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Ecopass e multe a Milano: la disperazione dei martoriati delle Zone a traffico limitato

Alessandro Merolla avatar Lunedì 9 Giugno 2008, 18:07 in Ecopass, Multe, Ricorsi di Alessandro Merolla

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Non accuso Milano di averlo fatto apposta. Denuncio soltanto che adesso il capoluogo lombardo (e chi vi lavora abitando fuori città) è pieno di disperati, costretti a far debiti per pagare le multe.

Dunque, è successo questo. A gennaio 2008, è partito l'Ecopass. Per conoscere la Zona a traffico limitato dove si paga il ticket d'ingresso leggi i cartelli stradali. Oppure vai sul sito specifico.

Allora, uno paga l'Ecopass e poi entra nell'area benedetta.

Perfetto. Però proprio in quei giorni Milano ha proibito l'accesso ai mezzi privati in nuove strade, consentendo l'accesso ai mezzi pubblici e basta: altre Zona a traffico limitato, diverse da quella Zona a traffico limitato che è l'area Ecopass. E il Comune come segnala la suddetta Zona a traffico limitato, detta Ztl, ai mezzi pubblici? Con un segnale.

Tutto in regola. Tutto come previsto dal Codice della strada.

Tuttavia, seguitemi in questa scena atroce.

Io pago l'Ecopass e voglio entrare nella Zona a traffico limitato equivalente all'area Ecopass, in una strada da sempre consentita ai mezzi pubblici. Poi mi imbatto in un cartello che dice "Zona a traffico limitato". Posso entrare in quella strada? Il buon senso dice sì: è una Zona a traffico limitato, ossia permessa soltanto a chi paga l'Ecopass.

Invece, a distanza di mesi, ecco la batosta terrificante. Multe a ripetizione. Motivo: "Circolava nella corsia riservata ai mezzi pubblici benché agli accessi fossero esposti i segnali indicanti il divieto". Sanzione di 81 euro tutto incluso.

Cavolo, per non dire peggio.

Adesso immaginate - perché è davvero successo - che una persona, in perfetta buona fede, sia transitata una, cinque, cento volte in una Zona a traffico limitato ai mezzi pubblici dopo aver pagato l'Ecopass. Gli stanno arrivando a casa le multe: una, cinque, cento. Da moltiplicare per 81 euro.

La soluzione. Inginocchiarsi di fronte a un Giudice di pace dotato di sufficiente elasticità mentale per capire che sei in perfetta buona fede, che non l'hai fatto apposta, che hai pagato l'Ecopass, che quella strada era da sempre consentita ai mezzi privati, che i cartelli li guardi sempre con attenzione, che - insomma - secondo te quella multa, quelle multe, sono davvero ingiuste, che per fermarti a leggere meglio il nuovo cartello (posizionato proprio in occasione dell'esordio dell'Ecopass) avresti dovuto rallentare, frenare, mettere il naso all'insù, rischiare di subire un tamponamento o di provocarne uno a catena, mettere a repentaglio la sicurezza stradale.

Mi spiace: non 

esiste altra soluzione per non pagare. Andare dal Prefetto? No! Il Prefetto stabilisce soltanto se c'è un vizio di forma, che in questo caso non esiste.

Casomai, occorre mostrare al Giudice di pace le foto dei cartelli al momento dell'infrazione. Già, ma se quei segnali ora son cambiati e sono molto più chiari, come fai a dimostrare che eri in buona fede?

Purtroppo, la frittata è fatta. Il Comune di Milano, senza alcuna colpa, incasserà i vostri quattrini. Non l'ha fatto apposta. 

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