Indennizzo diretto: la rispostona di Stefano Mannacio
Pubblicato da Alessandro Merolla alle 00:48 in Rc auto
Subisco un incidente senza colpa. La Compagnia mi offre - entro i termini di tempo di legge - un risarcimento di 5.000 euro. Rifiuto e mi avvalgo di un professionista per farmi aiutare: che cosa può succedere? Risponde, per farci capire come stanno le cose, Stefano Mannacio, uno dei massimi esperti di Rc auto. Persona che per le sue affermazioni scomode sul settore assicurativo dà fastidio a parecchi personaggi illustri. Se siete addentro alla questione (avvocati o periti di infortunistica stradale o consulenti assicurativi o agenti assicuratori) oppure se volete dire la vostra da semplici osservatori, lasciate un commento. Mannacio è in corsivo.
Se il professionista valuta che vi sia una ragionevole ipotesi di ottenere una differenza tra il risarcimento offerto e quello che si può ottenere, allora si aprono due strade.
La prima è che il professionista vi prospetti un tentativo di ottenere una differenza senza fare causa. In questo caso i costi ammonteranno a una percentuale del danno. Esiste peraltro un parere dell'Ania (Assicurazioni), non vincolante tra le imprese, ma pur sempre una fonte autorevole, in cui gli onorari stragiudiziali si contano sull'ammontare dell'intero danno ripristinando di fatto il pieno diritto alla tutela del danneggiato.
Faccio un esempio di cosa significa il parere. La Compagnia offre 4.000 euro, il danneggiato non l'accetta e va da un patrocinatore o avvocato che ottiene invece 5.000 euro senza fare causa. La frase del parere significa dunque che gli onorari stragiudiziali non si calcolano sulla differenza (diciamo 10% di 1.000 euro che è la differenza ottenuta = 100 euro), ma sul totale del danno trattato che è di 5.000 euro (e quindi 500 euro di onorari).
C'è un però grande come una casa nel ricorrere all'assistenza di un professionista a giochi fatti. Il grande trucco dell'indennizzo diretto, infatti, è "fare a polpette" il danneggiato nella fase istruttoria (la più importante), affidata solo all'assistenza tecnica della Compagnia; che, da una parte, deve fornire tutta l'assistenza tecnica per erogare il risarcimento più equo e dall'altra fare quadrare i propri bilanci. Anche nel migliore dei mondi possibili, con gli operatori più corretti, è un conflitto di interesse insanabile che può portare a profonde ingiustizie.
Infatti, tale sistema può portare, in sostanza, a focalizzare gli interessi sui danneggiati di serie A (quelli che hanno un grosso portafoglio di polizze) e, magari, trascurare quelli serie B (quelli che hanno solo una polizza Rc auto).
Insomma nella fase istruttoria le Assicurazioni trattano il danneggiato in modo unilaterale, fanno il bello e il cattivo tempo.
È il momento in cui "la volpe è a guardia del pollaio" oppure, come ha detto Renzo Fain Binda, un professionista illuminato, è il momento in cui un cliente chiede all'oste se il suo vino è buono.
Ma vediamo a quali componenti di danno si ha diritto e come, in definitiva, sia difficile calcolarle e, soprattutto, trattarle senza una preparazione ad hoc.
Per risarcire il danno materiale, la Compagnia, per esempio, può stentare a riconoscere il cosiddetto "fermo tecnico", un risarcimento dovuto al disagio subìto dal tenere fermo il mezzo in riparazione o a informare del diritto al noleggio, in tale periodo, di un mezzo analogo.
Esiste anche un grosso problema quando, avendo un incidente, i costi della riparazione del mezzo esorbitano il valore della nostra macchina. Infatti, la Compagnia risarcisce solo il valore economico del mezzo, ma lo determina quasi sempre sulla base di una media delle rivista di riferimento del settore Eurotax Giallo, che indica il prezzo di vendita delle autovetture usate, e Eurotax blu che, invece, stabilisce il prezzo di ritiro delle autovetture usate.
Esiste poi un'altra famosissima rivista di riferimento che, per i valori di vendita, fornisce prezzi più alti e, sostanzialmente, più realistici. Tale valore medio può andare bene per le polizze furto o incendio, non certo per la Rc auto in quanto, per i danneggiati, vale il principio della riparazione integrale del danno.
