Notizie utili per automobilisti e motociclisti
Continua a correre il prezzo del carburante in Italia e Altroconsumo punta il dito contro chi specula sul caro benzina che rischia di mettere in ginocchio il Paese.
Con incrementi che superano l'8% rispetto al mese scorso, spostarsi in automobile diventa sempre più caro. E l'assenza di un controllo reale sui prezzi consente pratiche speculative che non fanno altro che aggravare la situazione. Questa l'accusa di Altroconsumo.
Altroconsumo, infatti, ha voluto riprodurre l'effetto degli aumenti su un profilo composto da due coniugi: uno utilizza un'automobile con un serbatoio di 50 litri di gasolio, fa quattro pieni al mese e viaggia in autostrada tre volte al mese su un percorso di 130 chilometri (da Milano a Torino, per esempio) sia in andata sia in ritorno. L'altro coniuge utilizza la seconda auto a benzina per percorrere tutti i giorni una tratta autostradale di 32 chilometri (da Milano a Pavia, per esempio) per recarsi in ufficio e fa due pieni al mese di 40 litri.
Nel primo caso, l'aumento delle tariffe autostradali di oltre il 5% comporta che il costo mensile passi da meno di 70 a superare i 70 euro: in un anno (11 mesi), l'aumento sarà di 40 euro. Il rincaro del gasolio, tuttavia, si farà sentire molto di più: da 314 a 345 euro al mese, con un aumento che arriva quasi al 10% e un aggravio di spesa annuo di 341 euro.
Per la seconda automobile, invece, la spesa in autostrada passa da 92 a quasi 97 euro al mese, con un aumento di spesa annuo di quasi 50 euro, quasi il 5% in più in un solo mese. Ma, ancora una volta, è il carburante a fare la voce grossa passando da 129 a 142 euro al mese, con un aumento di 146 euro in un anno e del 10% in più in un solo mese.
Il risultato finale è che questa famiglia, che a dicembre spendeva ogni mese 604 euro per spostarsi, ora ne dovrà spendere ben 655, per un totale di 575 euro in più all'anno, con un incremento del 8,7% rispetto a un solo mese fa.
Ed ecco che Altroconsumo attacca. "Gli aumenti dei prezzi dei carburanti in questo momento sono totalmente ingiustificati: non è causa dell'Iva e non è neanche delle accise, rimaste stabili nel corso di questo mese. Questo aumento non è neppure imputabile al prezzo del petrolio, sostanzialmente immobile negli ultimi tempi. È da un mese che assistiamo, sul versante dei carburanti, a un comportamento speculativo molto grave. Tutto nell'indifferenza assoluta e sostanziale di chi, invece, proprio sui prezzi dovrebbe vigilare".
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