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Assicurazioni&Bersani: commenti boom di Renzo Fain Binda e Stefano Mannacio

Alessandro Merolla avatar Sabato 8 Dicembre 2007, 10:04 in Politica, Rc auto di Alessandro Merolla

atomic%20bomb.jpgRca salate: qualche giorno fa, ho scritto della lotta Governo-Compagnie. Hanno commentato Renzo Fain Binda (importante consulente assicurativo) e Stefano Mannacio (uno dei massimi esperti di Rca). Sintetizzo brutalmente il loro pensiero: lo trovate in corsivo.

Renzo Fain Binda ha scritto quanto segue.

1) Ogni istituzione propone la sua statistica. Ania (rappresenta le Assicurazioni) dice che le tariffe sono diminuite dello 0,38%. Isvap (vigila sulle Assicurazioni) dice che c'è stato un rincaro del 7,5% su alcune fasce d'età. Il Governo ammette: "Non abbiamo dati".

2) Ricordate che non sarà l'abolizione dell'obbligo di disdetta o la moltiplicazione delle note informative a tutelare il cliente e a farlo risparmiare. Ci ritroviamo solo con cataste di carta consegnate al cliente: il contratto diventa più "complicato" anziché più "semplice".

3) Il futuro mega-preventivatore online non tiene conto delle flessibilità che ciascun intermediario sul territorio può applicare e tantomeno permette un paragone fra tariffe diverse (non è corretto considerare solo il premio e trascurare la presenza di franchigie nel paragone fra tariffa bonus malus e mista).

Stefano Mannacio
ha scritto quanto segue.

Il Cncu, pomposamente denominato Consiglio nazionale consumatori e utenti, presieduto da Pier Luigi Bersani (ministro dello Sviluppo economico), ha contribuito a far varare un quadro normativo, nel campo della Rc auto che, negli ultimi sei anni, ha prodotto tre disastri.

1) Ha ridotto la possibilità per le Vittime della strada (che hanno subìto lesioni fisiche) di ottenere giusti ed equi risarcimenti, tramite l'approvazione di leggi e decreti che ne hanno eroso il valore economico e con il varo di restrittive tabelle medico legali frutto dei lavori di commissioni ministeriali presidiate da fiduciari di Compagnie.

2) Ha contribuito a far esplodere gli utili delle Compagnie, i cui bilanci (dati Ania) dal 2000 a oggi sono passati da una passività di 1,3 miliardi di euro a un attivo di 1,3 miliardi di euro.

3) Ha eliminato una conquista particolare, quella sì consumeristica: il diritto delle Vittime della strada a farsi assistere gratuitamente da un professionista nella delicata fase stragiudiziale.

Tutto ciò è avvenuto e avviene in una cornice di mirabolanti pirotecnici aumenti dei premi assicurativi, denunciati dalle stesse associazioni dei consumatori e, recentemente, dall'autorità di controllo, altro "nume tutelare" dell'indennizzo diretto.

Ricordiamo inoltre al Cncu e al suo Ministro-Presidente Bersani che, grazie alle norme sostenute e approvate con maggioranze trasversali, si è favorito un vorticoso processo di concentrazione del mercato assicurativo, attualmente dominato da quattro grandi operatori. Questi, comportandosi come razionali attori in un contesto di oligopolio di fatto, hanno puntualmente trasformato i risparmi conseguiti (sia dai minori risarcimenti sia dallo smantellamento delle controparti professionali) in succulenti profitti, come manna piovuta dal cielo.

Qual è la punizione che il ministro Bersani pare desideri infliggere alle Compagnie, che ora minacciano ulteriori aumenti?

Vuole forse rispolverare il famoso decreto blocca-tariffe del 2000 che, pochi lo ricordano, conteneva un articolo vergognoso e beffardo sul risarcimento del danno alla persona?

Oppure, nel silenzio assordante del Cncu, vuole accelerare il varo della tabella medico-legale ed economica per le lesioni gravi e gravissime che, dagli elementi in nostro possesso, provocherà ulteriori e pesanti decurtazioni dei risarcimenti anche per le Vittime della strada meritevoli di maggiore tutela?

Non sarebbe meglio, già in sede di approvazione del Bersani ter, eliminare la procedura di indennizzo diretto senza ulteriori tentennamenti? Esistono, su tale materia, articolati progetti di legge.

Di una liberalizzazione c'è un bisogno immediato e consiste nell'eliminazione, possibilmente già in finanziaria, dell'articolo 136 del Codice del consumo che istituisce il Comitato nazionale consumatori e utenti, lo fa presiedere da un ministro e addirittura

lo colloca in un ministero.

Ricordiamo che proprio Ralph Nader, padre della Class Action, invitato in Italia a ritirare un premio, ha recentemente dichiarato che le Associazioni dei consumatori non devono essere assolutamente collegate al governo.

Suggerimento di cui il legislatore dovrebbe assolutamente fare tesoro.

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