA?
Cosa ce in questa Retromarcia?
Grazie ancora
20. antonio, Martedì 3 Aprile 2007 ore 17:19
CIAO , HO LETTO IL TUO BLOG SUGLI ANTIFURTI,MOLTO INTERESSANTE...
LA SEZIONE ROLLING CODE PARLA DI UN DISPOSITIVO COLLEGATO AL PC PER DUPLICARE I TELECOMANDI COMPLETO DI SOFTWARE, MI PUOI DARE PIU' NOTIZIE IN MERITO???
DI MESTIERE FACCIO L'ELETTRAUTO E SPESSO MI CHIAMANO CLIENTI CON LE VETTURE BLOCCATE,OVE NON MI RESTA CHE CHIAMARE L'ASSISTENZA DELLA CASA COSTRUTTRICE,PERCHE' NON HO LE ATTREZZATURE ADATTE....
ASPETTO CON ANSIA QUALCHE AIUTO...
GRAZIE
21. Tommaso, Martedì 17 Aprile 2007 ore 17:15
Bel blog complimenti, ma comunque si sapeva già che ogni antifurto elettronico o meccanico che sia può essere disattivato. In ogni caso si cerca di di rendere il lavoro dei ladri più complicato e cercare così di farli arrendere o al massimo se proprio hanno questo istinto irrefrenabile se la prenderanno con l'auto con meno accorgimenti. Per quel che mi riguarda per la moto utilizzo un blocca corona cementato(purtroppo con arco ad U dato che quello rettangolare non esiste della misura), due bloccadisco differenti (uno xena con sirena da 110db e un abus che è l'unico interamente cementato con perno da ben 16 mm..lo so che spaccano il disco con l'azoto liquido ma con due dischi anteriori spaccati e il post che essendo una sportiva frena pochissimo dove devono andare?) e naturalmente un immobilizer. Dimenticavo che non la posteggio se non in luoghi frequentati. Per le auto ho antifurto elettronico, bloccapedali della Bullock (non impedisce molto il furto dato che possono cambiare senza frizione e frenare con il freno a mano infatti...) accoppiato con il bloccavolante sempre della bullock (materiali antitaglio e trapano e inoltre non è possibile tagliare il volante perchè lo copre completamente). Posso anche aggiungere che la sera stanno comodamente nel garage chiuso con serratura e l'unico catenaccio interamente cementato (non solo corazza e gancio come i soliti..)e all'apertura la bella sorpresina dell'antifurto del garage..sorpresina ancora più bella del cane..e poi se esce indenne i soliti antifurti di cui sopra..possono fregare tutto ma facilitar loro la vita proprio no..:)
22. rosa, Mercoledì 18 Aprile 2007 ore 23:26
Ciao,
La smart attualmente è una delle macchine piu' rubate.
Anch'io vorrei sapere se lascio inserita la retro marcia cosa
comporta.
Grazie
23. Andrea, Domenica 22 Aprile 2007 ore 14:19
Per la Smart BLOKKAUTO è ideale perchè viene montato all'interno di una scatola di metallo nel sottoscocca, per cui l'auto di fatto risulta inamovibile e può venire rubata solo se viene caricata su un camion.
24. Antonio, Venerdì 4 Maggio 2007 ore 16:09
Se la vostra automobile "deve" essere rubata..state certi che non avranno scrupoli, potrete montare, smontare e inventare tutto cio che puo essere umano, bizzarro e fantasioso..ve la porteranno via..!! Avanti ad una pistola puntata al viso nessun coglione pensa agli antifurti..anzi darete anche i soldi per la benzina..!! La macchina, la moto e qls altra cosa materiale la si ricompra..la vita è una soltanto!! Un amico.
(secondo me piu che gli antifurti è opportuno frequentare luoghi controllati dalle forze dell'ordine o quanto meno trafficati, in orari consoni ed in fine avere rapporti stretti con i garagisti e pacheggiatori, abusivi e non.)
25. Daniele, Martedì 29 Maggio 2007 ore 17:38
Una soluzione semplice e che affiancherò presto all'immobilizer nella mia Panda è quella del rubinetto della benzina nascosto.
Purtroppo è una soluzione scomoda perché può essere utilizzata solo per lunghe soste e comporta contorsionismi non indifferenti per l'attivazione,ma può far comodo. Se installato vicino al serbatoio in luogo nascosto permetterà al ladro di percorrere alcuni metri a motore acceso e lo lascerà a piedi nel mezzo della strada, dove sarà più difficile proseguire il suo lavoro. Forse è il meno sicuro tra quelli citati, ma può cogliere di sorpresa, è economico e facile da installare. Basta un normale rubinetto ad uso domestico...
26. Bebbo, Venerdì 1 Giugno 2007 ore 14:30
Salve ,
2 mesi fa circa mi è stata rubata la macchina da sotto casa e qualche giorno dopo è stata ritrovata dai Carabinieri in mezzo alla strada , contro il guard rail e dunque incidentata.
La macchina è una Lancia Y ,nuovo modello , con soli 10 giorni di vita!!!!
In questi giorni è stato concluso il danno dal carrozziere e il perito dell'assicurazione che prevede fortunatamente il risarcimento del furto + danni provocati durante l'uso abusivo.
Il punto sconcertante è che la macchina non presenta segni di scasso apparenti alle portine e neppure alla centralina.
Mi sorge quindi il dubbio che la mia auto cosi appariscente è stata presa di mira da un esperto ladro ...o magari vi era in circolazione un doppione di chiavi in più..
voi che ne pensate??? e sopratutto credete che il liquidatore liquiderà la cifra stabilita dal perito anche se la macchina non presenta segni di scasso??
Io spero di si ed in ogni modo credo che mettero' un bell'antifurto con sirena.
27. Pierluigi, Giovedì 21 Giugno 2007 ore 23:33
Secondo me la soluzione più efficace è quella di seccare il ladro dopo che entra in macchina e parte senza disattivare un controllo, oppure apre il vano portaoggetti o il portabagagli se non ha intenzione di rubere l'auto ma cerca qualcosa,con un gas. Funzionerebbe meglio di una casetta per gli scarafaggi.
28. FRANCESCO, Venerdì 22 Giugno 2007 ore 21:00
CIAO RAGAZZI,PER LA SMART HO IO LA SOLUZIONE.VENDO A EURO 200 UN BLOCCASTERZO CORAZZATO IN ACCIAIO CHE POTETE MONTARE BENISSIMO ANCHE VOI.ATTENZIONE NON VIENE FORATA LA CANNA DELLO STERZO BENSì VIENE INSTALLATA UNA BOCCOLA DI RINFORZO CHE TRAMITE UN PERNO IMPEDISCE LA ROTAZIONE DEL VOLANTE Sorpassare il dispositivo smantellandolo richiede molto tempo, e i ladri non ne hanno.la serratura è PROTETTA DA UN DEFENDER ANTITRAPANO, IMPOSSIBILE FARLA GIRARE… LA MIA E-MAIL 3386782739@TIM.IT VI MOSTRO LE ISTRUZIONI DI MONTAGGIO O ULTERIORI INFORMAZIONI
29. Riccardo, Venerdì 29 Giugno 2007 ore 19:20
Ciao ragazzi volevo rispondere a colui che ha scritto dei 3 tipi di antifurto (satellitare, meccanico ed elettronico).
Amico mio volevo informarti su un paio di cose:
1) L' antifurto satellitare è la massima protezione che uno può avere sulla sua vettura dato che esso è gestito nella maggir parte dei casi dalla centrale operativa tramite telefonate che avvengono in meno di 25 secondi(non sms),quindi non penso che il tuo amico è in grado di rubare la macchina in cosi' poco tempo.
