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Stefano Mannacio sulle tariffe Rca

Alessandro Merolla avatar Lunedì 25 Giugno 2007, 23:22 in Rc auto di Alessandro Merolla

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Consentitemi di ringraziare chi sta alzando il livello qualitativo del presente blog con commenti interessantissimi. Non posso fare a meno di postare quello di Stefano Mannacio, un numero uno del settore Rca. È il commento più recente (sto scrivendo alle 23 di lunedì) del post sullo scontro Assicurazioni versus assicurati: da leggere, così come i commenti. Mannacio risponde a Renzo, secondo cui - sintetizzo brutalmente - in Italia ci sono troppi assicurati che fanno i furbi.

Caro Merolla,

rispondo al signor Renzo, il quale conosce bene la materia, con alcune considerazioni.

La prima è che nella delicata materia del risarcimento del danno alla persona circolano diritti costituzionalmente garantiti e valori economici sottostanti. Esiste la speculazione e l'attività fraudolenta, probabilmente in misura anche superiore alle statistiche prodotte dall'Isvap (3% dei sinistri per un numero di 90.000 casi). Tale attività non è stata mai combattuta abbastanza dalle Compagnie che preferiscono, appunto, scaricare i costi delle frodi sui prezzi. Questo non significa che tale atteggiamento possa cambiare in futuro. Un breve segnale di inversione di tendenza è la richiesta di finanziare una agenzia antifrode pubblica, ma non è detto che si realizzi in breve tempo.

L'introduzione della procedura di indennizzo diretto potrebbe peraltro aumentare frodi e speculazioni, ma d'altra parte contribuirà a una sensibile riduzione dei risarcimenti medi, posto che al danneggiato non è più riconosciuto il diritto all'assistenza nella fase stragiudiziale, affidata totalmente al debitore con tutti i conflitti di interesse del caso.

Ciò premesso, non è comunque generalizzabile, come pare a Renzo, la litania sul collo "disonesto" degli italiani, tipica delle Compagnie, sempre lamentose. Bisogna invece prendere in considerazione il fatto che i valori dei risarcimenti per i "famigerati" colpi di frusta si sono, in molte zone d'Italia, più che dimezzati dopo il varo della legge 57/01 e che sono state elaborate delle tabelle medico legali molto restrittive nel 2003, dove a un colpo di frusta non può essere attribuito un valore percentuale superiore al 2% di invalidità permanente salvo ulteriori e complessi accertamenti clinici. Queste norme,

unitamente a un calo della sinistrosità, hanno già ridotto il costo dei risarcimenti contribuendo a migliorare sensibilmente l'utile tecnico delle Compagnie passando da perdite nel 1999 a utili miliardari nel 2005. Utili che, a causa della struttura non concorrenziale del mercato italiano - concentrato su pochi attori che non hanno alcun interesse a farsi la guerra - non viene ridistribuito sugli assicurati in termini di riduzioni tariffarie.

foto schoolfoundations  

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4 commenti
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27 Giu 2007
alle 11:28

renzo

Un saluto a Simone ringraziandolo dell'intervento     

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27 Giu 2007
alle 11:28

renzo

Difatti Simone lei citava anche altre entità non solo gli agenti nel suo post precedente, e, come ho ribadito, io mi son permesso di soffermarmi solo sul giudizio relativo a quest ultimi. Al di là delle decisioni ed i consigli dello SNA, a cui non tutti aderiscono e non in tutte le esternazioni, come in tutte le categorie produttive c'è chi opera professionalmente e chi meno, non sono qua a sindacare su questo. Ci sarà chi non presta un'assistenza estesa (gratuitamente e non remunerata dalla compagnia, e perciò lascerei volentieri fare questo a legali ed agenzie di infortunistica) ma NON di sicuro il rifiuto o la persuasioe a non aprire il sinistro come lascia presagire la frase: "si sono eretti a paladini della nuova normativa dando anche "accattivanti" consigli ai loro assicurati del tipo.."ma tanto non prendi nulla"..."ma che ti metti a fare"...."ma non ne vale la pena"....molti non hanno ancora compreso "...la persuasione a non aprire il sinistro sarebbe causa di revoca per giusta causa volendo sottilizzare, e tra l'altro per incidere positivamente sul rapporto sinistri/premi bisognerebbe applicare tale comportamento sistematicamente, e non solo in qualche caso sporadico.

