Notizie utili per automobilisti e motociclisti
Mentre cresce a dismisura il prezzo del carburante - anche grazie all'intervento del Governo sulle accise - si spera nelle liberalizzazioni per abbattere i costi dei trasporti urbani.
Settimana prossima Mario Monti dovrebbe portare in Consiglio dei ministri un decreto «blindato» riguardante le liberalizzazioni, cioé l'avvio della seconda fase del suo Governo. Liberalizzazioni che troveranno - e già trovano - tanti oppositori, ma che potrebbero influire positivamente sul trasporto urbano e non solo.
Due dei temi principali, infatti, riguardano la vendita di carburante e le licenze dei tassisti. L'Authority guidata da Giovanni Pitruzzella ha fissato un calendario molto stringente sugli interventi necessari in campo di liberalizzazioni e, a quanto si apprende, tra le prime voci c'è proprio quello della benzina.
Il caro benzina, cui questo governo ha contribuito e non poco, è infatti una delle emergenze cui mettere mano appena possibile. Sia per i costi diretti sui cittadini che utilizzano l'automobile, ma anche per i costi indiretti sui prezzi dei beni di consumo che lieviteranno sempre più visto che l'86% dei prodotti viaggia su gomma e, dunque, è influenzato dal prezzo del carburante.
Il provvedimento potrebbe, dunque, intervenire con effetto immediato sulla rete dei distributori di benzina e sui contratti fra compagnie e gestori per aumentare la concorrenza e, nella speranza del Governo e dell'Authority, abbattendo i prezzi del carburante alle pompe.
Più difficile, invece, l'intervento sulle licenze dei taxi, con i tassisti pronti, ancora una volta, a scendere in strada per protestare. Le licenze, infatti, sono state acquistate a caro prezzo e rappresentano la "pensione" di molti tassisti che ora rischiano di ritrovarsi con un pezzo di carta in mano. Servirà, dunque, un intervento che difenda i diritti acquisiti dai tassisti, garantisca il loro futuro, ma al tempo stesso permetta una liberalizzazione che abbatta i costi di trasporto pubblico.
Caro Emanuele Malossini, secondo me commetti un' ingenuità nel credere che aumentare il numero il numero dei soggetti che concorrono nella stessa attività debba sistematicamente far diminuire i prezzi, questo può avvenire quando si parla di monopoli che fruttano guadagni spropositati solo per pochi ma ti posso assicurare che questo non è il caso dei tassisti, in particolar modo quelli di Roma, aumentare il numero attuale di licenze per noi comporterebbe un netto taglio degli incassi al quale dovremmo porre riparo chiedendo alle amministrazioni locali un sistematico aumento delle tariffe. Questa è semplice matematica, basta con la fantaeconomia pressappochista!
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alle 08:56
corrado colombo
NON SONO UN TASSISTA.VIVO A VICENZA E SPESSO PER I MIEI SPOSTAMENTI USO
IL TAXI.NON CONDIVIDO LA DECISIONE DI MONTI DI PENALIZZARE UNA CATEGORIA
DI LAVORATORI GIA' PENALIZZATA PAGANDO CENTINAIA DI MIGLIAIA DI EURO IL
DIRITTO AD ESERCITARE UNA ATTIVITA' SOCIALMENTE UTILE. PENSO CHE SAREBBE
PIU' DECOROSO FAR PAGARE IL CONTO DELL'ATTUALE DISASTRO,NON A CHI SEMPRE
HA PAGATO,MA ALLE "INTELLIGENZE" CHE LO HANNO PRODOTTO !