Devi sapere che alcuni dei migliori antifurti satellitari(io ne ho uno sulla mia macchina, ed è eccezionale, e della MetaSystem tra le altre cose è l' unico con tre anni di garanzia ed è l' unico che da forti sconti non solo sul furto e incendio ma anche sul RCA)abbinati ad un allarme volumetrico, ad un antirapina e un antisollevamento rendono la macchina inattaccabile poichè il ladro in questo caso qua dovrebbe essere una specie di Lupen;ti spiego il perchè: il ladro dovrebbe punto primo aprire la porta senza far scattare l'allarme volumetrico(in quel caso verrebbe attivata la centrale operativa che in meno di due minuti avrebbe la posssibilità di bloccare la macchina localizzarla ovunque grazie ad una potente antenna Gps ed avvisare le forze dell' ordine);punto secondo se dovesse superare il primo ostacolo dovrebbe essere a conoscenza che la macchina è dotata di un' antirapina e quindi mettere in moto la vettura senza far scattare il solito allarme(logicamente l' installazione dei prodotti che ti ho appena elencato avviene in modo del tutto invisibile quindi non è una cosa tanto semplice per un ladro riuscire a sapere che c'è installato un dispotivo di protezione satellitare); dimenticavo di dirti se il ladro volesse rubare il mezzo mettendolo su un carro attrezzi o dentro il cassone di un camion con lastra di piombo, dovrebbe farlo in meno dei soliti 25 secondi per non far scattare la centrale operativa grazie all'antisollevamento.Prima di concludere volevo farti sapere che ci sono alcune compagnie assicurative che rinìconoscono lo scoperto zero in caso di furto del mezzo sempre che esso sia dotato di antifurto satellitare.
Ps su gli altri prodotti ti do cmq ragione perchè anche io penso che non sono tanto efficenti(soprattutto l'antifurto meccanico).
30. lorenzo, Mercoledì 1 Agosto 2007 ore 22:38
antifurto satellitare ......
Qualunque sia la banda in cui trasmette il telefono gsm/umts utilizzato per comunicare alla centrale operativa con un salto a San Marino e una spesa di 136 € lo puoi portare all'area ecologica perchè danno dei punti ...
i sistemi legati alla riprogrammazione delle centraline hanno decisamente raggiunto un discreto livello di affidabilità e una volta impedito alla macchina di cumunicare chi è che va dire qualcosa ad unapersona che benstemmia perchè la sua vettura non va in moto e ha in mano un cacciavite che cerca di rimontare dei pezzi sulla vettura .....
tutto questo lo si fa sempre con l'apparecchietto prima nominato acceso (c'è anche il vantaggio che è bloccato anche il cellulare del ladro così non lo disturbano mentre lavora) ...
gli antifurti più stupidi qualli messi su fili nascosti nel veicolo mettono forse in maggiore difficoltà per avviare il motore ...
auguri a tutti di buone ferie
31. salvatore, Martedì 14 Agosto 2007 ore 16:41
Di antifurti non capisco niente so solo che mi è stata rubata dagli zingari una peugeot 307 dopo solo 45 giorni dall'acqusto nel giardino di casa mia in centro cittadino, fra l'altro era dotata di satellitare così lo hanno chiamato quelli della COBRA e la concessionaria peugeot invece era solo un localizzatore, dopo quasi sette mesi dal ritrovamento nel campo nomadi da parte della p.s. sono riuscito a rimetterla in sesto compreso il collaudo presso la motorizzazione.L'elettrauto mi ha installato il block shaft e in più un antirapina con pasticca da portare sempre in tasca, oltre a questo ho acquistato un blindosterzo con relativo lucchetto con chiave codificata, ma da quello che ho letto tutto ciò non serve a niente,è vero?Attendo una vostra cortese risposta.
Saluti Salvatore
32. Riccardo, Martedì 21 Agosto 2007 ore 17:00
Per Salvatore,
vuoi sapere quanto è semplice rubare la tua auto!te lo spiego subito.
Prendi un carrellino di quelli che usano i meccanici per alzare le macchine in riparazione,sposti la macchina in un qualunque posto nascosto da sguardi indiscreti e li avrai tutto il tempo di rompere il block shaft cambiare la serratura della chiave e ripartire tranquillamente con la tua nuova auto.(tempo totale 10minuti scarsi).
Questa è la protezione che ha la tua auto ;se vuoi un consiglio installa un antifurto satellitare Meta System(di quelli completi )e poi vedrai che la tua macchina diventerà intoccabile.
Se vuoi sapere come funziona il prodotto leggi quello che ho scritto sopra così ti rendi conto di quanto è affidabile.
Saluti Riccardo
33. Paride, Martedì 21 Agosto 2007 ore 18:20
Per Riccardo ,
avrei qualche perplessità riguardo la generazione di un rolling-code che se non ho capito male parte da 28 bit. Mi pareva di aver capito che anche le chiavi hanno algoritmi di generazione differenti come minimo bisognerebbe avere una serie di codici. Ovvio che uno si può mettere davanti casa tua con lo scanner e te ne prende una serie in diversi giorni. Idem per l'immobilizer mi pare che il codice non sia sempre lo stesso.
Correggimi se sbaglio.
Saluti Paride
34. Riccardo, Mercoledì 22 Agosto 2007 ore 16:59
Per Paride,
non m' intendo di bit ed algoritmi ti posso solamente dire che ormai tutti i migliori immobolizer ed antifurti hanno un codice variabile ce ne sono alcuni che addirittura hanno qualcosa come 3 miliardi di codici quindi la combinazione giusta è introvabile.
Saluti Riccardo
35. lorenzo dolcetti, Sabato 25 Agosto 2007 ore 15:35
sono del parere che il miglior antifurto siano le modifiche artigianali all'impianto frenante e all'accensione... se è una cosa artigianale il ladro non può conoscerla, ovviamente affiancata all'antifurto convenzionato dall'assicurazione....
36. armando.perruso, Martedì 4 Settembre 2007 ore 20:32
ciao. vorrei sapere dove posso rivolgermi per duplicare la mia chiave con centralina per auto. grazie
37. maurizio, Sabato 15 Settembre 2007 ore 10:13
vorrei un commento sull'antifurto meccanico "Blindo Car" che consiste nel bloccaggio dell'asse dello sterzo....la serratura sembrerebbe cmq difficile da aprire...vorrei un vostro parere... http://www.blindocar.it/ITA/BlindocarITA/blindocar.html
38. maurizio, Sabato 15 Settembre 2007 ore 22:08
e anche sul "Block Shaft".... http://www.blockshaft.it/
39. francesco, Lunedì 17 Settembre 2007 ore 20:16
salve a tutti.
leggo per la prima volta articoli del genere. Sono rimasto letteralmente sbalordito dalla facilità con cui è possible reperire in rete notizie sui sistemi di effrazione auto.
Una domanda voglio formulare a tutti gli utenti: l'antifurto della mia mercedes coupè (con annesso modulo volumetrico) e le chiavi in dotazione (prive di serratura) costituiscono valido deterrente per i ladri?
Se avete notizie di furti spiegatemi (in termini comprensibili perché sono un profano della materia) come ciò sia possibile.
Grazie
40. Daniele, Venerdì 21 Settembre 2007 ore 00:26
Scusate ma ho letto che se uno ha un satellitare rischia di non esser liquidato.
Io ho un satellitare della OCTO Telematics con Sara assicurazioni. Voi che ne sapete di più mi conviene cambiare compagnia?
Non so dove trovare queste clausole dove dicono che sono io che devo dimostrare che funzioni quando lo hanno installato loro della OCTO Telematics.
Un suggerimento. Cambio o no?