Sull'esistenza degli agenti "perchè lo vogliono le compagnie": bè non conosco il contesto commerciale in cui opera Simone, tuttavia vale sempre la regola del target clientelare...ci sono coperture e clienti che ben si prestano alla gestione online (vedi rca) ma altrettante in cui il cliente chiede la consulenza personalizzata  leggermente superiore a quella ricevuta al telefono (in paesi con una vasta penetrazione dell'offerta online come l'Inghilterra, permangono le figure degli intermediari per i rischi retail/corporate nonchè le tutele previdenziali). Di certo assisteremo ad una riduzione del numero di agenzie sul mercato italiano a seguito di accorpamenti causa esigenze di redditività        

A scanso di equivoci che possano far pensare al mio discorso come eccessivamente tendenzioso, specifico che nella mia carriera ho operato per conto di una compagnia telefonica nonchè un agenzia di pratiche infortunistiche 

2
27 Giu 2007
alle 09:11

simone

Rispondo al Signor Renzo senza alcun tipo di polemica, solo per sottolineare che mi dispiace pensare che le mie parole scritte abbiamo fatto credere ad un attacco nei confronti degli agenti di assicurazione con cui io lavoro e che molto spesso sono professionisti preparati e seri, però lasciatemi dire che anche loro hanno le loro colpe....se non mi ricordo male un sindacato degli agenti di asicurazione aveva esortato i loro iscritti ad applicare  l'indennizzo diretto limitandosi a fare solo lo stretto indispensabile (visto che le compagnie avrebbero caricato le agenzie senza dare alcun rimborso per il lavoro extra svolto), invece molti si sono eretti a paladini della nuova normativa dando anche "accattivanti" consigli ( e sono sicuro non è il caso del Signor Renzo)ai loro assicurati del tipo.."ma tanto non prendi nulla"..."ma che ti metti a fare"...."ma non ne vale la pena"....molti non hanno ancora compreso che gli agenti e le agenzie ancora esistono perchè lo vogliono le compagnie ma, come anche per i periti, la strada è segnata! il taglio delle spese oggi ha colpito gli avvocati e le infortunistiche stradali ma il cammino è appena iniziato! l'indennizzo diretto ha tolto quella garanzia all'assistenza che porta dritti alle cause in tribunale...il danneggiato fa da se e poi si ritrova in un secondo momento a dover ricorrere al legale e i costi e i disagi lievitano...riflettete sul fatto che un danno risolvibile in via stragiudiziale ad esempio con 2500 euro, in causa alla compagnia costa circa 10000 euro fra oneri e accessori vari, ma evidentemente nel calderone a loro conviene così, tanto trovano chi si accontenta e non ha tempo e voglia di aspettare i tempi della giustizia italiana; la verità è che con l'indennizzo diretto hanno messo la volpe a guardia del pollaio! noi continuiamo ad assistere i danneggiati perchè crediamo nel nostro lavoro e siamo certi che il danneggiato abbia bisogno del nostro aiuto e agli agenti di assicurazione dico: date il vostro aiuto ai danneggiati senza guardare troppo al rapporto sinistri/premi e consigliate per il meglio i vostri assicurati anche se a volte si è costretti ad ammettere che c'è bisogno dell'intervento di un professionista del settore infortunistica stradale o di un legale; ad ognuno il suo lavoro...gli agenti di assicurazione dovono fare il commerciale, gli esperti di infortunistica e i legali devono assistere il danneggiato, solo così chi ha diritto al giusto risarcimento avrà tutta l'assistenza che gli occorre! e vi prego non facciamo passare le compagnie di assicurazione come aziende in  passivo o come enti assistenziali, hanno tanti soldi che possono fare una guerra (lo dimostrano i soldi spesi per la campagna pubblicitaria a favore dell'indennizzo diretto), hanno le banche e hanno la possibilità di influenzare l'informazione! Grazie per la possibilità che mi concedete per esprimere la mia modesta opinione,  un saluto e un buo lavoro al Signor Renzo e al grande Mannacio.

 

1
26 Giu 2007
alle 11:02

renzo

Ringrazio Mannaccio e sono onorato per il competente commento al mio pensiero. Di sicuro il ramo non è in rosso come spesso alcune voci tenterebbero di far credere, ma non fraintendetemi, la mia NON voleva esser l'apologia delle compagnie, ma piuttosto di chi fra i consulenti opera secondo professionalità e competenza. Perciò mi son concentrato, senza rancore, unicamente sulle frasi riportate dal sig. Simone realtive alla figura dell'agente.

Il caso truffe non è senz'altro il responsabile del rincaro delle tariffe sono d'accordo, e l'immagine del cliente che sogghigna con l'assegno vantandosi di aver "finto" il colpo di frusta è una mera provocazione (un colpo di frusta da 3 punti di invalidità comporta postumi non trascurabili in termini di fastidi e malesseri). Il ramo RCA è un universo complesso, sul quale gravano una molteplicità di variabili è un discorso sicuramente esemplare. Si innestano sicuramente come ricordato diritti costituzionalemtne garantiti come il danno biologico disciplinato nel dettaglio dalla 57/01, la sinistrosità di alcune zone, la necessità di una perequazione territoriale, la personalizzazione delle tariffe, le problamtiche inerenti la ricambistica dei vieicoli e la necessità di un numero maggiore di ore per il ripristino, la viabilità, etc. 

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