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Colin Campbell, geologo petrolchimico, estese le teorie di Marion King Hubbert il quale, nel 1956, UPDATE disse che gli Usa avrebbero raggiunto il picco di produzione petrolifera nel 1970: cosa vera in parte (vennero scoperti estesi giacimenti), ma sufficiente a dargli fama e gloria.
Qualche decennio fa, Campell disse UPDATE : il petrolio finirà nel 1989. Poi, lo scienziato si accorse che, a quella data, sarebbe rimasta una quantità faraonica di oro nero. Allora rimediò: no, il petrolio finirà nel 1995. Quindi spostò la data più in là: uhm... previsione errata; mi correggo; le ultime riserve si esauriranno nel 2002. Visto che neppure il terzo pronostico andò a segno, sentenziò: niente petrolio dal 2005.
Be', siamo a giugno 2007, e l'oro nero non ne vuol proprio sapere di dare retta all'illustre "professore". Così come spernacchia tutti quelli che, sui mass media e su Internet, in questi anni hanno detto che il petrolio sarebbe finito. Forza e coraggio, Cassandre del petrolio: la mia vicina di casa 94enne gioca la stessa cinquina al Lotto da un'eternità; prima o poi la prende...
Ma perché hanno così successo le Cassandre dell'oro nero?
La ragione principale è questa:
è affascinante parlare della fine del mondo. Niente petrolio uguale economia devastata, Case automobilistiche in angoscia, industrie da riposizionarsi. Insomma, un cataclisma psico-finanziario. Va da sé che gli stessi predicatori del "petrolio finito" siano anche amanti della natura, del verde, dell'energia pulita: insomma, sono adoratori di utopie, come ho già scritto in un post sul bioetanolo. Sbaglia anche il collega blogger Egisto Soldi, di autoinsight, a vedere nel bioetanolo la panacea di ogni male.
C'è invece un altro studio, che però dà molto fastidio alle Cassandre del petrolio: è stato fatto dalla BP, British Petroleum. Ah, direte voi: proprio una ricerca imparziale! Rispondo subito, prima di addentrarmi in quanto dice la BP. Ma scusate, chi li deve effettuare gli studi sul petrolio? Se non un operatore addentro al settore, allora chi ha i mezzi tecnici, economici, logistici per parlare scientificamente di petrolio? Dunque, la BP sostiene che abbiamo petrolio almeno fino al 2050. Previsione che condivido.
Apriti cielo, quando diversi mass media schizzinosi hanno letto una previsione del genere: studiosi, scienziati, sociologi, tutti a dire che no, il petrolio sta finendo, anzi terminerà prestissimo. Ed entreremo in una fase di gravi scompensi sociali. Vedi The Independent, secondo cui la fine dell'oro nero è fissata nel 2011.
Sperando che possa ancora curare io questo blog nel 2011, ci risentiamo in quella data. Comunque, che qualcuno soddisfi una mia curiosità: all'Independent quella profezia chi l'ha rivelata? Per caso, l'uomo che le sta azzeccando tutte, in arte Colin Campbell?ciao a tutti,
non avete mai giocato in borsa?? l oro nero schizzera alle stelle perche la domanda é piu alta dell offerta e chi lo paga di piu l' avra. Quindi il picco é gia stato superato. Se fate alcune ricerche di azioni vedrete che da 20 centesimi di dollaro possono arrivare a 10 dollari, io ne ho avute e ho guadagnato molto, in ogni caso il prezzo salira ed é appena all inizio
Meglio un po pessimisti che ottimisti e poi fare la fine di quelli di New Orleans. Quando si é nella merda poi gli aiuti arrivano poi dove arrivano.
E poi ricordo che il problema saranno le emissioni di CO2, che di sicuro l atmosfera fra un po non potra piu assorbirne,anche se di petrolio ce ne sara ancora ma molto costoso.
L unica uscita é che investono moltissimi soldi nella fusione nucleare l unica fonte inesauribile e pulitissima. Vi ricordo che 1 kg di materia fatto fondere per fusione nucleare, riesce a produrre lo stesso calore che bruciare 2 miliardi di litri di petrolio.