Grazie
41. Riccardo, Martedì 25 Settembre 2007 ore 18:41
Ciao Daniele credo che tu abbia letto male se uno ha un antifurto satellitare in macchina lo scoperto sulla sua polizza inc/furt cala notevolmente quindi se la tua macchina vale ad es. 10000 € ti rimborsano 9500€ mentre senza satellitare ti rimborsano 8000€.
Per quanto riguarda il tuo satellitare ti conviene tenerlo perchè grazie a quello riesci ad avere sconti sulla polizza, l' unico problema viene dal fatto che quello è una scatola nera e quindi non potrai più fare il falso sinistro.
Ciao Riccardo
42. GIUSEPPE, Domenica 30 Settembre 2007 ore 11:16
QUALCUNO MI SA DIRE IL NUMERO DELLE CHIAVI IN DOTAZIONE ALLA GRANDE PUNTO CON CHIUSURA CENTRALIZZATA COMANDATA A DISTANZA
43. Adriano, Mercoledì 10 Ottobre 2007 ore 22:07
Signori, buonasera
mi è apparsa sul led un"anomalia antifurto elettronico", ossia la mia 406 hdi non parte più e i meccanici che ho interpellato finora non sanno che pesci prendere se non quelli di cambiare chiavi, nottolino avviamento, ecu e centralina per una spesa superiore al valore dell'intera vettura
sono abbastanza disperato, ho la macchina ferma da più di un mese...qualcuno ha dei suggerimenti da dare ai miei meccanici?
grazie in anticipo :-)
44. nicolo, Lunedì 15 Ottobre 2007 ore 15:58
aiutooooooo, devo staccare l'allarme di una smart per farla partire come devo fare ?????
45. magic, Giovedì 25 Ottobre 2007 ore 09:47
il blocca cambio che va sotto il tunnel del cambio qualcuno può dare dei riferimenti come nome e sito? grz
l'antenna da montare sull'auto da accoppiare al transponder+telecomando a vibrazione che ti avvisa fino a qualche km di distanza, qualcuno l'ha montato? su ebay usa lo vendono a pochi euri ma non si parla di antenna per estendere la portata. Sui forum negli usa si dice che la portata reale è di qualche decina di metri (tipo se parcheggi per andare al bar), quindi inutile.
grazie
46. Andrea, Lunedì 19 Novembre 2007 ore 12:19
Salve, volevo condividere con voi una soluzione possibile, nel gennaio di questo anno ho acquistato una volvo S60, vista la spesa ho cominciato a documentarmi come proteggerla in caso di furto, a mio avviso la soluzione ottimale la ho ottenuta mixando 2 prodotti. 1° Immobilizzatore meccanico tipo Tecnoblock con autoinserimento (agisce sui freni o sulla frizione) penso uno dei pochi omologato. 2° Un immobilizzatore elettronico senza fili che va applicato ad un massimo di 5 sistemi, tremite falsi rele, autoinserimento e disattivazione con trensponder passivo (non alimentato), in questo modo non ci sono fili che conducono il ladro alla centralina perchè non c'è, anche questo trovato sul sito della Tecnoblock. Costo operazione € 1.200,00 compreso montaggio. Per il momento mi sono salvato da 3 tentati furti, speriamo che duri. Volevo da voi un parere. Saluti. Andrea
47. Andrea, Lunedì 19 Novembre 2007 ore 12:21
Salve, volevo condividere con voi una soluzione possibile, nel gennaio di questo anno ho acquistato una volvo S60, vista la spesa ho cominciato a documentarmi come proteggerla in caso di furto, a mio avviso la soluzione ottimale la ho ottenuta mixando 2 prodotti. 1° Immobilizzatore meccanico tipo Tecnoblock con autoinserimento (agisce sui freni o sulla frizione) penso uno dei pochi omologato. 2° Un immobilizzatore elettronico senza fili che va applicato ad un massimo di 5 sistemi, tremite falsi rele, autoinserimento e disattivazione con trensponder passivo (non alimentato), in questo modo non ci sono fili che conducono il ladro alla centralina perchè non c'è, anche questo trovato sul sito della Tecnoblock. Costo operazione € 1.200,00 compreso montaggio. Per il momento mi sono salvato da 3 tentati furti, speriamo che duri. Volevo da voi un parere. Saluti. Andrea
48. Cristina24, Domenica 25 Novembre 2007 ore 21:30
Salve a tutti,interessantissimo qst blog,sul serio!Ma volevo chiedere a vostro parere ql sono le precauzioni da adottare nel caso tentino il furto d'auto con te dentro???Abito da poco a Napoli e dopo essere passata in periferia (dopo che avevo chiuso le porte con sicurezza) 2 uomini hanno tentato di infilare le braccia dentro la mia auto(avevo il finestrino semi aperto) e grazie al lavoro che faccio(azienda di utensili x operai) ho scagliato con forza un martello in gomma dura sulle mani che si sono subito levate dalla macchina,il tempo di chiudere il finestrino che stavano subito cercando di aprire la portiera della macchina che io avevo chiuso con il blocco fortunatamente.Sono riuscita a scivolare tra il traffico e a scppare.Ora mi chiedo se oltre le maniere brusche (e sicuramente ai vetri chiusi)c'è qlks che possa farmi sentire più al sicuro all'interno della macchina anche se come danno hanno solo fatto uscire dalle guide la maniglia della portiera che è rimasta bloccata.Grazie mille per le eventuali risposte,Saluti Cristina
49. roby, Venerdì 30 Novembre 2007 ore 09:47
Veramente utilissimo questo blog grazie a tutti. Ho bisogno un'informazione un po' tecnica; dovendo scegliere un antifurto a blocco idraulico ho notato una differenza fondamentale tra i vari produttori per esempio
blokkauto prevede una chiavetta di attivazione elettronica
meck lock system una chiavetta di attivazione meccanica
Secondo voi quale è la più difficile da scassinare?
grazie 1000
50. raffaele, Lunedì 3 Dicembre 2007 ore 14:28
Vorrei soolo informarvi che se andate a visitare il sito www.block-system.com troverete un antifurto diabolico,si chiama twinsat,mi ha salvato la macchina già tre volte,non rusciranno mai a rubarla.
51. alessandro, Sabato 15 Dicembre 2007 ore 21:20
ciao ragazzi su alcune cose sono dubbioso: il nostro famoso meccanico non sa neanche dove sta di casa un sistema antiavviamento di ultima generazione.... lui in 4 minuti fa tutte quelle cose...parla di centraline vergini come se fossero francobolli da 60 centesimi. sono un elettrauto renault e queste cose mi fanno sorridere.... non per il fantomatico meccanico napoletano che in 4 minuti ti porta via la macchina... ma per le stupidagini che sono state scritte dopo. lo sapete che le centraline vanno programmate? e che il codice di antiavviamento cambia ogni volta che lo si richiede? e che anche se te lo danno dura solo ....60 minuti?e poi ci vuole sempre un pc portatile... un cavo a sonda can da collegare alla presa diagnosi della vettura....ma ce lo vedete il re dei ladri con il pc sotto braccio e in mano mazzetta e scalpello a rompere il blocca sterzo ? senza contare che le ultime renault non hanno chiave.....ma di cosa parlate?
52. meccanico napoletano, Domenica 16 Dicembre 2007 ore 08:56
Gentilissimo più recente utente che mi scrivi, il fantomatico meccanico napoletano ti risponde: "Non ci sono antifurto imbattibili. Un ladro professionista ti porta via l'auto in pochi minuti. I ladri sono entrati nella casa reale d'Inghilterra, al Louvre, in abitazioni con sofisticatissimi sistemi d'allarme. Vuoi che non riescano a fregare una macchina?! Suvvia... ragiona...".
53. Emanuele, Venerdì 4 Gennaio 2008 ore 16:07
RAGAZZI,
dopo 4 anni di onorato servizio a bordo di una '600 ho deciso di passare ad una A3 sportback.