In caso di demolizione del mezzo, il danneggiato ha comunque diritto anche ai costi di reimmatricolazione di una vettura nuova e anche il costo per reperire un altro automezzo (il cosiddetto Fram). Tale voce di danno non viene certo riconosciuta volentieri dalle Compagnie. Se poi nel sinistro vi sono problemi di responsabilità, autorità intervenute sul luogo, è evidente che la situazione si complica e i tempi di risarcimento si dilatano.
Se possono esservi problemi a risarcire pienamente un danno materiale, nonostante le Compagnie e le associazioni dei consumatori di Stato lo ritengano quasi un gioco da ragazzi, per le lesioni la questione si fa serissima. Infatti, se ci siamo curati solo seguendo i consigli del proprio debitore (la Compagnia assicuratrice), magari in modo frammentario, e si è già andati a farsi visitare da un medico della Compagnia, senza magari sapere che si ha diritto anche a essere visitati da un proprio medico di parte, la frittata potrebbe essere fatta.
Ottenere un'ulteriore differenza potrebbe essere difficile e una causa potrebbe rappresentare qualche insidia, senza contare i tempi della giustizia italiana ormai paragonabili alle ere geologiche.
I tempi lunghi giocano a favore del debitore (la Compagnia), che non ha certo fretta di pagare, demoralizzando le aspettative del creditore (la Vittima della strada) di ottenere un risarcimento in tempi ragionevoli.
Per avere una visione chiara, c'è [in basso: clicca per ingrandire] una tabella dove si può apprezzare quanto può valere, in termini monetari una lesione.
Prima di tutto si può notare che le famose lesioni lievi, campo di applicazione dell'indennizzo diretto, così lievi non sono e la differenza tra il minimo del risarcimento ed il massimo può essere notevole. Su tali differenze la Compagnia può giocare liberamente se la controparte è un danneggiato privo di un'adeguata conoscenza di una materia complessa.
Le tabelle in questione sono peraltro il frutto di una involuzione legislativa che ha portato dal 2001 i valori del risarcimento del danno alla persona a essere ridotti dal 30 al 50% rispetto ai parametri di valutazioni precedenti.
Un esempio: la perdita di una falange del dito indice era liquidata per un valore di 7.819 euro, adesso siamo scesi a 5.136 euro.
Insomma, qualcosa è diminuito negli ultimi anni: il valore della vita umana. E qualcosa ha continuato ad aumentare: i prezzi delle polizze e i profitti delle imprese.
Un risultato di cui è sono pienamente responsabili leggi e provvedimenti di due maggioranze diverse (raro esempio di politica bipartisan) con l'avallo delle associazioni dei consumatori presiedute dall'ex ministero delle Attività produttive.





1. renzo, Lunedì 29 Settembre 2008 ore 09:10
CHe dire...non c'è niente di sensato da aggiungere: il buon Stefano ha fornito una chiara quantomai oggettiva analisi della situazione. E' curioso come le Autorità dopo aver innalzato grida manzoniane ed invocato crociate contro le compagnie, colpevoli di esser troppo attente al dividendo, affida a LORO lo stabilire il giusto indennizzo..le metafore dell'oste o della volpe, col gusto delle fiabe di Esòpo, mi pare sintetizzino pienamente il paradosso.
2. Perito, Martedì 30 Settembre 2008 ore 01:43
Mai citazione più azzeccata quella della "volpe a guardia del pollaio", peccato che a comprendere il significato fino in fondo siamo solo noi operatori del settore.- Spesso i mass-media espongono le novità legislative come qualcosa di assolutamente positivo.- Ho rilevato con enorme sconforto che le associazioni dei consumatori più rappresentative molto facilmente diventano "partiti", mentre Antitrust e ISVAP non riesco proprio a capire a cosa servano. Caro Sig. Stefano, sono anni che ne parliamo e un numero così piccolo di professionisti, per niente rappresentato dalle stesse associazioni sindacali, espone anticipando i tempi le disdicevoli azioni delle compagnie e dei governi che si avvicendano. Solo fumo venduto per arrosto, dovrò lavorare per 30/40 anni ancora. Riuscirò mai a vedere un miglioramento?
