Ticket di Milano: 10 passi indietro nel Medioevo

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Con l'introduzione del periodo di prova del ticket, Milano fa un salto indietro nel tempo, piombando in pieno Medioevo. Si tratta del pollution charge (tassa sull'inquinamento). Chi vorrà entrare nella cerchia dei Bastioni nei giorni feriali dalle 7 alle 19 dovrà pagare un ticket suddiviso in tre fasce (in base alle emissioni di polveri sottili): 2, 5 e 10 euro.

Esentati: moto e ciclomotori, veicoli a benzina Euro 3 e Euro 4, diesel Euro 4 (forse, ve lo dirò con certezza fra breve), veicoli elettrici, ibridi, a Gpl e metano.

Pagano 2 euro: i veicoli a benzina Euro 1 ed Euro 2; i residenti avranno un pass annuale da 50 euro.

Pagano 5 euro: i veicoli a benzina Euro 0, diesel Euro 1, 2 e 3, i veicoli commerciali a benzina Euro 0 e diesel Euro 3 e 4; i residenti avranno un pass annuale da 125 euro.

Pagano 10 euro: i veicoli a gasolio Euro 0 e veicoli commerciali diesel Euro 1 e 2; i residenti avranno un pass annuale da 250 euro.

Nelle casse del Comune entreranno 40 milioni di euro. Il sindaco Letizia Moratti è soddisfatto. Dove finiranno quei soldi? Verranno usati per il potenziamento dei mezzi pubblici, dei parcheggi e dei 43 varchi elettronici. Altro obiettivo: ridurre lo smog.

Ecco quali sono, secondo me, le 10 conseguenze drammatiche del ticket.

1) Gli automobilisti verranno spennati vivi. Facciamo i conti in tasca a un non residente che entra nella zona a pagamento di Milano con una Euro 0 a benzina: 5 euro per 5 giorni per 4 settimane, fa 100 euro al mese; cioè 1.200 euro l'anno. Che botta! Senza considerare il costo eventuale delle autostrade e delle tangenziali per raggiungere Milano, e quello del parcheggio in città.

2) I sindaci dell'hinterland potranno vendicarsi. Anche loro imporranno ticket. Così chi attraversa più Comuni dovrà pagare diversi biglietti. C'è il rischio che i 188 Comuni della provincia dicano: bene, anche chi entra nella mia zona paga il pedaggio. Una giungla di tasse.

3) Si mettono le mani nelle tasche di chi non può permettersi auto nuove e magari fatica a pagare il carburante. Trattasi dello scotennamento del poveraccio.

4) Chi abita fuori viene discriminato: è proprio come un balzello medievale.

5) Ci sono già due gabelle sullo smog pagate da chi guida: il bollino blu e la tassa di proprietà (il cosiddetto bollo). Il pedaggio sarebbe una terza tassa, e ancora sull'inquinamento: un'esagerazione. Senza considerare che già paghiamo le tasse sul carburante (le accise). E poi?!

6) Il gettito del pedaggio finanzierebbe i mezzi pubblici, rendendo la città meno trafficata e meno inquinata. Già, ma i futuri varchi elettronici e sistemi di controllo avranno pure un prezzo…

7) Il traffico diminuirà a Milano, ma crescerà nell'hinterland. Dove i parcheggi sono scarsi e i collegamenti dei mezzi pubblici non all'altezza. Milano non è stata minimamente preparata all'introduzione del pedaggio. Prima di far pagare il ticket, le altre città del mondo avevano costruito parcheggi adeguati vicino agli accessi all'area controllata. A Milano no.

8) Parliamo di salute. Chi non vorrebbe vivere in città con aria meno inquinata? Ma i provvedimenti anti-smog dovrebbero essere meglio strutturati: controllo delle caldaie e sostituzione di quelle vetuste; riscaldamento con un limite di calore; eliminazione dei mezzi pubblici vecchi e "fumosi". Poi, oltre a questo, si può imbastire un piano che riguardi anche emissioni dei veicoli, car sharing, infrastrutture, strade, parcheggi.

9) Milano vuole seguire l'esempio di Londra, dove il ticket è in vigore dal 2005, e oggi costa otto sterline (12 euro). In realtà, il ticket vale soltanto per l'area centrale della capitale inglese. Inoltre, la rete metropolitana è efficientissima e il rapporto fra qualità del servizio e prezzo del biglietto ottima. Prima di attivare il road pricing, Londra ha quasi raddoppiato il trasporto pubblico. Mentre per i mezzi pubblici di Milano, ritardi, affollamento, sporcizia, ed eccessivo caldo estivo sono all'ordine del giorno.

10) Criticherei il pedaggio anche se a introdurlo non fosse un sindaco di centrodestra (la Moratti), ma di sinistra. Infatti, esentare (in parte) i residenti dal ticket mi pare una soluzione di comodo. Così chi governa il capoluogo lombardo perde poco consenso da parte dei milanesi. Invece, non si cura minimamente delle spese che i non residenti dovranno sostenere. Ogni decisione ha un costo politico (magari basso, ma tangibile): quella di introdurre un ticket comporta rischi bassi. Se il sindaco Moratti impone una tassa solo sui milanesi, questi possono decidere in futuro di votare diversamente; col pedaggio, invece, il Comune di Milano chiede ai propri elettori il mandato a tassarne altri di città diverse.

Comunque desidero sapere che ne pensate.

Ah, nel sondaggio la parola è scritta si'. Purtroppo dpolls (che pure è validissimo) non riconosce le lettere accentate. Ci tengo molto alla correttezza del mio blog, sicché mi scuso dell'errore forzato. Inoltre, vi prego di segnalarmi qualsiasi tipo di inesattezza troviate nei post: qui

 

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