Essendo quest'ultima molto appetibile a Napoli, devo istallare un antifurto satellitare: la concessionaria mi ha proposto il SAT CARE GT, spacciandolo come quello ufficiale della Audi, ma io non ho esperienza e sono disposto a spendere anche qualcosina in più purchè il mio sogno che sta x realizzarsi non duri poche settimane...
In definitiva, dopo tutti questi discorsi, cosa mi consigliereste?
54. Un ingegnere, Giovedì 17 Gennaio 2008 ore 10:33
Che io sappia non tutti gli immobilizer sono uguali...alcuni sono così sicuri che neanche conoscendo il codice il ladro riuscirebbe a far partire l'auto...e me lo ha confermato un elettrauto di fiducia.
Credo quindi che il meccanico napoletano non sia aggiornato sugli ultimi immobilizer.
55. cocojunior, Martedì 22 Gennaio 2008 ore 01:50
Ma gli antifurto che si interfacciano al CAN BUS della vettura e che la bloccano tramite centralina della autovettura? Quelli credo siano sicuri... e poi è ridicolo il post sulla cortocircuitazione delle freccie per disattivare l'allarme... a parte che per i sistemi che si interfacciano alla centralina dell'auto tipo quelli a CAN BUS, fanno si che sia la centralina a gestire le freccie e se le cortociruiti non provochi alcun danno alla centralina antifurto ne a quella dell auto, inoltre non taciti nemmeno la sirena, che oltretutto oggi sono ad onde radio...
56. TROVAILVOLOECONOMICO, Venerdì 8 Febbraio 2008 ore 15:24
Integrare piu' antifurti e' l'unico deterrente.
57. Gianni, Martedì 26 Febbraio 2008 ore 17:56
L'altro giorno ho portato la mia punto vecchio tipo dall'elettrauto per far risolvere un problema di falso contatto all'interruttore d'accensione situato in prossimità del bloccasterzo. Poichè non avevo impegni mi son fermato tutto il tempo con l'elettrauto e durante lo smontaggio del blocco d'accensione e bloccasterzo ho notato una cosa che mi ha lasciato a bocca aperta: tutto il supporto del bloccasterzo è realizzato in plastica e alluminio. Beh.. sapevo che il bloccasterzo di serie non fosse corazzato....ma di certo non mi sarei mai immaginato che tutto il supporto fosse in plastica e alluminio...roba da non crederci. A questo punto mi viene da pensare che la scelta dei materiali sia stata fatta volutamente per andare incontro ai ladri.
58. ferdy, Lunedì 3 Marzo 2008 ore 22:11
qalcuno sa dirmi piu' o meno i costi del blocca freni idraulico,
" blokkauto " grazie!
a proposito; per chi dice che i satellitare e' infallibile, a tutto detto, aggiungo che ci sono dei nuovi sistemi che mandano in blocco totale le centraline sia meta o smartsat a me e' successo questa mattina auto vetro rotto il blocca sterzo elettronico alla mia vettura non si inseriva piu' se non sentivo un leggero suono del secondo antifurto della casa che sembrava venisse da lontano, ma troppo uguale al mio, a farmi uscire in veranda e poi di corsa scendere, purtroppo il superstite e scappato subito con la loro 2 auto e dico seconda perche facilmente spingono la prima se non riescono a metterla in moto. per farla breve mi son chiesto come mai la centrale non mi chiama fatte 15 20 prove nulla spento proxy nulla, con auto in movimento l'auto non si spegne, a questo punto chiamo io la centrale e solo dopo tante prove ed inserimenti ed disinserimenti vari delle chiusure cent.,,, ed aperture porte sono riusciti a riportarlo allo stato di "salute".
Ora mi chiedo se fossi arrivato giu' e sarei riuscito ad ucciderne almeno uno (vi assicuro che prima o poi ci riusciro') quanti anni la nostra detta giusta legge mi riservera'?
e se lo facessi con il mio bel arbalete da 110 con doppia molla? meno o piu'?
dopo l'ironia realistica che spero mi concediate vi chiedo: ma secondo voi la legge cosa fa a chi viene preso in fraganza di reato furto auto? .......,,, denuncia a piede libero ossia ( e dai, e me, non lo fare piu' e'? be vai a casa ora che io da giudice sono stanco di lavorare! a non toccare la mia E?
forse un referendum diretto a questi topi di merda minimo 5 anni per direttissima sarebbe il miglior antifurto se solo volessere contradire un tantino l'indulto dei comunisti!
concludo salutando la brava gente! no certo i giudici che hanno e continuano a rovinare l'italia
59. Salvo, Sabato 8 Marzo 2008 ore 15:43
Ciao a tutti.
Ho da poco acquistato una macchina nuova.Una seat ibiza del volore commerciale di circa 10.000 € compreso l'impianto gpl.
Ho in mente di inserire dentro l'abitacolo,nascondendolo,un qualsiasi LOCALIZZATORE SATELLITARE GPS.
Dai messaggi che ho letto sopra,ho capito che gli unici metodi con i quali i ladri possono raggirarci,disattivando questo tipo di antifurto sono:
-Introdurre la macchina dentro un involucro che la isoli dal campo delle onde radio.(Dentro un camion ad esempio);
Più semplicemente,
-Annullando il segnale e mandando il localizzatore in ricerca rete con un semplice apparecchio, (tipo il "mobile jammers"),rendendo così vana l'efficacia dell'antifurto satellitare;
Adesso il mio quesito è questo. Esiste una certa correlazione fra antifurti,metodi per renderli inefficaci da parte dei ladri e valore commerciale dell'auto che si vuole rubare?
E quindi,nel mio caso,secondo voi l'ipotetico ladro camminerà così attrezzato per rubare una seat ibiza??
Attendo risposte e vi ringrazio anticipatamente.
60. dany, Sabato 15 Marzo 2008 ore 23:56
salve a tutti stanotte mi hanno scassinato la mia forfour fortunatamente non l'hanno presa ma mi hanno fatto un bel po di danni qualcuno sa dirmi se lassicurazione paga anche i graffiettini che sono molti all'interno ed all'esterno oltre a blocco rotto e serrature??grazie
61. andrea, Martedì 18 Marzo 2008 ore 14:55
ciao ragazzi,
lasciate perdere l'antifurto satellitare, mi hanno appena fregato una ruspa in cui l'antenna era installata sul tetto.
Direi che attualmente è uno dei sistemi che offrono minore garanzia, considerato che comunque il sistema era in perfetta efficienza. Praticamente adesso sono tutti attrezzati per disturbare il segnale, etc.
62. Alessandro, Martedì 1 Aprile 2008 ore 17:40
Ciao io avrei qualche dubbio sulla direttiva europea che predede il disinserimento dell' immobilizer dopo i 35 Km orari..bene io ho fatto una panda del 2002 che ha questo sistema..allora ho preso l chiave master (quella grande marrone) ed dopo averla aperta ho tolto il transponder..ovviamente provando a mettere in moto l'auto questa non partiva..allora ho usato le chiavi normali (quelle blu) ho portato la macchiana sui 60 Km orari e l'ho spenta ed ho provato ad inserire la chiave senza trasponder e niente la macchina non si è messa in moto..quindi questa direttiva secondo me non esiste o per lo meno non è applicata..qualcuno sa rispondermi?
63. ilbizaiolo, Martedì 8 Aprile 2008 ore 20:10
la seat ibiza che vorrei comprare è una macchina poco rubata?????
Cmq ha l'immobilizer e vorrei prendere il volumetrico a pagamento ,lo consigliate o è inutile ?????
