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Assicurazioni contro il Vigilante: duro impatto frontale

Alessandro Merolla avatar Mercoledì 1 Ottobre 2008, 00:00 in Rc auto di Alessandro Merolla

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Giancarlo Giannini, presidente Isvap, Istituto che vigila sulle Assicurazioni (in corsivo): Il risarcimento diretto presenta molteplici vantaggi nell'immediato e in prospettiva. A oltre un anno dalla sua entrata in vigore il bilancio appare nel complesso positivo. Scendono i tempi medi di liquidazione (da 63 a 55 giorni) e scende il costo medio dei sinistri pagati e riservati (-7,8% rispetto al 2006) in un contesto in cui le imprese hanno registrato un risultato di ramo che ha sfiorato il miliardo di euro.

Risposta piccatissima di Fabio Cerchiai, presidente Ania (in corsivo): L'assicurazione r.c. auto continua ad essere al centro di un dibattito che sembra prescindere dai dati economici, relativi all'andamento dei costi dei sinistri e dei prezzi delle polizze. Il quadro economico del ramo r.c. auto nel 2007, ultimo periodo per il quale si dispone dei dati di conto economico delle imprese, è evidenziato in maniera incontrovertibile nella tabella, che per Vostra comodità alleghiamo [foto su], pubblicata dall'ISVAP nella sua Relazione a p. 18 dello scorso giugno.

· Nel 2007 il totale dei premi è sceso da 18.350 a 18.249 milioni di euro.
· Il costo complessivo dei sinistri è aumentato da 14.587 a 14.731 milioni di euro.
· Di conseguenza, l'utile è diminuito rispetto all'anno precedente.

Pertanto, per ogni 100 euro di premi incassati, detratti i costi dei risarcimenti e le spese di gestione e tenendo conto dei proventi degli investimenti, nel 2007, così come nella media degli ultimi sei anni, alle compagnie italiane è risultato un utile lordo di 5 euro. Tolte le imposte dirette, IRES e IRAP, questo si riduce a circa 2 euro e mezzo.

È utile ricordare, poi, che, a fronte dei medesimi 100 euro incassati dalle compagnie, l'assicurato ne paga altri 23 allo Stato a titolo di oneri fiscali e parafiscali.

Dunque, su 123 euro lordi pagati dagli assicurati solo il 2% si traduce in utile netto per le compagnie. È del tutto evidente che nel medio termine l'andamento dei prezzi non può che essere strettamente correlato all'andamento dei costi.

Nei primi sei mesi del 2008, secondo quanto riportato dall'ISVAP, si è accentuata la tendenza alla riduzione del fatturato dell'industria assicurativa: nel complesso gli italiani hanno speso per assolvere all'obbligo il 3,1% in meno rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Considerato che nello stesso periodo (primo semestre 2008) l'indice dei prezzi è aumentato del 3,3%, il costo complessivo dell'assicurazione auto per il totale degli italiani è diminuito nel primo semestre dell'anno del 6,4% in termini reali.

Alla luce di queste considerazioni troviamo incomprensibile l'affermazione del Garante dei prezzi secondo il quale "gli aumenti delle tariffe nel settore RC auto non sono in linea con la sostanziale riduzione dei costi dei risarcimenti".

È stato ricordato da più parti che il costo medio dei sinistri avvenuti nel 2007 è diminuito del 5%. Questo dato è corretto, ma va collocato nel giusto contesto. Infatti, alla riduzione del costo medio si è associato un aumento del numero dei sinistri.

Per essere più chiari, considerare solo il costo medio dei sinistri e non il 

loro numero ai fini della valutazione dei costi complessivi affrontati dalle imprese di assicurazione equivale a stimare il fatturato di un'impresa manifatturiera sulla base del prezzo medio dei prodotti senza considerare i volumi venduti. La riduzione del costo medio è dunque un dato parziale: ricordiamo, infatti, che i costi complessivi sono aumentati. Ma è un dato importante, perché si riferisce al primo anno diapplicazione dell'indennizzo diretto.
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2 commenti
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03 Ott 2008
alle 10:06

renzo

Eh nutro forti dubbi sull'operato dell'ISVAP, con tutto il rispetto ed il riguardo per l'Autorità. Stranamente dopo l'annuncio di più di un anno or sono di un possibile assorbimento con la CONSOB, si è notato un'impennata dell'attività regolamentare, lasciando peraltro angoli bui nell'applicazione delle innovazioni legislative adottate dal Parlamento. SOno rimasto stupito poi, vista la competenza tecnica caratterizzante l'ISVAP, dall'insufficiente (o inefficace) a mio avviso contradditorio con il Governo al momento dell'attuazione delle riforme, offrendo l'impressione piuttosto di un mero avvallo sull'onda del sensazionalismo. Un esempio molto semplice e provocatorio inerente la nuova disciplina di attribuzione del malus:

supponendo 2 sinistri A) con responsabilità parziale (30%)       B) con responsabilità pro quota (50%)...qualora la successione dei sinsitri fosse B-A all'assicurato sarebbe attribuitoil malus a seguito dell'ultimo sinistro, ma qualora la successione fosseA-B nulla inficerebbe la storia assicurativa.

 Non mi sembra un caso  esemplare di equità.

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01 Ott 2008
alle 17:37

stefano mannacio

Uno scontro che pare solo il solito gioco delle parti, tanto per creare un minimo di contraddittorio. L'ISVAP infatti è stata uno dei grandi "sponsor" della procedura di indennizzo diretto e di tutte le normative riduttive del risarcimento del danno alla persona. Lacrime di coccodrillo?

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