Con un pieno cosi potreste fare 20 miliardi di km in auto.
Io ho un auto che ho modificato e va solo a bioetanolo.
Questo bioetanolo viene fatto in una centrale in svizzera, e come materia prima usano il legno quindi molto ecologico.
In ogni caso molte ditte stanno lavorando moltissimo in ricerche per nuovi carburanti, e trovano cose geniali ogni giorni, io sono positivo pero bisogna far qualcosa, in ogni caso gli americani sono i piu avanti.
ciao
Che il petrolio non sia una risorsa infinita, ne siamo tutti convinti. Di conseguenza è giusto pensare fin da ora come affrontare questa inevitabile evenienza. Ma da qui a fare i catastrofisti un tanto al chilo, ce ne passa!
E' proprio la perdita di credibilità di chi continua a urlare che dopodomani rimarremo senza benzina, ad aver "narcotizzato" la gente su questo problema (oltre ad una certa normale pigrizia). Non fantomatici "lavaggi del cervello": sui media si trovano continuamente tesi catastrofiste, non l'opposto...
A Debora, che è precisa e positiva, direi che ha sicuramente ragione nel valutare la BP come "parte in causa" e dunque credibile fino ad un certo punto, ma le ricordo che lo stesso ragionamento (all'opposto, ovviamente) vale anche per certi ecologisti da salotto che si scagliano contro le auto per partito preso, anche se poi vanno in giro in Mercedes 6000... Quindi direi che bisogna mediare un po' le due posizioni estreme, giusto? Ma bene fa Alessandro, dunque, a citare anche l' "altra campana".
Sono i dati delle compagnie stesse a dare ragione al problema del picco. E in ogni caso la logica potrebbe bastare: il petrolio è una risorsa finita.
In ogni caso, la percentuale di "illusi della crescita infinita" e dello status-quo inattaccabile sono segno che il lavoro di plagio delle menti e del "comune pensare" da parte del baraccone massmediatico funziona bene.
Purtroppo.
la verità? le cassandre odianoi auto e automobilsti. e sperano: niente petrolio, niente auto. poverini... ipocriti
Cassandre noiose e petulanti, siete senza argomenti di fronte ai fatti: le vostre previsioni catastrofiche sono spazzatura. Capito, Moreno? Bravo blogger Merolla.
Ale, hai perfettamente ragione. C'è chi semina terrore. Bravissimo.
Il bistrattato Colin Campbell ha, oggi, una sessantina d'anni. Nel 1956 faceva la quinta elementare. Dubito che fosse così geniale da calcolare produzioni petrolifere... :D
Il teorico del picco è Marion King Hubbert, morto da quel dì. Colin Campbell non ha scoperto nulla, si limita (assieme a decine di altri scienziati che come lui hanno lavorato trent'anni per compagnie petrolifere) a cercare di prevedere la produzione futura sulla base dei dati attuali, in costante evoluzione. Fa conti, in sostanza: un lavoro che qualcuno deve pur fare. Non essere grande profeta di grande catastrofe.
Quanto alla BP, se dicono "tanto petrolio" loro azioni salgono, se dicono "poco petrolio" loro azioni scendono. Secondo te quale opzione scelgono?
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alle 23:57
michele
Ma caro mio blogger ma dove vivi?? prima di fare certi commenti informati! Il geologo Colin Campbell porta avanti una teoria che è quella di Habert, si tratta della fine del petrolio a basso prezzo!! Non la fine del petrolio in assoluto (che tra l'altro non avverà mai: in quanto gli ultimi barili di petrolio non si potranno mai estrarre perchè costerà più energia di quanto sia contenuta nei medesimi) informati sulla teoria del picco del petrolio!! c'è tanto da leggere! ciao
P.S
Per un geologo come Colin Campbell non è mai facile dare previsioni in quanto la situazione petrolio è dettata da tante variabili: domanda, offerta, costo, popolazione, economia, geopolitica, politica, tecnologia ecc... L'unica cosa certa è che il petrolio, quanto abbondante sia, è una risorsa finita!