64. mario, Venerdì 11 Aprile 2008 ore 13:01
Ho avuto una disavventura con 2 PC portatili, vorrei un Vostro commento:Ho parcheggiato la mia vecchia Focus nei pressi di una pizzeria (accanto ad una fiammante Porche) con dentro 2 portatili spenti non in vista. Dopo la pizza ho avuto la sgradita sorpresa: aperta solo la mia auto e scomparsi i 2 PC.
Il dubbio è se esistono sensori che si accorgono della presenza di batterie per PC.
65. giancarlo, Mercoledì 7 Maggio 2008 ore 22:06
io vi dico che non esiste macchina che non possa essere rubata..sfido x primi chi ha inventato il bloccapedali! una spesa proprio inutile ,non spendete quei soldi andateveli a mangiare,se l'inventore del famoso bloccap.vuole la prova come si porta via un'auto col blocc.mi contattasse che gli dò la prova certa che è una cavolata,volete sapere come? ecco il mil indirizzo.
66. icar, Mercoledì 14 Maggio 2008 ore 12:58
Ho letto tutti i Vs. interessanti commenti e/o proposte. Avete mai pensato di NON mettere nulla come antifurto e di estendere la Vs. polizza R.c.auto con la garanzia incendio e furto? Ci sono delle compagnie che praticano dei premi accessibilissimi e che talvolta sono al di sotto della spesa di certi costosi ed incerti dispositivi. Con questo "sistema" dormite sonni tranquilli!! Inoltre (e non per ultimo) sareste anche assicurati per i danni (quasi sempre totali) dell'incendio, anche doloso! Di questi tempi quasi un affare!
67. Alexander, Martedì 3 Giugno 2008 ore 22:55
Avevo deciso di istallare un satellitare e un blockshaft su un alfa...leggendo qui non so più cosa sia più giusto e appropriato...e poi richiederlo alla concessionaria di acquisto o ad un terzo rivenditore o meccanico?Mi date un consiglio?al più presto grazie
68. Agostino, Mercoledì 4 Giugno 2008 ore 18:17
Ciao a tutti,
cosa ne pensate di un buon kit GTautoalarm con sirena autoalimentata, telecomando con codice variabile, doppio blocco motore, protezione volumetrica ad ultrasuoni dell' abitacolo..
In generale cosa pensate di GTalarm?
Conoscete aziende di allarmi migliori e più avanzate tecnologicamente? Quali?
Grazie
69. lorenzo, Domenica 8 Giugno 2008 ore 10:58
ho scritto diverse volte in questo blog e nel frattempo ho provato a prendere maggiori informazioni e a fare anche delle prove (premetto che faccio anche dei corsi ai meccanici e agli elettrauto e gli devo anche saper dire come fare a bypassare certe protezioni) e ormai ci sono cose che sarebbe meglio che il mondo blogger cominciasse a prendere coscienza.
Come ho già detto e qualcuno ha confermato sulle favole che circolano
Le vetture con il code sopra ai 35 km si mettono in moto --- grande C****ta
chi critica meccaninapoletano che in quattro minuti mette in moto la macchina sbaglia solo nel tempo a volte gli basta meno -- le centraline si possono prendere in demolizione, rendere vergini o con code sbloccato e sostituire all'originale così il mezzo va in moto senza problemi poi si provvederà a sistemare in un secondi tempo in modo ottimale
X Riccardo sistemi satellitari metasystem o affini con un jammer sat si blocca tutto ci sono jammer anche per bt e wifi per la buona pace delle protezioni.
i sistemi meccanici costringono a lavorare il ladro .... ma li riesce a togliere
come ho già detto abbinare pulsanti nascosti di taglio di qualche filo importante per il funzionamento della vettura aggiunta ad un blocco meccanico aiuta a non far segliere la nostra vettura a favore di altre meno impegnatve.
Poi tutti cercano di chiedere quale allarme è meglio --- sono tutti piùo meno efficenti per la protezione volumetrica del veicolo, L'importante è avere un buon installatore che sa fare il suo lavoro in modo che il montaggio risulti protetto dalle manipolazioni semplici --- per chi parlava delle frecce si informi come fanno alcuni sistemi antifurto a inserirsi a disinserisi e capirà che davvero attraverso le frecce un antifurto può essere staccato in modo elegante e pulito -- va be si rompe la plastica di una freccia ma cosa volete che sia ....
buona giornata a tutti
70. Max64, Mercoledì 11 Giugno 2008 ore 15:31
Questa mattina mi hanno rubato una Renault Megane Grandtour con Electronic Key card (aveva più di 3 anni...). Non ci sono tracce di vetri rotti. Qualche esperto sa se è possibile metterla in moto senza la card originale ? In Renault mi hanno detto che senza la chiave originale è praticamente impossibile avviarla e quindi secondo loro è stato usato un carroattrezzi. Un apio di mesi fa l'ho lasciata per un'ora dal gommista; è possibile che mi abbiano clonato la chiave in quell'occasione ?
Grazie
71. chiara, Lunedì 14 Luglio 2008 ore 23:14
qualcuno conosce la ditta GCA SERVICE SAT di bergamo che si occupa di antifurti satellitari? è scomparsa da qualche tempo, ero un loro cliente e mi hanno lasciato senza antifurto!
72. vito da bari, Martedì 19 Agosto 2008 ore 16:11
Ciao a tutti , tra qualche giorno mettero' su youtube un filmato sulla realta' del furto d'auto, cominciate a preoccuparvi e a dormire in macchina :-)
73. luigi, Mercoledì 20 Agosto 2008 ore 21:49
sono un ladro d' auto satellitare un minuto e mezzo, bloccasterzo supplementare 20 secondi e sirene e blocchi un minuto, spendete non serve a niente, tanto la porto via ugualmente, anche se piena d antifurti. attenti stasera potrei agire dalle vostre parti!!!ah ah ah
74. Gabriella, Giovedì 28 Agosto 2008 ore 15:16
la GCA SERVICE SAT è chiusa perchè hanno arrestato il titolare Maurizio Uva per truffa
ciao
75. Bruce, Lunedì 1 Settembre 2008 ore 19:04
Puoi vedere l'articolo su: http://www.ciaocomo.it/index.php?option=com_content&task=view&id=7741 su Maurizio Uva.
Ciao.
Bruce
76. Ernesto, Sabato 13 Settembre 2008 ore 09:53
Ma non avete pensato ad un antifurto semplice e poco costoso?
Si tratta di quei dispositivi che vengono collegati alla batteria e che, all'occorrenza, consentono di smontare uno dei due morsetti per scollegare il cavo. Servono a chi dimentica le luci accese in auto e la mattina dopo si ritrova con la macchina che non parte perchè appunto la batteria si è scaricata.
Montato il dispositivo, scollegate il cavo e portatevi via la manopola che serve per il fissaggio. Arriva il ladro, apre con facilità lo sportello, toglie il bloccasterzo, stabilisce il contatto con i cavi per bypassare il motorino d'avviamento, tarata tarata tarata...ma la macchina resta inerte!!! Chiaramente è un problema di batteria: il ladro apre il cofano e scopre che per collegare il cavo e avere la corrente avrà bisogno di una maniglia simile a quella del dispositivo (ma quanti se la portano dietro?), perchè il morsetto o lo colleghi stringendo con forza oppure ciccia...questo nel caso voglia indagare, perchè il ladro quando vede che la macchina non parte è portato a credere -come molti di noi- che questo avviene per colpa della batteria scarica (potete farglielo credere ancora di più lasciando la levetta delle luci in posizione ON) e di conseguenza, a meno di non eseguire un collegamento con la batteria di un'altra autovettura, che il colpo è fallito.