3. simone, Martedì 30 Settembre 2008 ore 08:29
E tutto estremamente vero ciò che ci dice Mannacio che saluto con calore anche se non ci conosciamo, perchè ha dimostrato e dimostra di essere persona estremamente seria e preparata ma purtroppo la situazione reale è quella da lui dipinta, l'unica cosa che mi conforta è che la gente è meno sciocca di quanto non pensino le compagnie e il legislatore e sempre di meno cadono nella loro trappola, in sostanza meglio spendere qualche lira di più ma non andare allo sbaraglio contro le compagnie!
E per questo caro Mannacio che occorre non mollare sul fronte degli onorari, bisogna farlo per queste persone che ancora credono fermamente nell'aiuto che gli possono dare i professionisti del settore.
Un saluto a tutti.
Simone, infortunistica stradale.
4. Andrea, Giovedì 12 Marzo 2009 ore 15:04
Egregi signori, avrei un quesito per voi operatori del settore, esperti o semplicemente Brave Persone, perchè la storia che sto per raccontarvi ha, secondo me, dell'incredibile.
Il mese scorso, la mia auto si è scontrata con un'altra auto proveniente da una strada privata. Il conducente dell'altra auto non ha voluto ammettere il torto, per cui ognuno ha fatto denuncia alla propria assicurazione. Ho personalmente contattato un comandante dei vigili che mi ha confermato per iscritto che, per il codice della strada, chi esce da una strada privata (o passo carraio, o parcheggio), DEVE dare la precedenza. So quindi di essere nella ragione al 100%.
Bene, il liquidatore della mia compagnia assicurativa mi ha inviato un foglio chiedendomi se c'erano testimoni, io gli ho telefonato, e lui mi ha detto che senza testimoni "si fa il 50 e 50", convincendomi che l'"indirizzo" dell'incidente fornito dalla controparte fosse diverso dal mio(quindi che non si trovasse nella strada privata). Cosa falsa, che mi ha confermato l'ufficio sinistri della CONTROPARTE (molto più gentile del mio fra l'altro).
A questo punto, sapendo che la dinamica è stata esposta senza falsità da entrambe le parti, è mai possibile che il mio liquidatore non mi paghi il 100% dato che il codice della strada dà ragione a me ? Come se due persone dicessero "arrivavo da sinistra, ho ragione" e "arrivavo da destra, ho ragione" e questi non potessero verificare che la ragione appartiene a chi arriva da destra (o a chi incrocia una strada privata, come in questo caso).
Come posso regolarmi ? La mia forte tentazione è di fare causa al mio liquidatore, ma non so cosa aspettarmi.
Pensare che il danno è "solo" di 1000€ , ma andarci a rimettere 500€ ed il 50% della responsabilità, con l'aumento della classe al prossimo incidente come previsto dal decreto Bersani, quando di colpa non ce n'è, non è un'opzione per me.
5. Angelo, Mercoledì 25 Marzo 2009 ore 11:31
Molto interessante...sto cominciando ora una tesi triennale sull' indennizzo diretto,mi piacerebbe svilupparla dal punto di vista del consumatore,insomma della parte "debole" del rapporto contrattuale.Sapreste indicarmi dei testi specifici sull'argomento?
6. andrea, Giovedì 2 Luglio 2009 ore 17:42
buongiorno,
avrei un quesito: nel caso di accettazione di offerta di risarcimento a titolo di acconto e richiesta di integrazione di risarcimento, l'onorario legale è dovuto? ed è dovuto anche nel caso in cui la compagnia ass. abbia proceduto all'integrazione prima del decorso dei 30/60/90 gg. dalla prima richiesta di risarcimento? Grazie
7. mari, Venerdì 3 Luglio 2009 ore 11:33
ho una storia da raccontare: 7 anni fa mia figlia (allora minorenne) ha avuto un icidente come trasportata sull'auto di un suo amico portando come conseguenza il collare per 10 gg e alcuni punti per un taglio sul mento; il liquidatore della reale mutua ass., capendo al volo la nostra situazione tutt'altro che florida (madresingle con figlia a carico, affitto e spese scolastiche ecc. ecc.), se l'è cavata con 700 euro e tanti saluti, convincendoci che una causa non sarebbe stata alla nostra portata in quanto il danno non era così evidente... Ora mia figlia ha una "bella" cicatrice che si porterà per sempre e io ogni volta che la guardo mi vergogno per essermi fatta raggirare da una persona così meschina...