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“Rca: le associazioni dei consumatori hanno le idee un po’ confuse”, parola di Stefano Mannacio

Alessandro Merolla avatar Sabato 5 Luglio 2008, 00:06 in Politica, Rc auto di Alessandro Merolla

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Un fiume in piena: Stefano Mannacio, 39 anni, uno dei massimi esperti di Rca, nonché collaboratore del Centro tutela consumatori-risparmiatori, quando si parla di Rca e associazioni dei consumatori "governative" straripa.

Stefano, qual è l'associazione più prestigiosa in fatto di Rca?
"Mi risulta difficile, se non impossibile, attribuire tale qualità. Al massimo, ci sono le associazioni più mediatiche che ormai quasi infestano i palinsesti televisivi come Federconsumatori e Adiconsum. Un'altra è l'Adusbef, la quale ha addirittura un presidente-senatore, Elio Lannutti, che combatte i conflitti di interesse di tutti gli altri senza rendersi conto del suo. Vedi, in Italia c'è un problema che mina profondamente l'indipendenza delle principali associazioni dei consumatori. Queste, infatti, fanno parte del Cncu, Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti (1998), che ha sede al ministero dello Sviluppo economico ed è presieduto dallo stesso ministro o da un suo delegato. Il ministero ha erogato negli ultimi anni decine di milioni di euro alle associazioni dei consumatori per progetti di utilità sociale. Difficile che poi le associazioni si schierino contro le decisioni del Governo...  Inoltre, per difendere i consumatori, le associazioni concertano con sindacati, da cui alcune derivano, e il Governo di cui fanno parte. Una mostruosità".

Allora le associazioni come dovrebbero aiutare i consumatori?
"Dovrebbero seguire il modello anglosassone di consumerismo: associazioni no profit di servizio che si avvalgono dell'esperienza di professionisti indipendenti. La narrativa americana ci fornisce molti esempi, grandi studi di avvocati, para-legali e periti. Certo, in Italia non esiste ancora la class action e il concetto di danno punitivo. La class action all'italiana che ci sarà a gennaio abilita automaticamente le associazioni del Cncu, rendendo, in ultima istanza, lo strumento soggetto al controllo politico. Mi fermo qui ma è facile immaginare come tale controllo può essere esercitato".

Ma per quanto riguarda le Rca, a me pare che le associazioni si diano tanto da fare per tutelare i cittadini...
"Il problema è per cosa si danno da fare e per chi. Infatti, per esempio, le Compagnie stesse finanziano la formazione e le strutture tecniche dei conciliatori delle associazioni (ovvero delle loro stesse controparti). Quanto pugnaci possano essere è facile immaginare. Inoltre, le associazioni del Cncu hanno firmato due intese con le assicurazioni dove, in cambio di una promessa non mantenuta di riduzione dei prezzi, hanno dato l'avallo a misure che hanno ridotto per legge i risarcimenti per le vittime della strada e quindi i costi delle imprese. Infine, quando è stato istituito l'indennizzo diretto, che ha abolito il diritto all'assistenza professionale (ora l'assicurato, per difendersi, deve pagarsi il professionista), le associazioni erano favorevoli. Adesso, per giunta, i premi assicurativi sono ancora in aumento e i presidenti delle associazioni dei consumatori protestano perché le Compagnie hanno trasferito i risparmi conseguiti dalla nuova procedura in profitti. In questo teatrino farei i tre nomi da podio: Landi dell'Adiconsum, Trefiletti di Federconsumatori e il già citato Lannutti dell'Adusbef. Il caso recente del Patto per i giovani è poi da manuale. Frutto di un accordo tra Consumatori e Ania, permette sconti non quantificati  per i giovani che promettono di essere bravi alla guida, mentre esiste già la norma, buona o cattiva che sia, della legge Bersani: questa consente ai giovani, senza promesse o atti di contrizione, di acquisire la classe di merito del padre. Insomma, fumo negli occhi, propaganda".

Ci sarà pure una soluzione...
"Potenziare e pubblicizzare il ruolo delle agenzie governative ad hoc e smantellare il Cncu obbligando le associazioni valide a camminare da sole. I prezzi, soprattutto quelli soggetti a tariffe regolamentate o ‘di fatto', scontano le vischiosità e le inefficienze dovute ai

piccoli e grandi oligopoli, pubblici o privati, di cui è fatta l'economia italiana: è il caso delle Assicurazioni. Di questo le associazioni dei consumatori dovrebbero occuparsi seriamente: concorrenza, concentrazione sul mercato delle grandi imprese, bilanci e di temi importantissimi come proprietà intellettuale, biotecnologie, nutrizione e tutela della vita umana. Ma se fossero veramente ‘toste' andrebbero in TV a sbranare i pesci piccoli e gracchiare contro quelli grossi? Continuerebbero a ottenere finanziamenti pubblici?".

Nota a margine: i commenti di questo post sono a disposizione di tutti, associazioni dei consumatori (e relativi esponenti) inclusi. Allo stesso modo, chi vuol farsi intervistare da me (per dire la propria su questo argomento o per "rispondere" a Mannacio) può contattarmi via mail: è nel profilo.

4
4 commenti
4
07 Lug 2008
alle 17:26

renzo

Più che bugie parlerei di strutture legislative che non corrispondono alle aspettative, o meglio devono esser affinate per condurre ad un miglioramento del sistema RCA

3
07 Lug 2008
alle 13:29

cesare baraldi

ritengo che le compagnie assicurative sono come i "lupi" cambiano il pelo e non il vizio, per vizio intendo e mi riferisco alle bugie che spero abbiano le gambe molto corti.

2
05 Lug 2008
alle 12:33

Riccardo Nicotra

Min istro Bersani, si difenda, dimostri alla ASSIMOCO Ass.ni spa che ciò che hanno scritto sulla lettera inviata all'associato della "Lega Consumatori" -vedi commento 1- non è vero, e che c'è qualcuno che bara. Che si indaghi su questo qualcuno sia che sia una persona fisica od una persona giuridica. Ministro Bersani, non si faccia mettere i piedi addosso, reagisca!

1
05 Lug 2008
alle 09:26

Remigio del Grosso - Lega Consumatori

In effetti, ho le idee un po' confuse dopo che la compagnia Assimoco ha inviato ad un nostro associato la seguente comunicazione: << Le norme che hanno istituito l'indennizzo diretto stanno provocando un aumento generalizzato delle tariffe R.C.Per effetto del Decreto Bersani, per le compagnie vi è stato un bilancio negativo tra i premi riscossi ed i sinistri pagati, principalmente nel settore "ciclomotori e motocicli".Pertanto per il rinnovo della polizza del suo motociclo, le proponiamo un aumento del 107% >>.

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