Ho testato questo sistema a Napoli: sappiamo che i napoletani sono tutti ladri e che quando possono rubano. Ebbene, in un anno che lascio la vettura in un quartiere periferico della città, ci sono entrati due volte, ma non l'hanno portata via...certo la mia non è una macchina che valga la pena di agganciare col carro attrezzi, ma un certo valore di mercato lo mantiene. Perciò...
77. ciaociao, Sabato 13 Settembre 2008 ore 22:00
pollo il ladro ti prenderà di mira e quando meno te lo aspetti ritornerà attrezzato sapendo già cosa fare e in 1 minuto starà guidando la tua auto ridendo di te e del tuo allarme da 4 soldi.
zingaro spendi qualche euro per un blockshaft, non ti garantisce la massima sicurezza ma aumenta in modo esponenziale la probabilità che il ladro rinunci al furto.
l'antifurto migliore? un bel box auto dotato di allarme, serrature buone, sistemi di rinforzo... e forse dormiresti tranquillo.
non hai il box? preparati a dormire in auto perché non c'è antifurto che tenga di fronte ad un ladro "serio" che ha deciso di prendere la tua macchina, indipendentemente dalla città in cui vivi.
78. Luciano, Domenica 28 Settembre 2008 ore 13:26
X ERNESTO
Non so tu di dove sei , ma di stupidi come te fortunatamente c'è ne sono pochi fortunatamente.....!!!
Avere , anzi dare questi appellativi ad un popolo non è altro che una forma di IGNORANZA e STUPIDAGGINE acuta!!!!
E inutile che continuo , tanto , ti sei presentato da solo.
79. Zak, Martedì 30 Settembre 2008 ore 16:06
MAx 64, anche a me hanno rubato una Megane e anche io stavo pensando se non mi hanno clonato la chiave in occasione di un cambio di vetro... Sei di roma?
80. Max64, Sabato 11 Ottobre 2008 ore 10:11
x Zak
Sì sono di Roma, zona Giuliano Dalmata. Della mia Megane ad oggi nessuna traccia.
Alla renault mmi hanno detto che secondo loro è impossibile clonarle, ma non ci credo molto.
81. IVAN, Venerdì 7 Novembre 2008 ore 13:15
SOLO ORA MI IMBATTO IN QUESTA DISCUSSIONE..
IO POSSIEDO UN AUTO CON DISPOSITVO ANTIFURT0/ANTIRAPINA http://www.joytronic.it/prodotti/ E SINO AD ORA...3 TENTATI FURTO NO RIUSCITI...SONO DI NAPOLI...
82. orlando, Giovedì 4 Dicembre 2008 ore 15:45
ciao a tutti a me mi hanno fregato la mia audi a 3 sportback e possibbile cke mi hanno clonato il mio telecomando della mia auto eppure lauto era nuovissima appena comprata come si fa ad aprire le portiere della tua auto senza farmene accorgere allora un sistema c'e'? allora e vero che nulla e' impossibbile ciao e aspetto una risposta
83. marco, Domenica 7 Dicembre 2008 ore 12:28
Osservate questo video su youtube ... cominciate a preoccuparvi
http://it.youtube.com/watch?v=WmIl0wuu6rM
84. luigibio, Mercoledì 10 Dicembre 2008 ore 15:06
dalle mie parti, in provincia di napoli, non c'è antifurto che tenga per un semplice motivo: sono proliferati i rapinatori che ti fermano in qualche modo, anche in mezzo al traffico, o magari ti aspettano vicino all'auto parcheggiata. ti puntano un'arma e ti chiedono chiavi e cellulare... che vuoi fare?
85. Marte, Sabato 13 Dicembre 2008 ore 10:43
Secondo me dovreste ragionare un attimo:
Il ladro per rubare un auto super attrezzata che ha il gps / sirena / block shaft / blocca pedali DEVE per forza sapere che la vostra auto possiede tutte queste cose, quindi vi studia già da diversi giorni quello che fate giornalmente.
Un auto super attrezzata, che in un giorno casuale della settimana và in un centro commerciale (esempio) e lascia lì l'auto per tre ore può stare tranquilla, perchè il ladro in quell'istante non lo sa che avete un miliardo di cose montate, quindi se ve la rubano è perchè vi hanno studiato da giorni e seguito da casa per osservare.
Trucchi per fregare chi vi vuole fregare:
1)Ritengo un grande errore mettere il led rosso che avvisa quando l'allarme è attivo! Perchè così il ladro ragiona per capire cosa avete, quindi anche il ladro di polli comincia a pensare cosa fare. Se invece non lo mettete quello resterà sorpreso appena oserà sfiorare l'auto, perchè esteticamente non l'ha potuto vedere che c'era un antifurto. Magari dall'esterno vede che questa auto è munita solo di bloccapedali, ma come entra SORPRESA, gps attivo o sirena attiva.
2) è importante attrezzare l'auto a seconda di che mezzo è e mettere in punti strategici i blocchi. Una sirena collegata alla batteria dell'auto è sbagliata, perchè è normale che funge grazie a quella, se invece gli si aggiunge una batteria autonoma (leggera inteso) ricaricabile (magari tramite la batteria dell'auto) col cavolo che il GRANDE LUPIN NAPOLETANO riuscirà a fregarla con il giochetto delle freccie. Pertanto installando una sirena ultrasonica addrizzeremo i capelli del ladro da fargli esplodere la testa.
3) Più allarmi ci sono e più il ladro sarà in difficoltà. Installare una sirena e blocca-sterzo/pedali è troppo poco. E' utile mettere più allarmi, ma tanti sul serio, come GPS invisibile, BLOCK SHAFT, blocca pedali, blocca sterzo, immobilizer in più le batterie autonome leggere che ovviamente ci sono, sta a noi assieme ad un bravo elettrauto (DI FIDUCIA e no amico di LADRI) fargliele installare. Il positivo su quelli meccanici che sono facili da rompere è che fanno da perditempo, quindi mettere un gps (invisibile) o sirena senza avviso, renderà il ladro troppo indaffarato e a cambiare aria.
Il video che avete visto fa paura se il ladro sa, perchè se quello aveva il decodificatore, disturbatore di tutto e di più è perchè lo sapeva che ne aveva bisogno. Sapeva che la vostra auto era fornita di immobilizer.
Il caro amico napoletano quì spara cavolate, perchè? ma semplice, come detto il ladro vi studia, se voi vi spostate per una giornata da Roma a Firenze con un auto abbastanza protetta un ladro non può farvi nulla perchè non sa niente di voi e sulla vostra auto. Il ladro di Firenze vedrà l'auto protetta che ne sa quello se dentro c'è il gps? o un allarme?
Comunque resta di fatto che gli allarmi vengono spesso costruiti dai ladri stessi, perchè per quanto strano possa sembrarvi è tutto un giro di soldi per ogni cosa. L'unico mezzo per combatterli è munirsi di tutto di più e prenderli alla sprovvista e mi raccomando guardatevi sempre intorno.
86. Davide, Giovedì 18 Dicembre 2008 ore 10:27
Io ho installato il Twin Block della Block System e mi trovo ottimamente, mi ha salvato già una volta l'auto:
TwinBlock (http://www.block-system.com/twin_block.php) vuol dire con un unico antifuto:
- Blocco meccanico dello sterzo,
- Blocco motore tramite micrichip nel bloccasterzo,
- Allarme sonoro,
- Sensore interno in iperfrequenza
87. Paolo Bolognesi, Sabato 3 Gennaio 2009 ore 12:51
Mai sentito parlare di un sistema che permette di rubare l'auto con le chiavi originali inserite (tipo ad un semaforo = esci e ti portano via l'auto accesa), ma dopo pochi secondi si ferma il motore, con tanto di avviso di accostare a destra?
88. Davie, Lunedì 5 Gennaio 2009 ore 18:01
Cosa ne pensate del pit block, che blocca tutti e 3 i pedali?
89. Massimo, Mercoledì 7 Gennaio 2009 ore 14:22
Io ho installato Stealth . L'antirapina che anche protegge l'auto incustodita anche se lasciata accesa. Si attiva automaticamente ed è completamente invisibile : http://www.block-system.com/procedura_funz_st.php
90. carlo, Domenica 11 Gennaio 2009 ore 04:20
salve a tutti,,, ho letto le vostre discussioni e devo dire mi hanno fatto cambiare idea su tutti gli aintifurti in commercio; ma volevo porvi una domanda e chiedervi allo stesso tempo un aiuto per rimediare a cio' che mi succede spesse volte quando chiudo la mia auto inserendo l'auntifurto cn il telecomando, premetto che la mia auto e' una fiat grande punto di 7 mesi e l'antifurto e' quello originale fiat. Mi spiego: delle volte mi capita che dopo aver chiuso la mia auto e essermi allontanato ; al ritorno trovo l'auto aperta..... non l'ho dimenticata di chiudere, ma dopo tanto tempo e attenzioni ho capito cosa succedeva. Il telecomando ha una lunghezza d' onda eccessiva a mio avviso, riesco a chiudere o aprire l'auto a circa 60 metri, e tante volte involontariamente, sara' per i jeans stretti o perche si trova insieme al telefono in tasca capita che i tasti del telecomando si premono a mia insaputa. Tante volte nn succede, ma ormai a me rimane il dubbio ogni volta che chiudo l'auto. Vi chiedo: esiste un metodo per diminuire la lunghezza d'onda del telecomando, cosa serve alla fine aprire l'auto a 60 metri, si puo' regolare l'apertura\chiusura a 10 metri max, esiste una custodia rigida per richiudere il telecomando all'interno? ah dimenticavo la mia auto nn ha l' autoclose, ah a proposito posso installare l'autoclose come ultimo rimedio, alla mia auto, ho deve essere di fabbrica??? grazie in anticipo e saluti
91. antonio, Venerdì 13 Febbraio 2009 ore 14:37
ciao Claudio Bellicu, ho letto il tuo commento su come è possibile clonare un radiocomando rolling code, sarei interessato sul realizzo, potresti contattarmi al mio indirizzo di posta elettronica ( jerry4ever@live.it) ti ringrazio ,spero di ricevere presto tue notizie.
92. Ernesto, Giovedì 19 Febbraio 2009 ore 09:52
Per Luciano n.78 del 28 settembre 2008:
Senti pezzo di merda...io ho fatto un un'ipotesi, non ho detto che è un antifurto infallibile.
93. X Ciaociao n.77 del 13 settembre 2008, Giovedì 19 Febbraio 2009 ore 09:59
Sì come no il box...se abito in un condominio dove non c'è e se non posso permettermene uno, me lo paghi te, animale?
94. andy, Giovedì 19 Febbraio 2009 ore 16:27
Per Ernesto:
premesso che non sono di Napoli, detto questo dire che tutti i napoletani sono ladri mi sembra una grande caxxxata....è come dire che visto che tu sei un idiota, e lo sei davvero, anche tutti quelli della tuà citta lo sono!!!
95. MARCO, Sabato 21 Marzo 2009 ore 10:57
VOLEVO SOTTOPORRE ALLA VOSTRA ESPERIENZA NEL CAMPO DEGLI ANTIFURTI,IL BOOMERANG DELLA SOCIETA' JOY TRONIC,CHE HA LA CARATTERISTICA DI AVERE UN TRASPONDER CHE DIALOGA CON LA VETTURA CON UN CODICE DINAMICO CHE CAMBIA OGNI 4 SECONDI RIPETENDOLO DOPO PIU DI 472 GIORNI PER ALTRI 4 SECONDI.MI STO INFORMANDO SULLA SUA INSTALLAZIONE,IN QUANTO LEGGENDO LE CARATTERISTICHE SEMBRA POSSEDERE LA CAPACITA DI RENDERE INUTILE SIA IL GABBER CHE IL JAMMER.DUNQUE SE VIENE INTERRROTTA LA POSSIBILITA DI INVIARE SMS DALLA MACCHINA NON SI RISOLVE NIENTE IN QUANTO ANCHE SE SI E' CLONATO IL TRASPONDER DEL PROPIETARIO,ESSO VARIA OGNI 4 SEC.DUNQUE INUTILE.dICO MALE? COMUNQUE SE QUALCUNO SA' DI PIU' E' BEN ACCOLTO GRAZIE SALUTI.
96. Fabio Vettoretti, Lunedì 11 Maggio 2009 ore 17:18
io ho un antifurto satellitare della iTecs. Questo ha 2 input digitali e se uno di questi è collegato al volumetrico appena questo scatta ti invia immediatamente un messaggio al telefono! Il costo è molto più basso rispetto a quelli presenti nel mercato e mi è stato consigliato dal mio elettrauto. Sono contento di proporlo qui perchè son veramente soddisfatto del prodotto (ho recuperato la macchina grazie a questo antifurto) e lo consiglio a tutti!
97. John McGyver, Sabato 1 Agosto 2009 ore 00:23
tutte cazzate, l'antifurto con la sirena voglio vedere come la riempono di schiuma da barba in 3 secondi come dice l'articolo, cazzo c'hanno un estintore pieno di schiuma??
e poi è sufficente mettere la sirena o ancora meglio 2 sirene in un posto che non sia prevedibile (passaruota, interno portiera, sottoscocca ecc ecc)
seconda cosa munitevi di un semplicissimo interruttore lo interponete tra qualche filo o dell'accensione o dell'alimentazione della benzina e lo fate arrivare in un posto il piu' imboscato possibile (sotto il sedile passeggero, nei sedili dietro, dietro lo specchio retrovisore, cammuffato con l'interruttore delle luci di cortesia e chi piu ne ha piu ne metta)
lo voglio vedere il ladro che 1 deve riuscire a trovare e disattivare piu sirene contemporaneamente (e tenete conto che appena tocca la macchina queste suonano) e 2 deve spendere un quarto d'ora per trovare l'interrurrore imboscato!
gli antifurti convenzionali sono facili da violare perchè si conoscono già, invece se usate la vostra testa vi farete un antifurto semplice ed efficare che solo VOI conoscete, ci sono 1000 soluzioni possibili.
98. Loud, Sabato 8 Agosto 2009 ore 13:35
Sicuramente un articolo interessante e chiarificatore. Ti ringrazio. Personalmente ho appena comprato l'auto nuova, comprensiva di Immobilizer. Volevo aggiungerci, per abitudine, anche l'antifurto elettronico per quanto inutile, ma il concessionario me l'ha sconsigliato per due motivi:
1) se te la vogliono rubare ci riescono comunque;
2) ormai ai ladri non è dato sapere se c'è l'antifurto a sirena o no, perchè la lucina che lampeggia c'è anche con l'immobilizer.
Insomma, a questo punto mi ha suggerito di spendere i soldi dell'antifurto elettronico - pari a o poco più di 300 euro, non pochissimi per il tipo di strumento - stipulando la garanzia furto/incendio con la polizza dell'assicurazione R.C. auto.
Mi sono fatto fare i preventivi e il premio aumenta più o meno di quell'importo, fino a quando non ho trovato una soluzione su cui sto ragionando molto. La polizza furto/incendio fatta presso la Unipol Assicurazioni che mi inserirebbe l'Unibox, un comodo strumento simile alla scatola nera di treni ed aerei. Forse un'arma a doppio taglio, potendo ricostruire la dinamica degli incidenti (ma se uno non ha colpa è un ulteriore mezzo probatorio della propria ragione). Ma la sua utilità maggiore mi sembra la seguente:
a) in caso di furto ti ritrovano l'auto grazie al satellite;
b) in caso di incidente l'Unibox segnala un'anomalia e la centrale collega ti chiama per sentire se hai bisogno di qualcosa... e se non rispondi mandano subito i soccorsi e avvertono eventuali numeri telefonici collegati.
Quest'ultimo punto mi sembra davvero utile come "salva vita", semprechè sia funzionante come dicono.
Ci sto facendo un pensierino, nonostante sia certamente un'arma a doppio taglio, come dicevono, visto che inserendolo abbassano il premio (anche perchè è più facile che in caso di furto ritrovino l'auto prima di dover indennizzare interamente il proprietario).
Come vi sembra questa soluzione?
Luca
99. Giuseppe, Lunedì 24 Agosto 2009 ore 15:19
Un buon antifurto (utilizzato personalmente) è quello di tappare
il tubo di scarico (vedi: una patata, un sughero dal giusto diametro, uno straccio,ecc ed ecc).
Un ladro così tecnologico certamente non controlla il tubo di scarico.
P.S. Con lo scarico tappato nessun motore si avvierà mai.
(tecnica del freno motore)
Giuseppe
100. Salvatore da Milano, Sabato 5 Settembre 2009 ore 00:16
Luigi ladro di auto.
Prega ogni notte e ogni giorno di non incontrarmi.
Pregate sia tu, sia i tuoi colleghi di lavoro.
Perché io aspetto solo l'occasione di incontrarvi, ridurvi in fin di vita e lasciarvi morire per strada come cani randaggi.
Anche io ho i miei record.
Semifinale campionato italiano pugilato.
KO dopo 19 secondi.
Come se la caverà un ladruncolo?
In quanti pezzi ridurro il suo fegato, le sue costole e il suo viso?
Vi aspetto.
A te Luigi in particolar modo...chiama se sei dalle mie parti.
101. luky, Lunedì 14 Settembre 2009 ore 15:04
MaH è tutto facile.....forse......ho un'auto da 8 anni con immobilizer ( nella chiave c'è un integrato ) e mi chiedo che il giorno, sicuramente lontano da casa, si guastasse ! come ripartirei ?
Sapessi come fare ad eliminarlo magari applicando un semplice interruttore nascosto............
102. Gianni, Sabato 26 Settembre 2009 ore 10:43
attenzione ragazzi che Ballicu ha scritto molte inesattezze riguardo i sistemi rolling code e i transponder.
non è così semplice!
Gianni
103. Hannibal, Lunedì 5 Ottobre 2009 ore 13:17
per Salvatore da Milano, post 100.
ciao, ti scrivo da Napoli, volevo dirti che qualora io dovessi incontrare il buon "Luigi ladro d'auto" avrò cura, dopo averlo massacrato adeguatamente e lentamente (leggasi "annegamento simulato" e "strappo delle unghie") di fartene dono... se vuoi puoi venirlo a ritirare a napoli, sarai mio gradito ospite a pranzo... oppure se sei troppo impegnato, vuol dire che lo caricherò, imbavagliato e bendato, nel cofano della mia macchina, e te lo lascerò lì a milano, dove ti è più comodo... ma devi promettermi che lo lavorerai in più di 19 secondi, se no perde conoscenza e non c'è gusto...
anche se in effetti un pensierino l'avevo fatto pure per un tale "Ernesto"... quasi quasi mi metto a cercarlo....
saluti...
104. Bombarolo, Lunedì 26 Ottobre 2009 ore 00:57
Secondo me la cosa più utile è una bella mina antiuomo nel volante al posto dell'airbag! come si avvia l'auto boom! sarà il male di far ripulire l'auto... ma almeno un ladro in meno!
105. Pietro, Mercoledì 28 Ottobre 2009 ore 23:09
Ho letto piu' o meno tutto... credo vi siano molte idee confuse... io progetto e produco allarmi elettronici e vi assicuro sono diversi da quelli descritti da tutti voi.... si parte da sistemi "economici" antirapina con incluso anche l'antiavviamento a trasponder (pasticca a codice dinamico)... fino ad arrivare a satellitari in grado di riconoscere il Vs. cellulare per disinserirsi automaticamente... ma che se sono bloccati da i famosi Jammer vi bloccano l'auto in totale autonomia solo quando si trova in mezzo al traffico.... in modo da spiazzare qls ladro esperto... e vi assicuro capita tutti i giorni... riceviamo gli allarmi quando l'auto è nel traffico bloccata... quindi il ladro l'aveva rubato con il jammer... e poi ci sono altre soluzioni che vengono adottate su vetture "importanti" che fino ad oggi nessuno è riuscito a rubare... Infatti la convenzione assicurativa che propongo con in miei prodotti non ha scoperti e ha i tassi piu' bassi di tutti....
spero di avervi dato un po' di fiducia su come salvare il vs "bene"
ciao a tutti
Pietro
106. Giovanni, Lunedì 9 Novembre 2009 ore 20:16
Ciao, mi hanno rubato una polo circa 10 giorni fa vicino Milano.
Volevo chiedere a qualcuno di voi se sapete se questo tipo di macchina si ritrova e dopo quanto in genere, oppure se di solito viene smontata o spedita da qualche parte.
Grazie
Giovanni
107. dino, Lunedì 30 Novembre 2009 ore 13:07
CIAO A TUTTI.....VORREI UN INFORMAZIONE:
COME FACCIO A SOSTITUIRE IL NOTTOLINO D'AVVIAMENTO DI UNA GOLF SERIE 3 CHE E' SITUATO DIETRO LA CHIAVE D'ACCENZIONE???? PREMETTO CHE HO SMONTATO AIR BAG,STERZO,FRECCE MA NON VIENE FUORI IL BLOCCO COME DEVO FARE?? DEVO SVITARE ANCHE IL MILLERIGHE DOVE SI AVVITA LO STERZO ???? GRAZIE
108. gianni, Mercoledì 9 Dicembre 2009 ore 14:18
io ho costruito quattro serrature supplementari per le quattro porte della mia auto comandate da un semplice sensore nascosto sotto l'auto,e credo che è meglio di un qualsiasi antifurto.inoltre il sedile guida rimane spostato tutto avanti ed è bloccato con un sistema da me costruito.inoltre ci ho messo 6 sirene come quelle della polizia e sono meccaniche.Se fosse sollevata,suonerebbero tutte e per disattivarle bisognerebbe aprire la porta
109. giuseppe, Mercoledì 6 Gennaio 2010 ore 20:53
C'è qualcuno che può segnalarmi un rivenditore a Roma dell'antifurto Pit Block già segnalato da Davie 88 (bloccherebbe i tre pedali) e magari anche il costo per una Citroen C4 berlina? Grazie e ...buon 2010 a tutti
110. denis, Venerdì 29 Gennaio 2010 ore 03:41
ho letto attentamente le 109 pubblicazioni.
concordo con la maggior perte dei commenti. Vi do un suggerimento:
www.crimestop.it
questo sistema (le specifiche le posso inviare a chi mi fornisce mail), è , per ora, a prova di bomba! marchiatura vetri con un codice identico a quello spruzzato su almeno 30 parti del veicolo correlato di vetrofania di avvertimento. ricordiamoci che il miglior modo per combattere i furti è far sapere al malintenzionato che un'auto marchiata in almeno 30 parti (lui non sa dove) non è interessante.... i singoli pezzi (cofano, porte, cerchioni, centraline, blocco motore, cavi elettrici, fari, cruscotti, volante, ecc ecc ) non posso essere più utilizzati. Parliamoci chiaro: oggi le auto non si rubano per essere vendute..., si smontano i pezzi per rivenderli. persoanlmente ritengo questo deterrente eccezionale.
ciao. dt